Lettera aperta all'Illustrissima Onorevole Mariella Lo Bello, Assessora Regionale al Territorio e Ambiente:
Cara Assessora, lei ha cavalcato la lotta dei NO MUOSS di Niscemi. Non abbiamo, invece, sentito una sola parola, da Lei agrigentina, a sostegno della lotta dei NO Rigassificatore sotto la Valle dei Templi di Agrigento, patrimonio Unesco. Come interpretare il Suo silenzio?.
Per la verità sappiamo già come Lei la pensi al riguardo, ricordando che, da segretaria provinciale della CGIL di Agrigento, si schierò a favore dell'ecomostro in zona archeologica. Ci rendiamo conto anche del Suo imbarazzo, casomai avesse cambiato idea dopo il coraggioso intervento di condanna di Franco Battiato, Suo collega di giunta, in quanto il Suo dante causa, il boss agrigentino del Pd Angelo Capodicasa, che l'ha voluta quale Assessore all'Ambiente, ha benedetto il rigassificatore quand'era Vice Ministro alle Infrastrutture.
Suvvia, Assessora! Faccia pure outing. Dichiari di essere a favore del rigassificatore. Non tema. Perché il governatore Crocetta potrà benissimo trasferirla all'Assessorato Regionale all'Industria, dove andrebbe ad occupare, tra l'altro, il posto dell'ex Assessore, quel Marco Venturi, tanto amato dal Pd, da Confindustria e dai Sindacati, che firmò l'ignobile decreto regionale di autoroizzazione del rigassificatore in zona archeologica.
Molti cordiali saluti, Gaetano Gaziano presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Arigento”.
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venerdì 22 febbraio 2013
MARIELLA LO BELLO: CERCHIAMOLA A "CHI L'HA VISTO?"
Lettera aperta all'Illustrissima Onorevole Mariella Lo Bello, Assessora Regionale al Territorio e Ambiente:
Cara Assessora, lei ha cavalcato la lotta dei NO MUOSS di Niscemi. Non abbiamo, invece, sentito una sola parola, da Lei agrigentina, a sostegno della lotta dei NO Rigassificatore sotto la Valle dei Templi di Agrigento, patrimonio Unesco. Come interpretare il Suo silenzio?.
Per la verità sappiamo già come Lei la pensi al riguardo, ricordando che, da segretaria provinciale della CGIL di Agrigento, si schierò a favore dell'ecomostro in zona archeologica. Ci rendiamo conto anche del Suo imbarazzo, casomai avesse cambiato idea dopo il coraggioso intervento di condanna di Franco Battiato, Suo collega di giunta, in quanto il Suo dante causa, il boss agrigentino del Pd Angelo Capodicasa, che l'ha voluta quale Assessore all'Ambiente, ha benedetto il rigassificatore quand'era Vice Ministro alle Infrastrutture.
Suvvia, Assessora! Faccia pure outing. Dichiari di essere a favore del rigassificatore. Non tema. Perché il governatore Crocetta potrà benissimo trasferirla all'Assessorato Regionale all'Industria, dove andrebbe ad occupare, tra l'altro, il posto dell'ex Assessore, quel Marco Venturi, tanto amato dal Pd, da Confindustria e dai Sindacati, che firmò l'ignobile decreto regionale di autoroizzazione del rigassificatore in zona archeologica.
Molti cordiali saluti, Gaetano Gaziano presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Arigento”.
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martedì 12 febbraio 2013
CROCETTA INCONTRA IL COMITATO "NO AL RIGASSIFICATORE DI AGRIGENTO"
Un nutrito gruppo di rappresentanti del Comitato “No al rigassificatore ad Agrigento” ha incontrato ieri sera Crocetta all'Hotel dei Pini, a Porto Empedocle. All'arrivo lo ha affettuosamente accerchiato (vedi foto). Crocetta è stato disponibile, ha preso la copia della lettera che il Comitato, composto da più di 50 associazionni contrarie all'ecomostro, gli aveva inviato circa un mese fa e a cui fino a ieri non aveva dato riscontro, promettendo che l'avrebbe attenzionata.
