domenica 6 dicembre 2009

RITA BOSELLINO PRESENTA INTERROGAZIONE SUL RIGASSIFICATORE VALLE DEI TEMPLI


L'europarlamentare Rita Borsellino ha presentato la scorsa settimana un'interrogazione urgente alla Commissione Europea sul rigassificatore da 8 miliardi di mc. di Porto Empedocle al confine del parco archeologico della Valle dei Templi, riconosciuto come Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.
L'on. Borsellino ha chiesto l'intervento della Commissione Europea per verificare se siano state violate da parte del governo italiano, nell'adozione del decreto di Via (valutazione di impatto ambientale) sull'impianto, norme europee con particolare riferimento a quelle concernenti la salvaguardia dell'ambiente e del patrimonio culturale nonché a quelle relative al coinvolgimento delle popolazioni interessate dato che alla cittadinanza di Porto Empedocle è stato negato dal Comune il referendum popolare sulla costruzione dell'impinato industriale.
L'on.Borsellino ha anche sottolineato che in data 20 gennaio 2009 la Commissione Europea ha respinto la richiesta di finanziamento comunitario avanzata dal governo italiano in quanto ha ritenuto l'impianto non strategico né per l'Italia né per l'Europa.
L'intervento della Commissione Europea è atteso entro il mese di gennaio del 2010.
Gaetano Gaziano
Presidente Associazione Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento Continua a leggere...

lunedì 30 novembre 2009

IL CANTO DELLE SIRENE


Siccome su questo blog non ci occupiamo solo di fare la lotta all'ignobile progetto di costruire un rigassificatore al confine della Valle dei Templi di Agrigento, ci piace segnalare, da irriducibili melomani, questo "cammeo" letterario-musicale di Giovanni Scipioni apparso su "Repubblica" il 25 novembre-
Caterina Busetta e Gaetano Gaziano

IL CANTO DELLE SIRENE
Repubblica — 25 novembre 2009 pagina 29 sezione: VIAGGI
Con l' aiuto degli déi Ulisse torna a casa e, nell' improvvisa oscurità dell' eclissi di sole nel cielo sopra Itaca, compie con fredda determinazione la strage dei Proci. Il sangue scorre a fiumi nelle stanze della reggia. È una vendetta senza precedenti e tutti i nemici e i traditori vengono uccisi. Ulisse salva solo il musico, l' uomo che con i suoi strumenti dà voce e corpo al racconto della vita. È un atto d' amore all' arte e alla musica. L' eroe di Omero gira il mondo, incontra ciclopi e maghe, attracca su coste sconosciute e vive, prima di rifugiarsi nel letto di Penelope, bellissime e terribili avventure. Risparmia la vita al musico perché sa che l' armonia delle note e la vocalità della narrazione faranno riemergere dai sogni i suoi viaggi. Il moderno viaggiatore che ha oggi potenti mezzi per catturare il sogno di ogni suo viaggio e ripeterlo all' infinito, può conoscere i luoghi dell' armonia, gli auditorium, come templi dove si generano sempre nuove e splendide architetture di suoni e immagini oniriche. Per farsi "rapire". Come Ulisse dal canto delle Sirene.- GIOVANNI SCIPIONI Continua a leggere...

sabato 7 novembre 2009

LO STRABISMO DI STEFANIA PRESTIGIACOMO E I DOVERI DI ANGELINO ALFANO


“Le esigenze carcerarie non possono entrare in conflitto con quelle della tutela dell'ambiente”. Così la siciliana Stefania Prestigiacomo, ministra dell'ambiente ha polemizzato con Angelino Alfano, ministro della giustizia, sulla proposta di quest'ultimo di riaprire il supercarcere di Pianosa per i detenuti in regime di 41 bis (esponenti pericolosi di mafia e terrorismo). La “valente” ministra ha perorato la causa dell'isola di Pianosa nell'arcipelago toscano che è parco naturale e che quindi va tutelato pensando a “soluzioni alternative che non coinvolgano gioielli naturalistici”. Giustissime le considerazioni della Prestigiacomo, peccato però che la stessa ha “cancellato” la Valle dei Templi di Agrigento, zona archeologica e paesaggistica eccezionale e sito Unesco. Infatti nel decreto di VIA (valutazione di impatto ambientale) del 29 settembre 2008 sul rigassificatore di P.Empedocle da 8 miliardi di mc. la ministra Prestigiacomo ha evidenziato, in prossimità dell'area, la presenza di siti SIC (siti di interesse comunitario) da tutelare, dimenticando la Valle dei Templi situata a un tiro di schioppo dal costruendo ecomostro sottoposto alla normativa Seveso sugli impianti a rischio di incidente rilevante.
Spetta a questo punto al ministro Angelino Alfano, agrigentino doc, che dietro le rimostranze della Prestigiacomo ha opportunamente fatto un passo indietro, ricordare alla “solerte” ministra dell'ambiente che le ragioni di Pianosa “gioiello naturalistico” non valgono certamente di più delle ragioni di un gioiello archeologico e paesaggistico come quello della Valle dei Templi. Non si capisce la ratio che porta la Ministra Prestigicomo a diventare “paladina” di Pianosa e siciliana immemore della Valle dei Templi. Probabilmente l'evidente strabismo nasce dal fatto che la ministra è sensibile all'ambiente fino a quando non vengono toccati i grandi interessi industriali. Sarebbe doveroso, a questo punto, che il ministro Angelino Alfano, conducendo per mano la Prestigiacomo nella Valle dei Templi, la facesse riflettere sulla scelta scellerata di un rigassificatore sotto la casa natale di Pirandello e al confine con il parco archeologico, portandola a pervenire a “soluzioni alternative” e a fare quel passo indietro che la renderebbe coerente e credibile nella sua politica di tutela ambientale.
Caterina Busetta Continua a leggere...

martedì 3 novembre 2009

IL PIETOSO GOSSIP DEL GOVERNATORE LOMBARDO


"Se l'assessore Gaetano Armao brinda con la signora Margherita Stabbiuni con champagne e se ha una relazione sentimentale con lei sono fatti suoi". La butta sul gossip erotico il governatore Raffaele Lombardo, rispondendo a una precisa domanda del giornalista Emanuele Lauria di Repubblica. Ma ne viene fuori un tentativo molto patetico del governatore di eludere una precisa domanda del giornalista sull'affaire rigassificatore Valle dei Templi e sui rapporti professionali del suo “fido” assessore alla presidenza, Gaetano Armao, che secondo L'Espresso sarebbe stato l'abile tessitore dell'accordo tra Lombardo ed Enel-Nuove Enerigie, che quel rigassificatore deve costruire. E non aveva altre alternative il nostro governatore che, in questi giorni, si trova stretto all'angolo della nuova grana imbastitagli da un assessore “tecnico” che, come tale, dovrebbe essere lontano dagli intrighi politici di palazzo e che invece gli ha creato uno dei momenti più difficili della sua gestione di governatore della Sicilia. Da più parti, infatti, gli è stato chiesto di “dimissionare” Armao che, fino all'altro ieri, ha gestito il contenzioso della Regione con gli industriali Falck per la vertenza termovalorizzatori, essendo al tempo stesso assessore della Regione ed ex consulente dei Falck e per di più con una richiesta di saldo di una parcella di due milioni di euro, che mette l'Armao in una macrospica posizione di conflitto di interessi. E' stato Cracolici, capo gruppo PD all'assemblea regionale, che ha formulato nei confronti di Armao addirittura un'accusa alla Consob di insider trading (turbativa del mercato azionario), a sollevare il caso con un'interrogazione parlamentare, mettendo in imbarazzo la giunta regionale che in questi momenti naviga a vista e, per di più, in acque molto agitate. Ovviamente Cracolici si era limitato ad attaccare sul termovalorizzatore ma si era guardato bene dal farlo sul rigassificatore Valle dei Templi, benedetto dal “compagno” Angelo Capodicasa quand'era sottosegretario alle infrastrutture. A scoperchiare, però, il pentolone del rigassificatore ci ha pensato Giuseppe Castiglione, co-coordinatore Pdl in Sicilia, che non ha esitato a mettere sul tavolo di Lombardo anche il discutibile affaire del rigassificatore Valle dei Templi di Agrigento, calato dall'alto e che la popolazione ha respinto con un referendum e con il ricorso al Tar del sindaco Marco Zambuto e di altre 20 associazioni agrigentine. Il governatore Lombardo, che ha memoria corta, aveva affermato ad Agrigento davanti alle telecamere di alcune emittenti locali "un rigassificatore sotto la Valle dei Templi mai". Se ne tornò a Palermo e firmò l'accordo con Enel, con brindisi finale tra Margherita Stabbiuni, regina bresciana dell'acciaio e socia nel business rigassificatore, e il “fido” assessore Armao, che è stato, secondo "L'Espresso", l'abile tessitore dell'accordo.
Questa grana gli scoppia oggi tra le mani e addirittura l'11 novembre sarà discussa all'Ars una mozione di sfiducia contro il “fido” Armao. E Lombardo cosa fa? Invece di chiedere conto all'assessore alla presidenza, in vista del dibattito parlamentare, se avesse intrattenuto rapporti professionali con la signora Stabbiuni, visti i rapporti privilegiati che mantiene con le famiglie industriali dell'acciaio, la butta sul gossip erotico: "ma che rapporti di affari, semmai si tratta di una love story tra il very british Armao e l'attempata signora dell'acciaio" insinua maliziosamente il furbo governatore
Il riformista Lombardo, che si è impegnato a “decuffarizzare” (dice lui) la Sicilia, di Totò Vasavasa però non ha voluto toccare il business che di più gli sta a cuore, cioè il rigassificatore.
Ricordiamo che fu proprio Fulvio Conti, ad di Enel, a ringraziare pubblicamente nell'estate del 2006 l'ex governatore siciliano dal pulpito del meeting di Comunione e Liberazione per avergli offerto in un piatto di argento l'area ASI di Porto Empedocle sotto la Valle dei Templi. Se qualcuno pensa ancora che ai meeting di Comunione e Liberazione si facciano esercizi spirituali è pregato vivamente di ricredersi. In quanto all'opera di “decuffarizzazione” della Sicilia, sarebbe anche una operazione meritevole se non si trattasse di una speculare opera di “lombardizzazione”, cioè di una drastica e selvaggia sostituzione negli incarichi pubblici dei fedeli di Cuffaro con i fedelissimi di Lombardo. Continua a leggere...