All'interno della sala della convention alcuni rappresentanti del Comitato, sventolando cartelli, gli hanno imposto prepotentemente l' argomento "No Rigassificatore". A fine dibattito ho incontrato Crocetta, a cui ho consegnato tra l'altro copia della mozione del Movimento 5 Stelle contro il rigassificatore che sarà discussa e (speriamo) approvata il prossimo 28 febbraio. Crocetta ha anche promesso che incontrerà a Palermo il Comitato.
La serata è stata positiva per il nostro movimento, perché anche Michele Cimino ha promesso che sosterrà e e voterà all'Ars la mozione del M5S.
Ho avuto anche l'opportunità di incontrare Angelo Capodicasa, informandolo dell'iniziativa della lettera del Comitato a Crocetta e della mozione al M5S. Mi è sembrato interessato alla nostra lotta (almeno spero).
Ma lui, se vuole, può fare molto di più: può chiedere all'assessore al territorio, Mariella Lo Bello, di sospendere la Via (valutazione di impatto ambientale) regionale, nelle more che il governo Crocetta attivi e porti a conclusione l'iter dell'annullamento in autotutela dell'ignobile decreto regionale autorizzativo dell'ecomostro dell'ex governatore Lombardo, quello che disse ad Agrigento “un rigassificatore sotto la Valle dei Templi mai!” e che, tornatosene a Palermo, diede il via libera all'impianto sotto la Valle dei Templi, patrimonio Unesco. Gaetano del Comitato "No al rigassificatore ad Agrigento".
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lunedì 4 febbraio 2013
Posizione "morbida" di Corradino Mineo sul rigassificatore "Valle dei Templi"
Appreso che sarebbe venuto ad Agrigento Corradino Mineo, noto giornalista televisivo e candidato al Senato nelle liste del Pd, ho pensato di incontrarlo per chiedergli cosa ne pensasse di un rigassificatore da 8 miliardi di mc. al confine del parco archeologico di Agrigento, patrimonio Unesco.
Ieri mi sono recato, quindi, presso l'albergo agrigentino che ospitava la convention organizzata dal Pd, che si trova proprio al confine sud-occidentale del parco.
Mineo è uno di quei candidati “paracadutati” da Bersani in Sicilia, in virtù della legge elettorale chiamata “porcellum”.
Ma siccome è un intellettuale e per di più siciliano mi interessava conoscere la sua opinione al riguardo. Quindi benvenuto. Meglio lui in Parlamento di tanti politici siciliani ascari.
Al primo incontro nella hall dell'albergo, Mineo ha mostrato interesse e comprensione nei confronti della lotta al rigassificatore. Probabilmente non ricordava o non sapeva che il rigassificatore in zona archeologica sta molto a cuore a Bersani, come gli stanno a cuore gli altri 13 rigassificatori programmati quand'era ministro del governo Prodi, come gli stanno a cuore le banche e le infrastrutture inutili, come la Tav Torino Lione.
Probabilmente non sapeva neppure che l'assessore regionale dell'ambiente (dell'ambiente, non dell'industria) è l'agrigentina Mariella Lo Bello, espressione del Pd agrigentino, rigassificatorista convinta.
Incoraggiato dal primo approccio con Mineo, sono entrato nella sala dove si svolgeva la convention per assistere al dibattito, che è stato articolato secondo la formula delle domande provenienti da alcuni rappresentanti della società civile.
Le domande sono state formulate da Beniamino Biondi, Nello Hamel, Giovanna Lauricella e Rossalda Passarello. Gli argomenti proposti amabilmente dagli interlocutori spaziavano dalla globalizzazione allo spread, da Obama alla Cina, dal debito pubblico alla riforma Gelmini, sui massimi sistemi insomma. Di argomenti, che interessassero il nostro territorio, i cortesi interroganti sembravano non prendersi cura, fino a quando irruppe nel dibattito la riflessione perentoria di Giovanna Lauricella che ha ricordato la situazione disastrosa, economicamente parlando, della nostra provincia, pur avendo avuto “illustri” agrigentini assurti, nel corso degli anni, alla più alte cariche istituzionali, quali ministri, vice ministri, sottosegretari, presidenti della regione siciliana, presidenti dell' assemblea regionale, assessori vari, senza contare le decine e decine di deputati nazionali e regionali. Giovanna Lauricella ha anche accennato “al nostro Angelino”. Non è dato sapere se si riferisse ad Angelino Alfano o ad Angelo Capodicasa che, tra l'altro, era seduto in prima fila ad ascoltare.