mercoledì 28 ottobre 2009

RIGASSIFICATORE VALLE DEI TEMPLI: STORIE, BUGIE E VIDEOTAPE


Si è svolto ieri presso l'Arcivescovado di Agrigento un incontro dibattito promosso dall'Arc. Mons. Francesco Montenegro sul rigassificatore sotto la Valle dei Templi di Agrigento tra i manager di Enel e i rappresentati delle associazioni che da tre anni si battono contro la realizzazione di questo ecomostro. Scopo dell'incontro era di dare un "contributo di verità sul bene comune" (sono parole dell'arcivescovo). L'incontro, com'era prevedibile, è stato animato e qualche giornalista della carta stampata e dei media online più realista del re ha riferito dell'incontro come di una gazzarra. Ma di cosa stiamo parlando? Ma ci rendiamo conto che Enel ha una potenza mediatica detonante e che i comitati possono tutt'al più contare sui propri blog? La verità é che una città provinciale e bigotta, quale Agrigento, spesso confonde il bon ton con il diritto sacrosanto di gridare, se è necessario, che il re è nudo. Questò è ciò che hanno tentato di fare i comitati per il no che, ancora una volta, si sono trovati dinanzi lo sbarramento di fuoco di Enel.
L'avere tentato qua e là (dandogli magari sulla voce) di arginare storie bugie e videotape di Enel non significa avere mancato di rispetto per chicchesia e men che meno per l'illustre ospite. Piuttosto è bene che, a questo punto, amche la Chiesa agrigentina prenda posizione sull'affaire rigassificastore perché siamo certi che si è capito con chiarezza il motivo oscuro del business anche se il dibattito è stato acceso e qualcuno, strumentalemte, l'ha voluto far passare per gazzarra.
Caterina Busetta
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Di seguito viene riportato l'intervento di Gaetano Gaziano fatto all'Arvivescovado:
"Eccellenza,
la ringrazio a nome della mia associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento” per avermi invitato a fare questo intervento.
A chi dice che queste iniziative giungono tardive rispondo che sbagliano.
Mi riferisco in particolare alla seduta del consiglio provinciale recentemente convocata sul rigassificatore e all'incontro di questa sera. La seduta del consiglio provinciale ha un'importante valenza giuridica, l'incontro di questa sera ha un'importante valenza morale.
L'art. 15 dello statuto provinciale assegna alla Provincia e segnatamente al consiglio provinciale la competenza primaria in materia di “localizzazione delle opere ed impianti di interesse sovracomunale”e l'art. 16 le assegna competenze in materia “di tutela dell'ambiente e del paesaggio che riconosce tra i valori fondamentali della comunità”. Chi ha autorizzato il presidente della Provincia a recarsi alla conferenza dei servizi di Palermo a trattare “le compensazioni” (ma che brutta parola che denota già la volontà di risarcire le comunità locali per il danno irreversibile loro inflitto)? Non certo il consiglio provinciale che, alla prima occasione in cui è stato chiamato a pronunciarsi sull'argomento, ha bocciato il rigassificatore sconfessando e censurando il proprio presidente.
Ma poi chi vuole questo rigassificatore e queste compensazioni? Sia l'uno che le altre sono stati decisi in stanze lontane del potere politico e della Confindustria. Il consiglio provinciale ha detto no, la popolazione agrigentina ha detto chiaramente no con il referendum, il Sindaco di P.Empedocle, Firetto, ha negato agli empedoclini il referendum sul rigassificatore, però li ha “compensati” con il referendum sul pupazzo di bronzo del commissario Montalbano.
La mancanza di competenza del Presidente della Provincia è una delle tante irregolarità amministrative di cui è cosparso l'iter procedurale autorizzativo del rigassificatore che noi consegneremo agli avvocati che hanno già impugnato al Tar il decreto di VIA del Ministro dell'Ambiente e che si apprestano ad impugnare il decreto di autorizzazione dell'assessore regionale all'Industria.
Ma la procedura è anche costellata da atti e comportamenti che, a modo di vedere della mia e di altre associazioni, potrebbero configurarsi come veri abusi penali. Sarà la magistratura a valutare se in essi siano riscontrabili ipotesi di reato.
La denuncia che alcune associazioni abbiamo presentato alla Procura della Repubblica si fonda su documenti e verbali che abbiamo acquisito per la trasparenza dell'azione amministrativa.
Elenco solo alcuni di questi presunti abusi:
L'ex Assessore regionale ai BB.CC., Antonello Antinoro, oggi europarlamentare nelle file dell'UDC ha impedito all'Ente Parco Archeologico “Valle dei Templi” di esercitare la propria funzione di tutela del patrimonio archeologico agrigentino, per cui è stato appositamente costituito con legge regionale 20/2000. L'Ente Parco, non appena pubblicato il decreto di Via, aveva deliberato all'unanimità, con la sola astensione della Soprintendente ai BB.CC. di Agrigento, di impugnarlo al Tar. L'Assessore Antinoro con proprio provvedimento ha posto il veto all'iniziativa giuridica del parco, con la risibile e pretestuosa motivazione che l'Ente Parco è una diramazione burocratica dell'Assessorato regionale ai BB.CC. Ciò ovviamente è falso perché l'ente Parco ha propri organi istituzionali: consiglio di amministrazione, presidente, direttore e propria autonomia gestionale per potere legittimamente esercitare la propria funzione di tutela del patrimonio archeologico e paesaggistico. Ma il fatto più grave è che l'Assessore Antinoro ha comunicato questa sua decisione per conoscenza alla società Nuove Energie Enel che era il soggetto più interessato a che l'Ente Parco non si costituisse.
L'ex Assessore Regionale all'Industria, Pippo Gianni, ha concluso, con esito favorevole, la conferenza dei servizi sul rigassificatore senza avere prima acquisito importantissimi documenti indispensabili ai fini della procedura amministrativa. Ne cito solo alcuni: il dirigente generale dell'Ass/to Reg/le Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolemeo, in una seduta della conferenza dei servizi aveva chiesto se fosse stato acquisito agli atti il documento relativo alla fissazione dei limiti alle emissioni in atmosfera del costruendo rigassificatore. Alla risposta negativa, Tolomeo aveva affermato che avrebbe dato incarico al servizio tutela ambiente del proprio Ass/to di predisporre quel documento e che lo avrebbe prodotto nella seduta conclusiva della conferenza dei servizi. Orbene alla seduta conclusiva l'arch. Tolomeo non si è presentato, si è presentato al suo posto un impiegato dell'Ass.to, per dare legittimazione alla seduta conclusiva della conferenza dei servizi, ma non ha prodotto alcun documento sulle emissioni. L'arch. Tolomeo è stato trasferito ad altro incarico. Questo costituisce un fatto gravissimo soprattutto in una provincia come la nostra in cui non funzionano le centraline di rilevamento dell'inquinamento atmosferico. La società Nuove Energie si è dichiarata disponibile a fare funzionare essa stessa le centraline antinquinamento. Un clamoroso caso di controllore controllato
Queste non sono che alcune delle irregolarità che abbiamo denunciato, non le elenco tutte per brevità. Voglio solo fare cenno al fatto che il decreto del Ministero dell'Ambiente è stato basato tutto sull'affermazione (verbalizzata) che il gasdotto che dovrà collegare il rigassificatore di P.E. alla rete nazionale del gas corre tutto interrato. Ciò risulta falso alla luce della presentazione del progetto definitivo del gasdotto dal quale si evince che nel primo tratto, e cioè in zona Caos, il gasdotto sarà soprelevato su tralicci di acciaio. E' appena il caso di ricordare che la contrada Caos risulta essere la zona più vincolata d'Italia, insistendo su di essa vincoli paesaggistici, archeologici, idrogeologici e derivanti dal parco pirandelliano, oltre che costituire Buffer zone (zona di rispetto Unesco) del parco archeologico.
Con ciò non risponde a verità che tutti i permessi sul rigassificatore sono stati dati. Deve ancora essere esaminato il progetto del gasdotto, per cui sarebbe insensato e immorale cominciare i lavori del rigassificatore e poi scoprire che non può essere autorizzato il gasdotto.
Sorge perciò legittimo il sospetto che il rigassificatore sia un business fine a se stesso che non ha alcun collegamento con le nostre necessità energetiche nazionali, com'è stato ricordato recentemente dal Sole 24 Ore, ma soprattutto con le necessità energetiche della Sicilia che consuma solo il 10% del gas libico e algerino importato. Tutto il resto viene esportato al centro e al nord del Paese e anche in Europa.
Eccellenza a conclusione di questo intervento dichiaro che non abbiamo niente da chiedere a Enel-Nuove Energie che si muovono nella rigorosa osservanza dell'algida regola affaristica “business is business”. Però attenzione fare business non è reato, fare business diventa immorale quando esso contrasta con gli interessi della gente e deturpa irreversibilmente il patrimonio paesaggistico e culturale del Paese.
Questo business, infatti, è destinato a gravare sul contribuente grazie a una generossissima delibera dell'autorita del gas e dell'energia che stabilische che alla società di gestione del rigassificastore verrà comunque garantito l'80% dei ricavi di riferimento (3 miliardi di euro) anche in caso che gli impianti dovessero restare inattivi, gravando la spesa sul “sistema tariffario nazionale”, cioè sulla bolletta degli Italiani.
Che deturperà irreversibilmente il nostro patrimonio cultuale e paesaggistico non c'è dubbio. Inizialmente il Ministro Stefania Prestigiacomo aveva addirittura “cancellato” per decreto la Valle dei Templi. Poi è stata contraddetta dal proprio sottosegretario, on Roberto Menia, che, rispondendo a un'interrogazione parlamentare ha ammesso che esistono problemi di impatto ambientale che dovrà essere corretto con misure compensative
Quindi non chiedo niente ad Enel. Voglio solo ricordare loro che nel proprio codice etico c'è scritto a chiare lettere “Per la nostra azienda la reputazione è il principale valore immateriale essenziale”. Ma quale reputazione ricaverà Enel, di fronte al mondo intero della Cultura, quando avranno realizzato questo ecomostro sotto la Valle dei Templi di Agrigento, patrimonio universale? E voglio ricordare loro la massima di Marcel Proust: “I veri barbari non sono coloro che non hanno mai conosciuto la grandezza, ma coloro che, avendola conosciuta in passato, non sono più in grado di riconoscerla”.
Non mi rivolgo pure a certi politici siciliani. Cosa mai potrei chiedere al governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, che , venendo ad Agrigento ha dichiarato di fronte alle telecamere: “Mai un rigassificatore sotto la Valle dei Templi” e, tornatosene a Palermo, ha firmato l'accordo con Enel, in ciò collaborato dal fido assessore alla Presidenza, Gaetano Armao, oggi nell'occhio del ciclone perché è colui che tratta l'affaire termovalorizzatori, essendo al tempo stesso assessore regionale e consulente delle acciaierie.
Mi rivolgo invece alla Chiesa agrigentina. Mi piace ricordare che, prima dell'unità d'Italia, la Chiesa agrigentina era proprietaria di tutti i terreni del parco archeologico. A seguito della legge delle Guarentige, questi terreni passarono allo Stato Italiano. Se fossero rimasti alla Chiesa oggi certamente non parleremmo di rigassificatore nella Valle dei Templi. Ma, se la Chiesa non ha più quell'immenso patrimonio immobiliare, resta comunque titolare di in patrimonio ben più alto: il patrimonio morale. In più la Chiesa agrigentina ha un valore aggiunto, in quanto nella propria diocesi rientra il Tempio della Concordia che è testimonianza e simbolo della fusione della civiltà classica con la civiltà cristiana. Chiediamo quindi a Sua Eccellenza l' Arcivescovo di Agrigento di farsi portatore e sostenitore nei confronti degli organi dello Stato italiano, che sembra avere abdicato al proprio ruolo di tutore del paesaggio e del patrimonio culturale che gli assegna l'art. 9 della Costituzione Italiana, delle istanze della nostra associazione e delle altre che da più di tre anni lottano per evitare al nostro Paese questo grave motivo di ignominia di fronte al modo intero della Cultura.
Eccellenza, siamo certi che, con il suo sostegno, il Presidente della Repubblica e tutti gli altri organi istituzionali nazionali, regionali e provinciali non resteranno insensibili alle nostre richieste.
La ringrazio a nome di tutte le associazioni e dei soggetti che si battono contro questo ignobile progetto".
Gaetano Gaziano
Presidente Associazione Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento Continua a leggere...

sabato 24 ottobre 2009

OGGI "SERENO VARIABILE" NELLA VALLE DEI TEMPLI


Gentile dr. Osvaldo Bevilacqua,
apprendiamo con piacere che lei con la sua troupe sarà oggi pomeriggio ad Agrigento per una puntata della simpatica trasmissione "Sereno variabile".
E che, tra gli altri siti, visiterete la casa natale di Luigi Pirandello in contrada "Caos" tanta amata dal grande drammaturgo.
Orbene proprio affacciandosi dal sentiero che conduce al cippo funerario che conserva le sue ceneri, potrete "ammirare" appena sotto la staccionata del sentiero il sito dove qualche mente criminale ha deciso di costruire un rigassifitore da 8 miliardi di mc. con due enormi cisternoni da 320 mila mc. e con una torre torcia a fiamma perenne alta 40 metri ben visibile dalla Valle dei Templi il cui confine sud occidentale dista appena 1 km dal costruendo rigassificatore.
Tra l'altro è prevista una nuova spianata di 1 milione di mc. che coprirà una bella fetta di quel "mare africano" cantato da Pirandello.
Penso che ad accompagnarla ci saranno il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, e i rappresentanti dell'Ente Parco che sono tra i pochi a essersi dichiarati contrari all'ignobile progetto (il Sindaco ha anche impugnato al Tar i  nulla osta al progetto). Si faccia spiegare esattamente da loro dove intendono costruire questo nuovo ecomostro.
Ci rivolgiamo a Lei, dr. Bevilacqua, che sappiamo così sensibile ai problemi dell'ambiente, per dare voce a tutte le associazioni che stanno contrastando quell'ignobile progetto. Un accennno nella vostra trasmissione varrà più di mille cortei di protesta.
La ringraziamo per quanto farà a favore di questa nobile causa e molto cordialmente La salutiamo,
Gaetano Gaziano,
Presidente Associazione "Salviamo la Valle dei templi di Agrigento" Continua a leggere...

mercoledì 14 ottobre 2009

LA BUFALA DELL'EMERGENZA GAS


Se ce ne fosse stato bisogno, l'articolo di Jacopo Giliberto sul Sole24Ore del 13 ottobre, dal titolo emblematico “Il gas prima mancava adesso è troppo: si può vendere a Kiev”, rafforza la nostra convinzione che l'emergenza gas in Italia, che ha motivato la previsione di costruire ben 14 rigassificatori lungo le coste italiane, è un'autentica bufala. Il giornalista dà conto, nel suo pezzo, che i gasdotti italiani “marciano a mezza potenza” mentre sappiamo che il rigassificatore di Panigaglia, in Liguria, ha lavorato molto al di sotto della sua potenzialità di produzione. D'altra parte non c'era bisogno di essere degli economisti per rendersi conto che i conti in materia di fabbisogno di gas non tornassero. Ci hanno spiegato che, entrando in funzione, il rigassificatore di Rovigo farà fronte al 10% del fabbisogno nazionale di gas. Il calcolo è semplice: 14 rigassificatori dovrebbero produrre il 140% del fabbisogno nazionale di gas, oltre a quello che ci arriva dal nord Europa, dalla Libia e d'Algeria, per cui tra l'altro sono stati stipulati recentemente accordi per l'aumento delle forniture. Tutto questo surplus di gas ha un solo scopo: pura speculazione commerciale per esportare gas al resto dell'Europa. “Già da quest'anno, osserva il giornalista del Sole24Ore, una parte della della capacità del gasdotto, normalmente utilizzata per importare gas, è stata messa a disposizione fino a ottobre 2010 per esportare dall'Italia”. Davide Tabarelli, direttore di Nomisma Energia, rileva che questo fatto costituisce “un primo vagito dell'hub energertico che l'Italia aspira a diventare”.
Tutto ciò sarebbe anche lecito se non venisse fatto in danno dei consumatori italiani e deturpando irreversibilmente il nostro patrimonio culturale e paesaggistico. In ordine al primo punto, l'imbroglio nei confronti degli utenti italiani è evidente dal momento che una “generosissima” delibera dell'Autorità dell'Energia e del Gas ha stabilito che, in caso che gli impianti di rigassificazione dovessero restare inattivi, alle società di gestione verrà comunque assicurato l'80% dei ricavi, gravando la spesa sul sistema “tariffario nazionale” cioè sulla bolletta degli Italiani. Al riguardo il professore Alberto Clò, economista dell'energia, in un'intervista sul Sole24Ore dello stesso giorno, osserva che “ben vengano rigassificatori e gasdotti, ma si sappia che alcuni saranno veri flop che non dovranno trasformarsi in oneri impropri sulle bollette dei consumatori”. Cosa che invece abbiamo visto accadrà puntualmente grazie alla delibera dell'Autorithy. Poi, per quello che ci riguarda, la costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle da 8 miliardi di mc., sotto la Valle dei Templi di Agrigento, modificherà irreversibilmente il paesaggio storicizzato della Valle dei Templi, come ha parzialmente ammesso lo stesso Sottosegretario all'Ambiente, on.Roberto Menia, rispondendo a un interrogazione parlamentare, che ha detto che esistono problemi di “impatto visivo nei confronti del sito Unesco e del parco letterario Luigi Pirandello”. Mentre l'ineffabile Stefania Prestigiacomo, Minisitro dell'Ambiente, aveva addirittura ignorato la vicinanza del costruendo ecomostro al parco archeologico e paesaggistico di Agrigento nel decreto di Via (valutazione di impatto ambientale) che dava l'ok all'impianto industriale. Peraltro il decreto stesso si fonda sul presupposto falso che il gasdotto che collegherà il rigassificatore alla rete nazionale del gas “verrà completamente interrato” (verbale del comitato di coordinamento del Ministero dell'Ambiente del 31/7/2008) mentre, come si vede dal progetto recentemente presentato da Snam Rete Gas, esso camminerà in sopraelevata proprio nel primo tratto, la zona “Caos,” che è sottoposto a molteplici vincoli: paesaggistico, archeologico, idrogeologico, e derivanti dall'istituzione del parco letterario pirandelliano. Inoltre detta zona, come ben sanno all'Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, costituisce la Buffer zone (zona di rispetto) dell'Unesco. Alla luce di questi nuovi fatti il Sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, e l'Ente Parco hanno la legittimazione a chiedere al Ministro dell'Ambiente di annullare in autotutela il decreto di VIA e alla Regione Siciliana di bloccare la procedura autorizzativa del rigassificatore sotto la Valle dei Templi.
Gaetano Gaziano,
Presidente “Associazione Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento” Continua a leggere...

sabato 3 ottobre 2009

LUIGI DE MAGISTRIS CONTRO IL RIGASSIFICATORE SOTTO LA VALLE DEI TEMPLI DI AGRIGENTO


Si riporta il bellisimo articolo pubblicato dall'europarlamentare Luigi De Magistris (foto accanto)sul suo blog http://www.luigidemagistris.it/ contro l'ignobile progetto di costruire un rigassificatore da 8 miliardi di mc. sotto la Valle dei Templi di Agrigento
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GAS NELLA VALLE DEI TEMPLI, UNO SCEMPIO CONTRO L'ITALIA
di Luigi De Magistris
Quando c’è di mezzo il profitto, quando le invitanti sirene del dio denaro spargono la loro voce tentatrice, non si guarda in faccia nessuno. Scompare la legge, scompaiono i vincoli ambientali e la legislazione europea, scompare la cultura. Sta succedendo, ancora, nella nostra bellissima e martoriata terra di Sicilia, dove si sta consumando, con la connivenza di tutti – autorità locali e governo nazionale – un vero e proprio delitto.
Un delitto che consiste nella costruzione di un rigassificatore (un mostro da 320 mila metri cubi di cemento e acciaio, in grado di sfornare otto miliardi di metri cubi di gas all’anno) sotto la valle dei Templi, nella zona di Porto Empedocle, vicino Agrigento. Proprio al confine del parco nazionale, in un’area “buffer” che l’Unesco ha sottoposto a tutela paesaggistica. Nell’area si trova anche il parco intitolato alla memoria di Luigi Pirandello, anch’esso sottoposto a vincolo ambientale.
Nonostante la mobilitazione di numerose associazioni locali, tra cui la “Salviamo la Valle dei Templi”, il progetto va avanti. Il 20 gennaio scorso la Regione ha dato il via libera che ha fatto seguito a quello del ministero dell’Ambiente. Nel luglio scorso, al piano si è aggiunto un ulteriore dettaglio inquietante, che completa lo scempio ambientale: il gasdotto che dovrà collegare il rigassificatore alla rete nazionale passerà nel bel mezzo della zona “buffer”, con tralicci sopraelevati.
Di tutto si occupa una società nata apposta, qualche anno fa, la “Nuove Energie Srl”. La possiede per il novanta per cento l’Enel. Esaminando i diritti riconosciuti a questo ente, si scopre un altro episodio degno della peggiore tradizione italiana, quella che ha sempre visto, specie nel nostro Meridione, le aziende investire senza rischiare, con il profitto garantito dallo Stato. Cioè da noi.
In breve, la “Nuove Energie Srl” avrà diritto in ogni caso all’ottanta per cento dei ricavi del rigassificatore, anche se questo dovesse rimanere inattivo. L’eventualità, per il futuro, in effetti esiste: chi garantisce che la fornitura di gas rimarrà costante negli anni? Proprio per coprire l’eventualità di un calo o di un fallimento, l’Autorità dell’Energia e del Gas ha garantito, comunque, a Nuove Energie e all’Enel il profitto. Che tanto verrà scaricato sulle bollette nazionali.
Anche per questo, oltre che per i guasti all’ambiente e alla cultura (patrimoni di tutti, per eccellenza) che il rigassificatore e il gasdotto causeranno, lo scempio della Valle dei Templi è un grande problema nazionale. La speranza, perciò, è che i ricorsi al Tar e alla Commissione europea (la violazione della norma che proibisce gli aiuti di Stato è evidente) e l’esposto alla Procura di Agrigento abbiano buon esito per la vittoria di una battaglia che dovrebbe essere di tutti. Continua a leggere...