Bisogna dire, con onestà, che all'interno del Pd un dibattito reale almeno si porta avanti a differenza che in altri partiti, dove non c'è alcuna dialettica interna, dove prevale l'oligarchia verticistica o addirittura il pensiero unico del padre-padrone, come nel caso del Pdl.
Dopo gli interventi si è aperto un pubblico dibattito e mi è stato consentito di intervenire dal gentilissimo segretario, Emilio Messana, che svolgeva le funzioni di moderatore.
Ho ripercorso i sei anni di lotta, che conduciamo alcune associazioni agrigentine contro l'ecomostro in zona archeologica, e ho ricordato soprattutto che esistono oggi le condizioni perché venga revocato l'ignobile decreto regionale che lo ha autorizzato.
Recentemente è stata bloccata la realizzazione di una discarica che doveva sorgere vicino a Villa Adriana, anch'essa patrimonio Unesco, perché per essa si erano mobilitati e sbracciati intellettuali e opinion-makers di tutta Italia. Lorenzo Ornaghi, che fino ad allora nessuno sapeva che fosse ministro ai beni culturali, ha minacciato addirittura di dare le dimissioni. Per la Valle dei Templi, invece, hanno fatto tutti spallucce, complici ovviamente i nostri politici siciliani ascari (di destra e di sinistra).
Corradino Mineo, che suppongo abbia preso informazioni, prima dell'inizio del dibattito, sulla vicenda del rigassificatore autorizzato quando Capodicasa era vice ministro alle infrastrutture, mi ha dato una cortese risposta in perfetto stile diplomatico, dorateo quasi, che in Italia c'è bisogno di un mix energetico, di gas, di petrolio, di fonti alternative, glissando in pratica l'argomento rigassificatore.
Penso, comunque, che Mineo, essendo persona intelligente, quando sarà senatore, dimostrando (spero) autonomia di pensiero rispetto al suo gruppo parlamentare, possa ricordarsi della vicenda rigassificatore “Valle dei Templi di Agrigento”
Il mio intervento aveva in realtà anche un altro scopo: dire ai dirigenti del Pd che i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, i 15 deputati regionali al completo, hanno presentato una mozione all'assemblea regionale siciliana, invitando il presidente Crocetta a revocare l'autorizzazione dell'ecomostro. L'establishment del Pd potrà dare, se vuole, indicazioni ai propri deputati regionali di votare a favore della mozione del M5S. Lo farà? Ne dubito!
Un'ultima notazione: le televisioni locali, con la “libertà” di pensiero che le contraddistingue, non hanno dato conto del mio intervento. Non hanno capito, poverini, che loro non contano più niente, che la vera comunicazione la facciamo noi bloggers. Il mio intervento filmato può essere visto sul giornale on line di Elio Di Bella: bellaciaoag.it.
Gaetano Gaziano
Presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento” tanogaziano@yahoo.it.
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domenica 3 aprile 2011
FACEBOOK SPAZZERA' VIA DITTATURE E PRIVILEGI DI CASTA
Un vento nuovo di libertà e di democrazia soffia nel mondo. E questo vento vola sulle ali di Internet. I media tradizionali (comprati con la pubblicità) non contano più niente o quasi. La vera informazione la fanno i bloggers mentre i giornali e le tv si limitano ad andare dietro agli avvenimenti, non ad anticiparli. In Belgio, dove il governo latita da quasi un anno, alcuni giovani “armati di click” hanno portato in piazza, attraverso Facebook, decine di migliaia di manifestanti contro l'inerzia della politica, quella istituzionale, che ha lasciato il loro Paese senza guida, nell'indifferenza generale, come se la “vacatio” inaudita di governo non interessasse loro ma gli abitanti della Paupasia.
E' successo così che 5 studenti in Belgio, facendosi interpreti del diffuso stato di malessere della propria gente, hanno convocato on line più di 50 mila persone in piazza per gridare no alla situazione di stallo venutasi a creare per la rottura tra fiamminghi e valloni. E hanno organizzato la “shame march”, la marcia della vergogna contro i loro politici corrotti e inefficienti.