sabato 22 agosto 2009

RIGASSIFICATORE E CHAMPAGNE



E’ un trafiletto, poche righe che però lanciano la pietra nello stagno dei sospetti e rischiano di mandare di traverso il fine settimana del governatore. L’Espresso in edicola da oggi svela un piccante retroscena sulla firma – sudatissima – che Raffaele Lombardo ha messo dopo mesi di tentennamenti sulla costruzione del rigassificatore Enel di Porto Empedocle, prima definita dal presidente “polvere da sparo pronta ad esplodere” e poi affidata ad Enel-Nuove Energie con un repentino cambio d’idea. Cosa ci sarebbe dietro la retromarcia di Lombardo? Secondo L’Espresso gran tessitore dell’operazione sarebbe stato uno dei volti nuovi della sua giunta, l’assessore alla Presidenza Gaetano Armao. Secondo il settimanale di De Benedetti il primo a festeggiare dopo la ratifica dell’accordo su Porto Empedocle sarebbe stato proprio Armao: “Il tecnico in quota Pdl – scrive il periodico – poco dopo la ratifica dell’accordo è fuggito da Palazzo d’Orleans insieme a Margherita Stabiumi, avvenenente regina dell’acciaio bresciano, che del rigassificatore detiene una quota di circa il 10 per cento”. Secondo L’Espresso i due avrebbero festeggiato con una bottiglia di champagne Veuve Cliquot “dopo settimane di trattative – continua l’articolo – che hanno visto Armao e Stabiumi fare coppia fissa – solo sul piano politico – all’Assemblea regionale siciliana”. Un sospetto lobbistico sulla vicenda del rigassificatore. Si attendono repliche di Lombardo e Armao. Continua a leggere...

sabato 15 agosto 2009

Lettera aperta all'on. Nino Strano


Gentile on.Nino Strano,
accogliamo con compiacimento la Sua dichiarazione che rientrerebbe nella strategia di rilancio delle politiche regionali del turismo "l'utilizzazione del patrimonio culturale a fini turistci. Anche per questo ho chiamato a collaborare Fabio Granata che si occuperà, per l'assessorato, anche della valorizzazione del patrimonio Unesco siciliano".
Belle intenzioni e ottima scelta di consulente nella persona dell'on Fabio Granata, sensibile e appassionato difensore del patrimonio culturale siciliano!
Ma le chiediamo come concilia queste Sue affermazioni con l'ignobile decisione adottata qualche giorno fa dal governo regionale di Raffaele Lombardo, di cui Lei è un autorevolissimo esponente, di costruire un rigassificatore da 8 miliardi di mc. proprio sotto la Valle dei Templi, patrimonio Unesco fin dal 1997, in considerazione anche del fatto che l'impianto industriale rientrerà nella Buffer zone (zona di rispetto) del parco archeologico di Agrigento?
L'on. Fabio Granata, da Lei nominato consulente, che si è mostrato in passato sensibile al problema attraverso uno scambio di mail avuto con noi, avrà il suo bel daffare a spiegare agli organismi internazionali dell'Unesco e della Commissione Europea l'indecorso progetto di costruire l'ecomostro sotto la Valle dei Templi di Agrigento.
Gli organismi dell'Unesco e della Commissione Europea, che leggono per conoscenza questa mail, sono sollecitati vivamente a volere intervenire per evitare questo irreversibile vulnus al patrimonio culturale dell'umanità, che non saranno di certo le belle dichiarazioni di circostanza dell'on. Nino Strano a fermare.
Grazie per l'attenzione e molti cordiali saluti,
Gaetano Gaziano
Presidente Associazione "Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento" Continua a leggere...

venerdì 7 agosto 2009

AGRIGENTINI NON ARRENDIAMOCI!!!


AGRIGENTINI NON ARRENDIAMOCI!!!
La battaglia del rigassificatore i neocolonialisti industriali del Nord non l'hanno ancora vinta! Che si arrivasse all'accordo era cosa scontata con i politici siciliani ascari e finti autonomisti che ci ritroviamo. La lotta si sposta ora a livello giudiziario: ricordo che contro l'ignobile decreto di Via (valutazione di impatto ambientale) del Ministero dell'Ambiente sono stati presentati ben tre ricorsi al Tar.
Le stesse associazioni ricorrenti, unitamente al Sindaco Marco Zambuto, ci stiamo approntando ad impugnare il decreto dell'Assessore Regionale all'Industria. Inoltre le associazioni contrarie all'ecomostro abbiamo presentato una dettagliata denuncia alla Digos di Agrigento sui presunti abusi commessi nell'iter autorizzativo. Infine hanno dato assicurazione di interventi la Commissione Europea e l'Unesco. Coraggio Agrigentini, continuiamo nella nostra lotta! Alla fine la spunteremo noi!!!
Gaetano Gaziano
Presidente associazione "Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento" Continua a leggere...

lunedì 27 luglio 2009

LA CHIESA AGRIGENTINA INTERVIENE SUL RIGASSIFICATORE


Comunicato stampa del Comitato "No al rigassificatore":
L'arcivescovo della Diocesi di Agrigento, monsignor Franco Montenegro (nella foto accanto), ha ricevuto stamattina (25 luglio) nel palazzo Vescovile la portavoce del comitato no rigassificatore, Francesca Autiello e alcuni componenti il coordinamento. Nei giorni scorsi il comitato che ha indetto la consultazione popolare sull'istallazione del rigassificatore a Porto Empedocle aveva chiesto all'arcivescovo di intervenire a nome della Chiesa locale sulla decisione di realizzare l'impianto a pochi passi dalla Valle dei Templi e da centri densamente abitati. L'arcivescovo ha ascoltato le ragioni del comitato e ha garantito il proprio personale impegno per organizzare dal prossimo settembre una serie di incontri con i soggetti che hanno le principali responsabilità intorno alla costruzione del rigassificatore. In particolare monsignor Montenegro intende promuovere dei momenti di confronto tra gli esperti dell'Enel, gli amministratori locali, i movimenti ambientalisti e tutte quelle realtà e personalità che possono far luce adeguata sulle caratteristiche tecnologiche dell'impianto, la sua natura, la sua utilità, le misure di sicurezza che si intendono adottare per evitare rischi all'ambiente e alle persone, ecc. L'arcivescovo ha detto di desiderare di conoscere in ogni aspetto la vicenda e per questo chiederà anche che dalle autorità competenti vengano resi noti tutti gli studi e i documenti utili e richiesti dalla legge in modo che tutti gli atti siano trasparenti e sia garantita la massima informazione e il rispetto della legalità. In tal modo i cittadini potranno finalmente avere piena consapevolezza di tutti gli aspetti legati alle ragioni pro o contro la costruzione del rigassificatore, così che ciascuno possa esercitare il proprio diritto a scelte consapevoli. Infine l'arcivescovo ha detto che ha gradito l'incontro con il comitato perché la Chiesa volentieri si occupa di temi sociali e ambientali così importanti, come anche di recente è stato ribadito dal papa Benedetto XVI nell'enciclica "Charitas in veritate". La portavoce Francesca Autiello e monsignor Montenegro si incontreranno a settembre per mettere a punto il calendario degli incontri-dibattito che la chiesa agrigentina intende promuovere.
Comitato "No al rigassificatore" Continua a leggere...

martedì 14 luglio 2009

PIANO DEL PARCO E PROSPETTIVE DI SVILUPPO


La situazione di grande difficoltà che attanaglia la provincia di Agrigento deve sicuramente fare riflettere tutti su quali strategie mettere in campo per programmare un futuro che dia speranza soprattutto alle nuove generazioni. C'è da parte di molti agrigentini la consapevolezza di trovarci ad un bivio molto importante in quanto le scelte di oggi sono quelle che decideranno il futuro dei prossimi cento anni. Ecco perché ad esempio in una città sonnolenta e scettica com'è stata sempre Agrigento, si è visto in questi ultimi tempi un fermento che partito dai cittadini ha coinvolto anche gli esponenti politici e istituzionali com'è successo con la mobilitazione contro il rigassificatore. Questa non è certo l'unica scelta importante che si sta operando nel nostro territorio, c'è anche infatti la scelta che riguarda la privatizzazione dell'acqua che ha visto scendere in campo molti sindaci della provincia di Agrigento. Un argomento, poi, che sicuramente interessa la città è quello legato alle scelte gestionali del parco archeologico. Le sorti della città di Agrigento sono state in questi ultimi cinquant'anni sempre legate alla Valle dei Templi. Tutti noi sappiamo come l'evento calamitoso della frana abbia portato Agrigento e la sua Valle al centro del dibattito nazionale e al decreto Gui-Mancini. Nasce a quel punto una politica rigorosa di tutela della Soprintendenza che tra mille difficoltà inizia tra gli anni settanta e ottanta una politica degli espropri dei terreni e degli immobili della Valle che, sebbene all'inizio impopolare e osteggiata, ha avuto il merito di contrastare l'abusivismo e una pressione antropica insostenibile per un sito così prezioso e delicato. Il lavoro di tutela compiuto dalla Soprintendenza è stato sicuramente encomiabile e ha portato allo strepitoso risultato dell'inserimento nel 1997 della Valle nella World Heritage List dell'Unesco, riconoscendo così contro la “vulgata corrente” l'integrità archeologica e paesaggistica della Valle. Conclusa la prima fase importantissima della tutela anche con la demanializzazione, nasce nel 2000 l'Ente Parco con il compito precipuo oltre che di tutelare di valorizzare i beni archeologici, ambientali e paesaggistici promuovendo tutte le iniziative adeguate allo sviluppo turistico e ad assicurare la fruizione e il godimento sociale del territorio. Il parco di circa 1400 ettari venne diviso in tre zone: archeologica, ambientale-paesaggistica e naturale attrezzata. La legge regionale n. 20 del 2000 impose poi un piano del parco che individui e definisca la destinazione d'uso del territorio e dei manufatti legalmente esistenti. Oggi il piano del parco, sebbene con molto ritardo, è in dirittura d'arrivo. Dopo l'adozione del luglio del 2008 siamo nella fase dell'esame delle opposizioni e delle osservazioni propedeutica all'approvazione dell'Assessorato regionale ai BB.CC. Nell'attesa del piano sono stati compiuti in questi anni molti passi sul cammino della fruizione e della valorizzazione sempre coerenti con il piano stesso. Oggi ad Agrigento arrivano circa 700 mila turisti all'anno che pagano il biglietto di ingresso per visitare la zona archeologica, mettendo in moto un processo virtuoso di sviluppo economico basato sul turismo che, però, ancora risulta ben poca cosa rispetto agli altri processi che si dovranno innescare se veramente si vuole fare di Agrigento una città a sviluppo turistico e non solo a vocazione turistica. Ecco perché molti oggi guardano al piano del parco come allo strumento più idoneo per sviluppare tutti quei progetti capaci di catturare un turista-viaggiatore meno frettoloso e più stanziale. Il piano del parco in ciò viene in aiuto, individuando tutta una serie di attività compatibili che vanno dalle passeggiate contemplative per raggiungere punti panoramici, all'attività di trekking, mountain-bike, passeggiate equestri eccetera. Obiettivo primario perciò è quello di ampliare l'offerta, aggiungendo alla fruizione archeologica quella paesaggistica. Ciò è possibile istituendo delle convenzioni tra l'Ente Parco e i privati: associazioni culturali, cooperative di giovani, eccetera. Il cuore del parco, poi, è uno scrigno preziosissimo che racchiude tanti gioielli, non solo cioè la via sacra ma tutto ciò che ha caratteristiche omogenee pur nella sua peculiarità. Penso al cardo che dal tempio della Concordia raggiunge S.Nicola in un bosco di mandorli e ulivi con punti panoramici eccezionali; al quartiere ellenistico-romano; alla chiesa di S.Biagio e al santuario rupestre di Demetra; all'ipogeo Giacatello; al tempio di Vulcano e poggio Meta; alla tomba di Terone e al tempio di Esculapio e ciò solo per fare alcuni esempi. Questi siti, ognuno con la propria unicità, non solo archeologica ma anche paesaggistica possono diventare tante Kolymbetra facilmente gestibili ed egregiamente fruibili. Il sistema di gestione che il Fai ha messo in campo deve diventare, cioè, il modello a cui ispirarsi se si vuole che il parco sia il motore di sviluppo per la nostra economia. A questo punto nasceranno molte opportunità concrete di lavoro per quanti, e sono molti, hanno voglia, professionalità, creatività e capacità di fare. Bisognerà individuare cioè, caso per caso, secondo la diversa tipologia del luogo, vari progetti con strategie mirate a conservare e recuperare le caratteristiche e le diversità per ottenere la migliore e più idonea valorizzazione dell'area sotto tutti i profili, al fine di catturare il turista-viaggiatore esigente e rispettoso dei luoghi. Alla luce di tutto ciò è ovvio che è semplicistico e riduttivo pensare a soluzioni generiche come affidare ad esempio 250 ettari di terreni del parco ad un unico soggetto molto preoccupato magari del proprio business privato e poco dell'interesse collettivo. I terreni espropriati negli anni ai legittimi proprietari non lo sono stati in quanto agricoli ma perché costituivano un unicum inscindibile di archeologia e paesaggio. L'ipotesi pertanto di affidare anche il cuore del parco come se fosse semplice terreno agricolo non è percorribile. Non si può cioè pensare di coltivare mandorli, ulivi, pistacchi e in più magari zucchine, pomodori e finocchi come se si trattasse di una comune azienda agricola e non di uno dei siti più straordinari della Magna Grecia. Se si facesse ciò, si rischierebbe di vanificare mezzo secolo di sacrifici individuali e collettivi proprio nel momento in cui ci si avvicina a quel traguardo che dovrà portare benefici ad un'intera comunità. L'imperativo categorico oggi perciò è pensare in grande e mettere in atto strategie di sviluppo che sappiano coniugare la tutela con la fruizione, abbandonando scorciatoie che non porterebbero lontano.
Caterina Busetta
Consigliere dell'Ente Parco di Agrigento Continua a leggere...

mercoledì 1 luglio 2009

Incidente di Viareggio, con il rigassificatore potrebbe essere 1000 volte peggio

Quello che è successo a Viareggio è esattamente l'incidente che potrebbe capitare a Porto Empedocle nel caso di un incidente ad una nave metaniera. Solo che a Porto Empedocle sarebbe molto molto molto peggio. A Viareggio la cisterna conteneva 50 metri cubi. Una metaniera porta 125.000 metri cubi. 125.000!!!
Leggete attentamente quello che dice Piero Angela nel libro "Il Peggiore incidente immaginabile" e poi ascoltate gli esperti che ricostruiscono l'incidente di Viareggio e che parlano (per questi vagoni) di bombe non innescate. Immaginate una Metaniera!
E' la stessa cosa. La stessa! Il tipo di gas è diverso ma la meccanica dell'incidente sarebbe la stessa. Un gas in forma liquida, che diventa una nube a contatto con l'aria ma che è più pesante dell'aria. E al contatto con un innesco (cioè una sigaretta accesa o una lampadina) esplode come una bomba.
Piero Angela lo dice: è improbabile, ma non impossibile.
Infatti è successo.

"Tratto da pag 99 de " LA SFIDA DEL SECOLO " (Mondadori), di Piero Angela e Lorenzo Pinna

PEGGIORE INCIDENTE IMMAGINABILE
Domanda: E quale sarebbe il peggiore incidente immaginabile?

Risposta: Per esempio, una grande nave metaniera, che trasporta 125 mila metri cubi di gas liquefatto a bassissima temperatura, contiene un potenziale energetico enorme. Se nelle vicinanze della costa, per un incidente, dovesse spezzarsi e rovesciare in mare il gas il gas liquefatto, potrebbe cominciare una sequenza di eventi catastrofici. Il gas freddissimo, a contatto con l'acqua di mare, molto più calda, inizierebbe a ribollire, a evaporare e formare una pericolosa nube. Questa nube di metano evaporato rimarrebbe più fredda e più densa dell'aria e potrebbe viaggiare sfiorando la superficie marina, spinta dal vento, verso la terraferma. Scaldandosi lentamente la nube comincerebbe a mescolarsi con l'aria. Una miscela fra il 5 e il 15 per cento di metano con l'aria è esplosiva. Il resto è facilmente immaginabile.


"

Se questa miscela gassosa, invisibile e inodore, investisse una città, qualsiasi (inevitabile) scintilla farebbe esplodere la gigantesca nube. La potenza liberata in una o più esplosioni potrebbe avvicinarsi a un megaton: un milione di tonnellate di tritolo, questa volta nell'ordine di potenza distruttiva delle bombe atomiche.



Le vittime immediate potrebbero essere decine di migliaia, mentre le sostanze cancerogene sviluppate dagli enormi incendi scatenati dall'esplosione, ricadendo su aree vastissime, sarebbero inalate in "piccole dosi", dando luogo a un numero non calcolabile, ma sicuramente alto, di morti differite nell'arco d 80 anni.Si tratta di uno scenario assolutamente improbabile, ma non impossibile.
Domanda: Terrificante. Si può immaginar qualcosa di peggio o questo è lo scenario da incubo finale?

Risposta: Quello della metaniera, che si spezza vicino alla costa, viene definito il peggior scenario "energetico" possibile. Cioè l'incidente più catastrofico immaginabile fra tutte le fonti energetiche."
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domenica 21 giugno 2009

Storie di disastri annunciati

La strage sul viadotto Morandi di alcuni giorni fa dovrebbe suonare come una sveglia per politici, assessori, funzionari e quant'altri continuano ad esibire la loro inettitudine “pupiandosi” davanti alle tivù locali per portare avanti una politica degli annunci, destinati a restare tali e che nulla ha a che fare con l'efficienza e con il bene dei cittadini che vedono precipitare sempre più in basso la loro qualità di vita e perfino la loro sicurezza. Il problema della segnaletica stradale e del conseguente traffico caotico e pericoloso sulle strade centrali e periferiche di questa città, che mette a repentaglio tutti i giorni la nostra vita, è sotto gli occhi di tutti tranne di chi per dovere istituzionale dovrebbe mettere a fuoco il problema che, come accade da noi, non si risolve ma si rimuove. Così ogni giorno le nostre strade sono funestate da incidenti gravi e meno gravi che ci lasciano attoniti e impotenti dinanzi al cinismo di chi, potendo e dovendo, non fa nulla. Una situazione di grave pericolo, e gli incidenti quotidiani lo dimostrano, c'è sulla statale 118 o passeggiata archeologica. Circa un anno fa, a seguito delle pressioni fatte dal consiglio comunale, vennero stralciate dal piano del parco le tavole sulla viabilità ma contemporaneamente si sancì l'interdizione del traffico pesante prevedendo che tale arteria, che attraversa il cuore della valle, diventasse a traffico limitato. Era stato assicurato pertanto un intervento tempestivo per adeguare la segnaletica e mettere in atto tutte le misure necessarie a tale scopo. Ad un anno di distanza chi percorre la strada si ritrova in situazioni tali da doversi ritenere graziato se ne esce indenne. La cosiddetta passeggiata archeologica, stretta e con curve pericolose, è transitata ogni giorno dalle auto degli agrigentini e dai bus dei turisti ma, udite udite, dalle autocisterne che trasportano carburanti, dagli articolati che trasportano automobili, dai camioni con le derrate alimentari, dalle betoniere del calcestruzzo e chi più ne ha più ne metta. La strada è a doppio senso di circolazione e l'unico semaforo all'altezza del museo, messo lì da 4 anni, è sconsolatamente spento. Non esistono le strisce pedonali e l'unico limite di velocità è di ben 50 km orari. Un anno fa la presidente del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi, prima dell'esibizione di Bolle davanti al tempio della Concordia tuonò, sulle pagine di parecchi quotidiani, contro la strada che squarcia il cuore della Valle inquinandola con traffico caotico, pericoloso e inquinante. Mi risulta che in quella occasione, davanti al tempio della Concordia, furono fatte solenni promesse da parte delle autorità presenti e “presenzialiste” per ovviare al problema ma, ovviamente, in un anno nulla è stato fatto, come del resto è abitudine in questa terra dove si misurano i tempi con il metro millenario. Mi chiedo cosa si aspetta ancora ad intervenire prima di altri stragi annunciate?
Caterina Busetta
Consigliere dell'Ente Parco Continua a leggere...