La Cina, il più grande colosso economico del mondo per abitanti e prodotto interno lordo, ha creato un sistema politico dove i metodi vetero comunisti si sposano con la strategia del massiccio sfruttamento capitalistico dei lavoratori, e ciò a beneficio di una casta di dirigenti oligarchi che viaggiano in Ferrari (la Cina risulta il maggiore acquirente delle supercar di Maranello). Questo Paese “socialista” sta attuando il più spietato sistema poliziesco di censura del mondo, tentando di imbavagliare la protesta dei contestatori cinesi che corre on line, imprigionando anche i bloggers che sfidano il regime. Per ora ci sono riusciti, ma prima o poi la bomba della protesta on line gli esploderà tra le mani.
Com'è esplosa nei paesi nord africani in questi ultimi mesi. Mentre le potenze occidentali (magari quelle che poi diventeranno i “volenterosi” portatori di bombe) facevano affari con Tunisia, Egitto, Libia e Siria, all'interno di queste nazioni stava montando la protesta on line che nel giro di poche settimane ha mandato o manderà a casa dittatori che si erano insediati più di 40 anni fa e già progettavano di trasmettere il potere e la poltrona ai propri figli, come è già accaduto in Siria per Assad figlio che è successo ad Assad padre e come stava succedendo per i Ben Alì in Tunisia e Gheddafi in Libia.
Qualche furbo “volenteroso” come Sarkozy ha cercato di cavalcare questi venti di libertà per impossessarsi del petrolio italiano, secondo la collaudata logica vetero-colonialista di occupazione di territori africani per sfruttarne le materie prime. Ma Internet farà giustizia anche di questi patetici tentativi di neo espansionismo economico-industriale.
Via dunque i dittatori e i neo colonizzatori, spazzati dal vento di libertà che soffia su Facebook.
E in Italia? In Italia siamo messi peggio, perché non c'è un dittatore contro cui indirizzare i propri strali informatici e cacciarlo via. C'è una casta o meglio ci sono delle caste che, intrecciando fortemente interessi e privilegi, si auto sostengono e si difendono a vicenda. La prima casta è quella dei politici parlamentari, il cui unico interesse è di conservare privilegi e potere. E, infatti, cosa ti vanno a sperimentare? Una legge elettorale che affida ad una cerchia ristretta di pochi segretari di partito il compito di nominare i circa 600 deputati e i circa 300 senatori. Dando ai cittadini l'illusione di eleggerli, mentre in effetti si limitano a ratificarne le nomine. Ma la casta dei politici non è l'unica in Italia, essa si intreccia con le caste dei magistrati, degli alti burocrati, dei baroni universitari, dei giornalisti e dei boiardi di Stato (manager delle grandi aziende a partecipazione statale come Eni ed Enel) che ovviamente non hanno interesse ad attaccare la casta dei politici, impegnati come sono a difendere strenuamente i propri privilegi e le proprie rendite di posizione.
E, siccome noi ci occupiamo di fatti che interessano la nostra Sicilia, osserviamo che i privilegi acquisiti dalla nostra classe dirigente non sono inferiori anzi, in alcuni casi, sono superiori a quelli goduti dai fortunati rappresentanti dalla classe politica romana.
Come non pensare a quel pensionato della Regione siciliana che percepisce una pensione di 1300 euro al giorno, quindi di 39 mila euro al mese, 479 mila euro l'anno, oltre la tredicesima. Ci sono pensionati in Sicilia che 1300 euro li prendono, se li prendono, in due mesi.
E, poi, mentre nel resto d'Italia esiste il divieto di cumulo tra indennità parlamentare e pensione percepita in qualità di consiglieri regionali, il divieto non esiste per i politici siciliani. E' scoppiato recentemente questo scandalo sui media. E di questi privilegiati tre sono agrigentini: Calogero Mannino, Angelo Capodicasa e Salvatore Cuffaro.
Ogni tanto qualche politico siciliano avanza l'ipotesi, solo demagogica, di ridurre questi privilegi e di ridurre addirittura il numero dei consiglieri regionali (spagnolescamente definiti parlamentari), ma si tratta della solita messa in scena furbesca di “distrazione di massa”, per contenere l'indignazione popolare. Sì, perché questa gente non ama la contestazione né il dissenso. Storica è rimasta la lamentazione di D'Alema che, in occasione delle accuse di spudorati privilegi avanzate dai movimenti dei grillini e dei girotondini, ebbe a dire “non possiamo più neppure passeggiare per la strada”.