sabato 13 giugno 2009

L'ASSESSORATO ALLA LEALTA' E ALLA...TOLLERANZA


In vita mia (e sono molti anni, ahimé) è la prima volta che sento parlare dell'istituzione di un “assessorato alla lealtà”. Sembrerebbe una boutade di qualche buontempone alla ricerca di amenità, invece è la dichiarazione che ha reso l'ineffabile Eugenio D'Orsi (foto accanto), presidente della Provincia di Agrigento ed esponente dell'MPA, in una conferenza televisiva del 9 giugno. Cosa vuol dire, signor presidente, l'assessorato alla lealtà? Vuol dire che nominerà nella sua giunta un tale che, percependo il lauto stipendio di assessore provinciale, avrà il compito di misurare la lealtà degli altri colleghi della giunta nei suoi confronti e (suppongo) quella sua nei confronti degli stessi assessori? Perché, come si sa, la lealtà deve essere reciproca. E, poi, a chi affiderà questo delicatissimo e difficile incarico? Dovrà, penso, fare ricorso ad una persona di alta levatura morale, al di sopra dei partiti, che obiettivamente e senza fare sconti a nessuno, compreso lei, giudichi della lealtà dei rapporti tra presidente e assessori e viceversa. Lei pensa che esista, signor presidente, una tale figura se guarda all'interno del suo e degli altri partiti politici? Penso che avrà qualche difficoltà a reperirla. E di che strumenti sarà dotato per potere valutare adeguatamente il tasso di lealtà dei componenti della giunta e del suo presidente? Dovrà necessariamente essere dotato di strumenti di intelligence, comprese le intercettazioni telefoniche, perché nessuno è così fesso dal comportarsi slealmente e poi andarlo candidamente a confessare. Ma un'altra considerazione importante può ricavarsi dal suo sfogo televisivo che, cioè, i suoi vecchi assessori, come lei lascia intuire, si siano comportati slealmente . Ma così è troppo facile! Significa lanciare il sasso e poi ritirare la mano. Lei deve avere il coraggio di dire pubblicamente chi si è comportato slealmente e mandarlo a casa. O, visto che ha azzerato l'intera giunta, dichiarare che sono stati tutti sleali.
Per la verità, signor presidente, non ci eravamo accorti che lei avesse una giunta, abituati come siamo a sentire solo le sue esternazioni. Per cui delle due una: o questi assessori non lavoravano e non esternavano e allora fa bene a cacciarli, o lavoravano ma non esternavano e allora fa male, anzi dovrebbe premiarli per loro discrezione.
Inoltre, oh inclito presidente, le suggerisco anche di creare, perché no, un assessorato alla tolleranza, visto che, proprio durante la conferenza stampa in cui ha annunciato urbi et orbi la decisione di azzerare la giunta, lei ha dimostrato di non essere esattamente ciò che si dice una persona affabile e cordiale con i suoi interlocutori anzi ha “strattonato” un giovane giornalista che le poneva alcune domande, tanto da suscitare la legittima presa di posizione dell'Assostampa. Lei interpreta forse una conferenza stampa come la registrazione di un suo monologo? La verità è che il re è nudo e che mi sembra del tutto inutile volere mascherare i veri motivi della crisi profonda della sua maggioranza che ha fallito a livello provinciale e regionale e che, oggi, cerca di nascondere miseramente questo fallimento all'elettorato, arrampicandosi sugli specchi. Lei durante la conferenza stampa ha anche parlato di gioco di squadra che deve tendere al raggiungimento degli obiettivi finali. Ma, egregio presidente, per restare alla metafora calcistica, vorrei ricordarle che, quando una squadra perde, si cambia l'allenatore non i giocatori. Quindi chiedo a lei e ai suoi referenti regionali di risparmiarci questo pietoso teatrino. Date almeno una finale manifestazione di dignità personale ammettendo il vostro totale fallimento. E che si torni al più presto alle urne!
Gaetano Gaziano Continua a leggere...

venerdì 5 giugno 2009

Lettera aperta ad Angelino Alfano


Caro Ministro,
apprendo con soddisfazione la Sua dichiarazione di questi giorni: “bisogna guardare al territorio e risolvere i suoi problemi. Dopo le elezioni mi farò promotore di un'azione volta alla creazione di un tavolo con la partecipazione di tutti coloro i quali ricoprono responsabilità amministrative a tutti livelli”. Parole sacrosante, Signor Ministro. Perché, veda, senza una corretta programmazione che faccia riferimento alle risorse archeologiche, naturali e paesaggistiche, un territorio diventa facile preda per le scorrerie dei nuovi barbari che, sotto la bandiera del “progresso” e dello “sviluppo” vogliono sfruttare la nostra terra per progetti neocolonialistici di mera speculazione, senza tenere conto delle naturali vocazioni di essa, anzi stravolgendole. E in ciò sono supportati in loco da vari politici ascari per tradizione e per DNA e da coloro che si fanno promotori della politica del “fare” o meglio degli “affari”. La nostra provincia è stata consegnata, dalla schiera dei politici agrigentini (di destra e di sinistra) che l'hanno preceduta nel tempo, alle ultime posizioni delle graduatorie nazionali per reddito e vivibilità. Nella recente storia repubblicana abbiamo avuto ben 4 presidenti della Regione Siciliana. Due di loro sono ancora politici attivi. Eppure siamo gli ultimi, caro Ministro, anche rispetto alle altre province siciliane. Città come Ragusa e Siracusa e oggi anche Trapani sono rifiorite grazie alla capacità dei loro amministratori locali di sapere sfruttare adeguatamente leggi speciali, come quella per i centri storici, i fondi europei e i fondi fas. Siamo rimasti al palo per la mancanza di quelle infrastrutture indispensabili allo sviluppo, quali strade, ferrovie, porti e aeroporti e di una seria programmazione che, come in un flash-back, vorrebbe riportarci indietro di 50 anni con il miraggio di un anacronistico sviluppo industriale che a Porto Empedocle ha lasciato solo macerie . Oggi, piuttosto che pensare alla riqualificazione di quelle aree, qualcuno ci viene a proporre un nuovo progetto di industria pesante altamente inquinante e impattante, che trasformerebbe il paesaggio storicizzato della Valle, cantato dai viaggiatori del Grand Tour e rimasto intatto grazie ai 1400 ettari di parco, in un paesaggio infernale come quello di Gela, Augusta e Priolo. Alcune menti “raffinate”, quindi, mancando una programmazione, hanno ipotizzato che la nostra provincia diventi la pattumiera d'Europa, con la realizzazione di un inceneritore a Casteltermini, una mega-discarica ad Aragona, un rigassificatore a Porto Empedocle e perfino una centrale nucleare come suggerito da qualche nuovo ascaro di recente nomina politica. Ecco perché la Sua proposta, caro Ministro, giunge quanto mai opportuna e necessaria e ci fa guardare con più ottimismo al futuro di questa terra. Lei, Signor Ministro, ha cultura, capacità e lungimiranza, tali da potere indirizzare questa provincia e questa città verso scelte coerenti con un sito Unesco per un riscatto economico e sociale tanto atteso e non più procrastinabile, se non si vogliono defraudare le future generazioni anche della speranza. I nostri beni culturali, il nostro mare, la nostra agricoltura e un'industria manifatturiera leggera devono diventare la vera ricchezza del nostro territorio ma è necessario che politici, burocrati, enti, associazioni e cittadini attivino un processo virtuoso di sviluppo che, nell'interesse collettivo, soddisfi anche le legittime aspettative di benessere e sviluppo individuale. Una svolta in questa terra è possibile e Lei, caro Ministro, può ancora darla.
Cordiali saluti, Gaetano Gaziano
Presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento”
tanogaziano@yahoo.it Continua a leggere...

mercoledì 27 maggio 2009

ATTENTI A QUEI DUE!


Se ce ne fosse stato bisogno, questa foto fornisce l'esatta motivazione per cui Andrea Camilleri, il paladino del barocco del Val di Noto e promotore della raccolta di firme su "Repubblica" contro le trivelle dell'americana Panther Oil, incredibilmente si sia schierato a favore del rigassificatore di Porto Empedocle (la sua Vigata letteraria), sotto la casa natale di Luigi Pirandello e a ridosso della Valle dei Templi di Agrigento. Lo scarno comunicato stampa dello scrittore, fatto qualche tempo fa in un freddo lessico burocratese, aveva lasciato intuire da che parte stava. La creazione della fondazione intitolata ad Andrea Camilleri, oggi, ci dice che la sua decisione di benedire l'ecomostro era effettiva e motivata. Pensare di affidare alla fondazione promossa dal Sindaco Firetto, vero paladino del rigassificatore, il successo commerciale della propria opera letteraria anche post mortem ha spento le sue velleità (se mai ne avesse avute) di difendere il nostro patrimonio culturale. E magari domani scopriremo, a conclusione della procedura autorizzativa dell'ecomostro (che però speriamo non arrivi mai), che l'immobile da recuperare da parte di Enel, tra le “misure compensative” per i danni ambientali che esso necessariamente provocherà, sia proprio la casa paterna dello scrittore recentemente acquisita dal Comune di Porto Empedocle per farne sede della fondazione. Non c'è che dire: davvero un bel lavoro, signor Sindaco!
Il Sindaco Firetto, che ha tenuto sempre a legare la sua immagine alla cultura, ha trovato in Camilleri la foglia di fico per coprire l'indecenza del progetto che, contro ogni logica, viene spacciato per coerente con la cultura e il turismo.
Per una questione di stile, cui sembra all'apparenza tenere molto, e per una situazione evidente di conflitto di interessi, essendo dipendente Enel, avrebbe almeno dovuto astenersi dal prendere posizione in ordine all'argomento rigassificatore. Non lo ha fatto e d'altra parte come dargli torto in un Paese in cui il conflitto di interessi non sembra essere la preoccupazione principale dei politici italiani. Il Sindaco, che per la verità non sta lavorando male in ordine ad altri problemi del paese che amministra, vanifica con la scelta del rigassificatore ogni altro suo merito e si omologa alla classe politica siciliana che oggi dà una squallida rappresentazione di se stessa alla Regione, scambiandosi, all'interno della stessa maggioranza, accuse di storica inefficienza e di ascarismo politico. Firetto ha negato alla popolazione empedoclina il referendum popolare sul rigassificatore, definito dalla legislazione Seveso “impianto a rischio di incidente rilevante”, compensandola però con il referendum sul pupazzo di bronzo del commissario Montalbano, pomposamente inaugurato il giorno dell'annuncio della nascita della fondazione Camilleri. Bene ha fatto l'inclito scrittore a raccomandare di “non fare allusioni al materiale usato, visto che si è soliti dire avere la faccia di bronzo”. Caro Maestro e caro Sindaco, per verificare se avete la faccia di bronzo, non c'è bisogno che ve lo dica la gente. Basta che vi guardiate allo specchio!
Gaetano Gaziano
presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento"
tanogaziano@yahoo.it Continua a leggere...

mercoledì 20 maggio 2009

Benvenuto Presidente nella Valle dei Templi


(Questo messaggio di benvenuto abbiamo inviato al Quirinale il 19 maggio alle ore 9,20 per fax e per e.mail)

Caro On. Giorgio Napolitano,
la nostra associazione “Salviamo la Valle dei Templi” le dà il più caloroso benvenuto in occasione della Sua visita ad Agrigento di sabato prossimo 23 maggio. La Sua visita, on. Presidente, giunge quanto mai opportuna, perché la nostra città attraversa uno dei momenti più difficili della propria storia. Le classifiche nazionali la vedono collocata negli ultimi posti per reddito e per vivibilità. La dissennata amministrazione delle risorse umane ed economiche della nostra terra da parte di mediocri governanti siciliani (di destra e di sinistra) ha prodotto nel corso degli anni l'attuale stato di disagio e povertà delle nostre popolazioni. I nostri figli, su cui abbiamo investito ingenti risorse per la loro formazione, sono dovuti emigrare alla ricerca di un lavoro e di una vita dignitosa.
Come se non bastasse, poi, alcuni nostri uomini politici spregiudicati, affiancati da funzionari “distratti”, stanno tentando di svendere anche il territorio con il nostro straordinario patrimonio culturale, la Valle dei Templi, che è anche il simbolo della identità e della cultura degli agrigentini, dei siciliani ma anche del mondo intero perché è stata inserita nel 1997 nella World Heritage List dell'Unesco, come patrimonio dell'umanità. Oggi questo patrimonio è fortemente minacciato dal progetto indecoroso di costruire un rigassificatore da 8 miliardi di mc. in zona “Caos”sotto la casa natale di Luigi Pirandello e al confine sud-occiderntale del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi. Ella è stata informata, come del resto le altre autorità istituzionali nazionali ed europee, di questo rischio con un appello da noi promosso nel marzo del 2007: primi firmatari Dacia Maraini e Rita Borsellino. Purtroppo l'iter autorizzativo dell'ecomostro sotto la Valle dei Templi, malgrado i nostri sforzi, è quasi arrivato a conclusione e temiamo che i deboli segnali positivi di intervento da parte delle istituzioni europee, come la Commissione Europea e l'Unesco, arriveranno tardi, già a lavori finiti e a disastro ambientale e paesaggistico consumato. Pertanto, on. Presidente, credo che la Sua visita sia un'opportunità straordinaria, perché Ella si renda conto di persona quale pericolo oggi corra la Valle dei Templi che, nonostante le molte mistificazione dei media, troverà fortunatamente ancora intatta e perciò degna di uno sviluppo economico coerente con un sito Unesco. Dal programma della Sua visita apprendiamo che Lei farà un'escursione nella Valle. Si faccia spiegare dai suoi accompagnatori ufficiali dove sorgerà esattamente il rigassificatore da 8 miliardi di mc. e diffidi, La prego, di spiegazioni approssimative come quelle che sono state fornite al giapponese dr. Matsura, direttore generale dell'Unesco, che venne in visita alla Valle nel novembre del 2008. Gli fu spiegato con fare molto imbarazzato che il rigassificatore dovrà sorgere “in un'altra città”, mentre in effetti la realizzazione è prevista in territorio di Porto Empedocle ma al confine con Agrigento e nella Buffer zone (zona di rispetto Unesco) del parco archeologico.
Fiduciosi che Ella vorrà attenzionare quanto da noi segnalato, molto cordialmente Le porgiamo il nostro più caloroso benvenuto,
Gaetano Gaziano, presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento”
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domenica 17 maggio 2009

RAFFAELE LOMBARDO, "STUPOR MUNDI"


“Il rigassificatore? Certo sotto la Valle dei Templi non si può fare”.Così parlò Raffaele Lombardo ai microfoni di una nostra emittente locale (che abbiamo registrato a scanso di equivoci) qualche mese fa. Tornatosene a Palermo, diede via libera alla conferenza dei servizi per la conclusione della procedura autorizzativa del rigassificatore sotto la casa natale di Luigi Pirandello e a ridosso del parco archeologico della Valle. Ora è giunta la notizia che l'assessore regionale all'industria, Pippo Gianni, avrebbe firmato il decreto definitivo di autorizzazione alla costruzione dell'ecomostro. La firma, peraltro, è stata preceduta da tutta una messa in scena teatrale (è proprio il caso di dirlo) al teatro Massimo di Palermo dove è stato firmato il “contratto per il Sud”, organizzata dal sottosegretario Gianfranco Micciché, con l'intervento del ministro Scajola e degli amministratori delegati di Enel e delle Ferrovie. Un vero coup de téâtre. In questa sede l'ad di Enel, Fulvio Conti, quello stesso che l'anno scorso paventò che l'Italia potrebbe restare al freddo e al buio se non si costruiscono i rigassificatori, si è lamentato che il decreto non era stato ancora firmato. E il nostro bravo Pippo Gianni l'ha subito accontentato.
Raffaele Lombardo, come al solito, non si è smentito: bugie raccontò in campagna elettorale e bugie ha continuato a raccontarci anche dopo. Ricordate il suo demagogico slogan elettorale “i lor signori non trasformeranno la Sicilia in pattumiera dell'Europa”, intendendo per lor signori i politici romani e le lobby industriali del Nord? Una volta insediatosi a Palermo, il nostro ineffabile governatore è addivenuto a più miti consigli. Ha aperto a termovalorizzatori, a rigassificatori e a centrali nucleari. Nella stessa intervista televisiva ebbe a dichiarare, a proposito di centrali nucleari, "certo se sono sicure, se convengono e se ci compensano adeguatamente, perché no? Se mi mandano in villeggiatura per tutta la vita, io ci sto". Caro Presidente, in villeggiatura ci dovrebbero mandare 5 milioni di Siciliani, per compensarli dei politici che si ritrovano. Mi consenta, a questo punto, di gratificarLa con la qualifica di "Stupor Mundi", assegnata dalla Storia al suo antico predecessore sul trono di Sicilia, il grande Federico II. All'incontrario, ovviamente. Per le Sue clamorose bugie! Ma non tema, on. Governatore: Ella è in buona compagnia, in quanto non ha maggiori demeriti di coloro che l'hanno preceduta su quel trono. Mi riferisco, in particolare, agli ex-governatori agrigentini Angelo Capodicasa e Totò Cuffaro, che hanno fortemente voluto il rigassificatore, che Le hanno lasciato in eredità, perché degnamente ne completasse l'opera. La vera coppia di fatto che ha governato e governa la Sicilia definì Michele Cimino i due ex, dalle pagine del Corriere della Sera, quando ancora era contrario all'ecomostro, prima di essere “folgorato”, anche lui, sulla strada del rigassificatore. E che dire di Roberto Di Mauro, assessore e sodale di partito di Lombardo? A me personalmente ebbe a dichiarare gli agrigentini il rigassificatore lo vogliono. Quali agrigentini, on Di Mauro? I settemila, che hanno gridato No al rigassificatore, non Le sembrano sufficientemente rappresentativi della volontà della nostra città? O preferisce considerare rappresentativa quella borghesia con il cappello in mano che accetta le elemosine delle cene offerte dai propagandisti del rigassificatore? E che dire dell'on. Luigi Gentile che, pur essendo assessore regionale ai lavori pubblici, non è stato convocato alla conferenza regionale dei servizi e che si è guardato bene dal protestare: in quella conferenza bisognava prendere una delle più drammatiche decisioni per il territorio di Agrigento. Meglio non esserci! Bisogna dire la verità: i nostri bravi assessori agrigentini stanno recitando alla perfezione il ruolo di cortigiani alla corte di Raffaele Lombardo, "Stupor Mundi" per le sue bugie!
Gaetano Gaziano
Presidente Associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento”
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giovedì 14 maggio 2009

Piano del parco archeologico e dintorni...


La legge regionale n.20 del 2000 istitutiva del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi indica nel piano del parco lo strumento strategico per il governo del territorio, in quanto stabilisce i modi d'uso delle tre grandi zone: archeologica, paesaggistico-ambientale e naturale-attrezzata.
Tale piano adottato dal consiglio in carica nel luglio del 2008 è, si spera, in dirittura di arrivo. E' comunque chiaro che, nell'attesa dell'approvazione del piano, alcune cose sono state fatte (nella foto sopra un recente restauro del quartiere ellenistico-romano), altre si stanno facendo, molte ancora devono essere fatte.
Curando correttamente la destinazione d'uso delle varie zone, può nascere un processo virtuoso di sviluppo sostenibile. Il piano del parco perciò costituisce una grande opportunità perché dal turismo si abbiano i massimi benefici economici e socio-culturali. In questa ottica l'offerta degli itinerari archeologici va ampliata, rendendo visitabili e fruibili luoghi al momento inaccessibili. Va creato un sistema di percorsi escursionistici con sentieri pedonabili, ciclabili, per trekking e per passeggiate equestri. Vanno infine creati sentieri di collegamento fra città e mare. L'attrazione a questo punto non sarà limitata ai templi, ma si estenderà a un sistema ambientale di grande respiro e di notevole estensione.
L'ampliamento dell'offerta degli itinerari archeologici e paesaggistici porterebbe il turista ad allungare la sua permanenza in città. Ampliare l'offerta archeologica comporta anche nuove campagne di scavi ma ciò non basta perché succede spesso che, dopo uno scavo o un restauro, tutto venga lasciato nell'abbandono, non raggiungendo l'obiettivo finale che è quello della fruizione. Il piano del parco prevede poi tutto un sistema di sentieri e di percorsi che dovrebbe permettere al turista-viaggiatore di potere camminare a piedi all'interno del parco tra archeologia e natura per chilometri seguendo l'opportuna segnaletica. In questo senso sarebbe già da valorizzare e aprire al visitatore, con piccoli lavori di sistemazione e di decespugliamento, tutto un reticolo di sentieri eccezionali. Il cardo, che da S.Nicola porta al tempio della Concordia, è sicuramente uno di questi, ma da parecchi anni ormai è sconsolatamente chiuso e inaccessibile. Un altro sentiero, anch'esso percorribile a piedi solo con piccoli aggiustamenti, è quello che dal museo archeologico porta a poggio Meta, uno dei punti panoramici più straordinari all'interno del parco. Sarebbe da attivare poi il sentiero che dal tempio della Concordia porta a casa Barbadoro e giù fino al tempio di Esculapio e poi fino al mare. I sentieri ciclabili, così come quelli equestri, esistono già come sanno bene gli appassionati agrigentini di mountain-bike e di cavalli. Questi sentieri potrebbero essere resi fruibili con un semplice restiling e con la segnaletica adeguata. Mettere mano a ciò non è difficile solo che lo si voglia e che lo si valuti come prioritario rispetto, ad esempio, ad un restauro a volte più dannoso che utile. Voglio ricordare infine che prospiciente la passeggiata archeologica, ormai famigerata per via del traffico caotico e inquinante, per la mancanza di segnaletica e per le erbacce infestanti, in prossimità del posto di ristoro ormai da più di un anno si è creato, dopo l'abbattimento dei grandi eucaliptus, tutta una porzione di terreno sconsolatamente vuota. Ricordo che il taglio degli eucaliptus suscitò allora un certo sconcerto, in quanto veniva meno quella cortina arborea che nascondeva i brutti palazzi in lontananza. Arrivarono però subito le rassicurazioni e la promessa che quegli eucaliptus sarebbero stati sostituiti da ben più pregiati ulivi e mandorli. Penso che sia arrivato il momento, finalmente, di ripiantumare la zona e approfittarne per sistemare in quel luogo panchine e tavoli in legno per permettere a quanti lo richiedono, e sono davvero tanti, la possibilità di sostare all'aria aperta, non dovendo fare come mi è capitato di vedere picnic sui muretti della via sacra, dando a tutti uno spettacolo davvero indecoroso.
Suvvia, coraggio, in fondo sono piccole cose: facciamole subito. Forse, chissà, riusciremo a migliorare un po' l'immagine di questa città e impedire qualcuna delle tante lettere-denunce che ormai quotidianamente vengono fatte anche sui giornali nazionali.
Caterina Busetta Continua a leggere...