Non si preoccupi, caro D'Alema, che presto, aumentando la protesta on line, Facebook la manderà a passeggiare ai giardinetti pubblici assieme agli altri suoi colleghi professionisti della politica di destra, di centro e di sinistra, che hanno messo radici in Parlamento.
Gaetano Gaziano, blogger
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E' successo così che 5 studenti in Belgio, facendosi interpreti del diffuso stato di malessere della propria gente, hanno convocato on line più di 50 mila persone in piazza per gridare no alla situazione di stallo venutasi a creare per la rottura tra fiamminghi e valloni. E hanno organizzato la “shame march”, la marcia della vergogna contro i loro politici corrotti e inefficienti.
La Cina, il più grande colosso economico del mondo per abitanti e prodotto interno lordo, ha creato un sistema politico dove i metodi vetero comunisti si sposano con la strategia del massiccio sfruttamento capitalistico dei lavoratori, e ciò a beneficio di una casta di dirigenti oligarchi che viaggiano in Ferrari (la Cina risulta il maggiore acquirente delle supercar di Maranello). Questo Paese “socialista” sta attuando il più spietato sistema poliziesco di censura del mondo, tentando di imbavagliare la protesta dei contestatori cinesi che corre on line, imprigionando anche i bloggers che sfidano il regime. Per ora ci sono riusciti, ma prima o poi la bomba della protesta on line gli esploderà tra le mani.
Com'è esplosa nei paesi nord africani in questi ultimi mesi. Mentre le potenze occidentali (magari quelle che poi diventeranno i “volenterosi” portatori di bombe) facevano affari con Tunisia, Egitto, Libia e Siria, all'interno di queste nazioni stava montando la protesta on line che nel giro di poche settimane ha mandato o manderà a casa dittatori che si erano insediati più di 40 anni fa e già progettavano di trasmettere il potere e la poltrona ai propri figli, come è già accaduto in Siria per Assad figlio che è successo ad Assad padre e come stava succedendo per i Ben Alì in Tunisia e Gheddafi in Libia.
Qualche furbo “volenteroso” come Sarkozy ha cercato di cavalcare questi venti di libertà per impossessarsi del petrolio italiano, secondo la collaudata logica vetero-colonialista di occupazione di territori africani per sfruttarne le materie prime. Ma Internet farà giustizia anche di questi patetici tentativi di neo espansionismo economico-industriale.
Via dunque i dittatori e i neo colonizzatori, spazzati dal vento di libertà che soffia su Facebook.
E in Italia? In Italia siamo messi peggio, perché non c'è un dittatore contro cui indirizzare i propri strali informatici e cacciarlo via. C'è una casta o meglio ci sono delle caste che, intrecciando fortemente interessi e privilegi, si auto sostengono e si difendono a vicenda. La prima casta è quella dei politici parlamentari, il cui unico interesse è di conservare privilegi e potere. E, infatti, cosa ti vanno a sperimentare? Una legge elettorale che affida ad una cerchia ristretta di pochi segretari di partito il compito di nominare i circa 600 deputati e i circa 300 senatori. Dando ai cittadini l'illusione di eleggerli, mentre in effetti si limitano a ratificarne le nomine. Ma la casta dei politici non è l'unica in Italia, essa si intreccia con le caste dei magistrati, degli alti burocrati, dei baroni universitari, dei giornalisti e dei boiardi di Stato (manager delle grandi aziende a partecipazione statale come Eni ed Enel) che ovviamente non hanno interesse ad attaccare la casta dei politici, impegnati come sono a difendere strenuamente i propri privilegi e le proprie rendite di posizione.
E, siccome noi ci occupiamo di fatti che interessano la nostra Sicilia, osserviamo che i privilegi acquisiti dalla nostra classe dirigente non sono inferiori anzi, in alcuni casi, sono superiori a quelli goduti dai fortunati rappresentanti dalla classe politica romana.
Come non pensare a quel pensionato della Regione siciliana che percepisce una pensione di 1300 euro al giorno, quindi di 39 mila euro al mese, 479 mila euro l'anno, oltre la tredicesima. Ci sono pensionati in Sicilia che 1300 euro li prendono, se li prendono, in due mesi.
E, poi, mentre nel resto d'Italia esiste il divieto di cumulo tra indennità parlamentare e pensione percepita in qualità di consiglieri regionali, il divieto non esiste per i politici siciliani. E' scoppiato recentemente questo scandalo sui media. E di questi privilegiati tre sono agrigentini: Calogero Mannino, Angelo Capodicasa e Salvatore Cuffaro.
Ogni tanto qualche politico siciliano avanza l'ipotesi, solo demagogica, di ridurre questi privilegi e di ridurre addirittura il numero dei consiglieri regionali (spagnolescamente definiti parlamentari), ma si tratta della solita messa in scena furbesca di “distrazione di massa”, per contenere l'indignazione popolare. Sì, perché questa gente non ama la contestazione né il dissenso. Storica è rimasta la lamentazione di D'Alema che, in occasione delle accuse di spudorati privilegi avanzate dai movimenti dei grillini e dei girotondini, ebbe a dire “non possiamo più neppure passeggiare per la strada”.
Non si preoccupi, caro D'Alema, che presto, aumentando la protesta on line, Facebook la manderà a passeggiare ai giardinetti pubblici assieme agli altri suoi colleghi professionisti della politica di destra, di centro e di sinistra, che hanno messo radici in Parlamento.
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martedì 8 febbraio 2011
QUANDO LA COERENZA E' UN OPTIONAL
Leggo sul Giornale di Sicilia dell'8 febbraio che il Pd di Antonio Sinesio si appresta a stringere alleanza col l'Udc di Calogero Firetto alle prossime amministrative che si svolgeranno a Porto Empedocle.
Incontrai Antonio Sinesio tempo addietro in alcune riunioni per contrastare l'ignobile progetto del rigassificatore “Valle dei Templi”. Si era fatto anche promotore, con alcuni cittadini di Porto Empedocle, della creazione di un comitato per contrastare il progetto. Lo vidi particolarmente convinto e determinato.
Questi cittadini, con in testa Sinesio, chiesero anche l'indizione di un referendum al Sindaco Firetto, che l'ha rifiutato e che, però, ha gratificato i suoi concittadini del referendum sul pupazzo di bronzo del commissario Montalbano dell'inclito Andrea Camilleri, rigassificatorista anche lui.
Nella circostanza della presentazione ad Agrigento di un libro di Carlo Vulpio, il coraggioso giornalista del Corriere della Sera, che ha dedicato diversi articoli e un paragrafo del suo libro “Roba Nostra” al rigassificatore “Valle dei Templi”, Sinesio era presente a plaudire all'iniziativa.
Quando con due altre associazioni decidemmo di denunciare il Governo Italiano alla Commissione Europea per infrazione del divieto comunitario degli aiuti di Stato, ai sensi dell'art.107 del Trattato Europeo, chiesi la collaborazione di Sinesio, essendomi stato presentato come docente universitario di diritto europeo e quindi esperto della materia.
Non mi ha risposto e da quella volta non l'ho più sentito.
Dalla sentenza del Tar Lazio risulta pure che Sinesio ha fatto parte del collegio di difesa contro il rigassificatore e ora leggo che propone di sostenere Firetto alle prossime elezioni amministrative.
Non posso certo dire che Sinesio sia un campione di coerenza.
Certo è coerente con la linea del suo partito il Pd, ribaltonista e inciucista, alleato con Raffaele Lombardo(nella foto), dopo esserne stato avversario alle elezioni politiche.
Oggi si ritrovano in buona compagnia Don Raffaele, “campione di coerenza”, che ad Agrigento ebbe a dichiarare davanti alle telecamere “un rigassificatore sotto la Valle dei Templi mai!” e che, tornatosene a Palermo, diede via libera all'ecomostro, Michele Cimino, che cavalcò inizialmente la protesta antirigassificatorista per poi convertirsi sulla via di Damasco, dietro i diktat del suo mentore Gianfranco Micciché e dell'ineffabile Stefania Prestigiacomo, convinti rigassificatoristi alla faccia dell'autonomismo e della lotta agli interessi delle lobby del Nord, e last but not least Antonio Sinesio.
Voglio qui ricordare che recentemente l'intero gruppo radicale della Camera, eletto peraltro nelle file del Pd, ha presentato un'interpellanza parlamentare al Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo per revocare il decreto di Via (valutazione di impatto ambientale).
Li voglio citare, uno ad uno, questi parlamentari: Elena Zamparutti è di Bolzano, Marco Beltrandi è di Bologna, Rita Bernardini è di Roma, Maria Antonietta Farina Coscioni è di Viterbo, Matteo Mecacci è di Firenze, Maurizio Turco è di Taranto.
VERGOGNATEVI Lombardo, Capodicasa, Cimino, tutti gli altri “onorevoli” agrigentini, e Sinesio alleato di Firetto: son dovuti venire da Bolzano a difendere la nostra Valle dei Templi!!!
Gaetano Gaziano
presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento”. Continua a leggere...
Incontrai Antonio Sinesio tempo addietro in alcune riunioni per contrastare l'ignobile progetto del rigassificatore “Valle dei Templi”. Si era fatto anche promotore, con alcuni cittadini di Porto Empedocle, della creazione di un comitato per contrastare il progetto. Lo vidi particolarmente convinto e determinato.
Questi cittadini, con in testa Sinesio, chiesero anche l'indizione di un referendum al Sindaco Firetto, che l'ha rifiutato e che, però, ha gratificato i suoi concittadini del referendum sul pupazzo di bronzo del commissario Montalbano dell'inclito Andrea Camilleri, rigassificatorista anche lui.
Nella circostanza della presentazione ad Agrigento di un libro di Carlo Vulpio, il coraggioso giornalista del Corriere della Sera, che ha dedicato diversi articoli e un paragrafo del suo libro “Roba Nostra” al rigassificatore “Valle dei Templi”, Sinesio era presente a plaudire all'iniziativa.
Quando con due altre associazioni decidemmo di denunciare il Governo Italiano alla Commissione Europea per infrazione del divieto comunitario degli aiuti di Stato, ai sensi dell'art.107 del Trattato Europeo, chiesi la collaborazione di Sinesio, essendomi stato presentato come docente universitario di diritto europeo e quindi esperto della materia.
Non mi ha risposto e da quella volta non l'ho più sentito.
Dalla sentenza del Tar Lazio risulta pure che Sinesio ha fatto parte del collegio di difesa contro il rigassificatore e ora leggo che propone di sostenere Firetto alle prossime elezioni amministrative.
Non posso certo dire che Sinesio sia un campione di coerenza.
Certo è coerente con la linea del suo partito il Pd, ribaltonista e inciucista, alleato con Raffaele Lombardo(nella foto), dopo esserne stato avversario alle elezioni politiche.
Oggi si ritrovano in buona compagnia Don Raffaele, “campione di coerenza”, che ad Agrigento ebbe a dichiarare davanti alle telecamere “un rigassificatore sotto la Valle dei Templi mai!” e che, tornatosene a Palermo, diede via libera all'ecomostro, Michele Cimino, che cavalcò inizialmente la protesta antirigassificatorista per poi convertirsi sulla via di Damasco, dietro i diktat del suo mentore Gianfranco Micciché e dell'ineffabile Stefania Prestigiacomo, convinti rigassificatoristi alla faccia dell'autonomismo e della lotta agli interessi delle lobby del Nord, e last but not least Antonio Sinesio.
Voglio qui ricordare che recentemente l'intero gruppo radicale della Camera, eletto peraltro nelle file del Pd, ha presentato un'interpellanza parlamentare al Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo per revocare il decreto di Via (valutazione di impatto ambientale).
Li voglio citare, uno ad uno, questi parlamentari: Elena Zamparutti è di Bolzano, Marco Beltrandi è di Bologna, Rita Bernardini è di Roma, Maria Antonietta Farina Coscioni è di Viterbo, Matteo Mecacci è di Firenze, Maurizio Turco è di Taranto.
VERGOGNATEVI Lombardo, Capodicasa, Cimino, tutti gli altri “onorevoli” agrigentini, e Sinesio alleato di Firetto: son dovuti venire da Bolzano a difendere la nostra Valle dei Templi!!!
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