venerdì 1 maggio 2009

CIO' CHE SERVE AL TURISMO


Nella giornata dell'earth day (22 aprile giornata della terra) le notizie di una buona affluenza alle urne (25% circa dell'elettorato) per il referendum mi fanno ben sperare sul futuro di Agrigento famosa fino ad oggi per il suo fatalismo e la sua rassegnazione. Forse, mi dico, è arrivato il momento della caduta di quel sortilegio che ha soffocato questa città, tenendola inchiodata agli ultimi posti di tutte le classifiche nazionali. Caduta la “magaria” forse si potrà cominciare una nova fase di cittadinanza attiva che veda molti agrigentini impegnati per il riscatto di questa città, bellissima e finora reietta. Ripenso così con più ottimismo al percorso compiuto in questi due anni. Il primo atto concreto della nostra battaglia contro il rigassificatore sotto la casa natale di Pirandello e a ridosso della Valle dei Templi risale al marzo del 2007 e ci vide ideatori dell'appello degli intellettuali (primi firmatari Dacia Maraini e Rita Borsellino) con circa 200 firme che inviammo al Presidente Napolitano e all'allora Presidente del Consiglio, Romano Prodi. Da quel momento il nostro è stato un impegno continuo a 360 gradi, che non ha temuto la “solitudine” o lo scarso coinvolgimento di chi, per dovere istituzionale, avrebbe invece dovuto essere in primo piano. I silenzi assordanti di alcune associazioni o i voltafaccia indecenti di altre così come l'indifferenza dei più avrebbero potuto farci desistere. Ciò non è avvenuto e anzi alcune scelte difficili, quale la discesa in campo nelle elezioni regionali del 2008, ebbero come unico scopo, non avendo io alcuna ambizione politica, quello di portare in campagna elettorale il dibattito contro il rigassificatore a favore di un progetto di sviluppo coerente con un sito Unesco che non poteva che essere il turismo attraverso la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, dell'agricoltura e dell'industria manifatturiera leggera. Nel novembre 2008 scrissi che bisognava ritrovare la passione civile e diventare cittadini consapevoli, capaci di impegnarsi per il proprio territorio per innescare processi virtuosi di cambiamento. Certo tutto ciò sarebbe più facile se i media tradizionali facessero correttamente il loro lavoro. Invece, anche in occasione del referendum pur essendo in gioco scelte strategiche importanti, non hanno smentito la loro vocazione a schierarsi a favore dei potentati politico-affaristici, non realizzando alcun dibattito che avrebbe potuto informare i cittadini correttamente. Ciò nonostante quasi 7000 agrigentini, cittadini liberi, hanno votato no, mostrando un risveglio della coscienza civile. Detto questo, è chiaro che la soddisfazione per il risultato referendario deve servire da stimolo e spingerci a diventare coscienza critica di una classe politica spesso incapace di programmare lo sviluppo del proprio territorio.
Impedire la costruzione di un rigassificatore senza pretendere che si attui concretamente lo sviluppo turistico di questa terra sarebbe una vittoria di Pirro. Ecco perché bisogna subito iniziare una sistematica azione di stimolo perché questa città passi da città a vocazione turistica a città a sviluppo turistico. Perché ciò si realizzi è necessario che Comune, Provincia, Camera di Commercio ed Ente parco concordino sinergicamente scelte strategiche che accelerino uno sviluppo che finora è stato lentissimo tanto da legittimare, agli occhi di molti, un impianto industriale impattante quale il rigassificatore. L'Ente Parco, nato per la tutela e la valorizzazione della Valle, in tutto ciò ha sicuramente un ruolo e una responsabilità di primo piano ecco perché se non si vuole vanificare l'essenza stessa del suo esistere deve diventare l'ente promotore dello sviluppo del territorio. E' assolutamente impensabile che il turismo diventi il volano di sviluppo senza realizzare tutte quelle piccole cose che si potrebbero fare subito e quasi a costo zero ma che, invece, sono state procrastinate di anno in anno, allontanando ogni seria prospettiva di sviluppo. Intendo parlare della segnaletica stradale ormai vecchia e forviante per impedire che i turisti, anziché arrivare nella Valle, vengano dirottati altrove; della riqualificazione della passeggiata archeologica che va alleggerita del traffico pesante e diserbata e in cui vanno rifatti i marciapiedi sconnessi e resi agevoli gli accessi ai siti monumentali come la chiesa di S.Nicola. Bisogna che si attivi il semaforo di fronte al museo installato da anni e mai entrato in funzione; che si facciano finalmente i lavori nel piazzale Hardcastle (posto di ristoro), sempre annunciati e mai iniziati; che vengano aperti finalmente i parcheggi di S.Anna e Cugnovela, completati da più di un anno; che si aprano alla fruizione i siti che, restaurati, rimangono chiusi per mancanza di personale. Se non cominciamo a riqualificare i luoghi nel cuore della Valle, non ci potrà essere nemmeno la speranza di un futuro turistico per questa città. Ecco perché dico che il tempo è davvero scaduto e che tutti gli enti preposti, abbandonando il gioco dello scarica barile, si attivino per impedire che disservizi, sciatteria e incuria offuschino la bellezza archeologica e paesaggistica dei nostri luoghi allontanando inesorabilmente lo sviluppo turistico vera risorsa della nostra economia. Solo così Agrigento potrà concretizzare la sua vocazione turistica.
Caterina Busetta Continua a leggere...

lunedì 27 aprile 2009

DUE INTERESSANTI LIBRI DI VINCENZO ARNONE


Martedì 28 aprile, alle ore 17, nella suggestiva cornice della biblioteca Lucchesiana verranno presentati due libri di Vincenzo Arnone, “Romanzo toscano” e “L'ombra del padre”. Sarà don Giovanni Scordino direttore della biblioteca a introdurre e coordinare la presentazione. Sono previsti interventi dell'arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro e di Gaetano Gaziano. Lia Cipolla e Beatrice Ventura leggeranno brani dei due libri. Vincenzo Arnone è nato a Favara nel 1945, vive a Pontassieve (Firenze) dov'è parroco. I due libri possono essere ritenuti un messaggio d'amore alla terra che lo ospita, la Toscana, e a quella dove è nato la Sicilia. Il “Romanzo toscano” è un excursus nel mondo della cultura fiorentina, di cui l'autore ha pienamente assimilato la vera essenza. Il suo narrare in quel linguaggio ammiccante, arcaico, quasi dantesco, crea suggestioni ed emozioni al lettore, che guida quasi per mano, novello Virgilio, attraverso la presentazione di alcuni rappresentanti della cultura toscana, non in veste di dannati o di beati, ma di protagonisti del loro tempo, come Leonardo, Lorenzo dei Medici, Galilei, Michelangelo fino ad arrivare alla modernità con Oriana Fallaci, Mario Luzi e tanti altri. Protagonisti visti nella loro quotidianità, con i loro progetti, con i loro sogni, anche con le loro contraddizioni, con le loro speranze, ma anche con i loro acciacchi, come nel caso di Michelangelo che si accompagna al giovane Vasari nel suo pellegrinaggio delle sette chiese fatto con forte spiritualità ma con grande sofferenza data la sua età avanzata e le sue gambe incerte. Il merito di Arnone è proprio quello di fare rivivere questi personaggi storici, che sembrano parlare al lettore, raccontando di sé, quasi a chiedergli comprensione, di capire i loro problemi esistenziali in una dimensione temporale che non ha più confini, perché il passato diventa presente e il presente altro non fa che attualizzare quegli antichi problemi che sono l'esilio (oggi inteso come fuga dei giovani), l'eremitaggio (inteso come ricerca di sé), l'eterno rapporto con i familiari e con il potere.
Sentire Dante, che da Ravenna invoca, con una lettera, il vescovo di Firenze di riaccoglierlo all'interno della natia comunità, auspicando “ch'un dì l'animo mio stancato, intra le mura di Fiorenza riposerà e che verun, appressandosi alla tomba, una prece e un fiore porterìa”, anche se la lettera è una raffinata invenzione dell'autore, induce il lettore a sincera commozione. Mi piace accostare Arnone al grande scrittore siciliano Antonio Russello, favarese anche lui, per la capacità comune di creare suggestioni attraverso racconti che parlano di alcuni protagonisti del loro tempo, siano essi romantici briganti favaresi o pittori, sculturi e architettori del Rinascimento.
“L'ombra del padre” rappresenta una sorta di autobiografia dell'autore, che si snoda attraverso il dialogo tra madre e figlio che parlano del padre. E' un viaggio dell'anima attraverso i territori della memoria fatta di Sicilia, di campi di grano, di fatica dura di contadini e zolfatai, di voglia forte di riscatto sociale. E questo viaggio ha uno scopo ritrovare il padre che forse non ha conosciuto come avrebbe voluto e desiderato e di cui sente l'importanza del ruolo proprio quando non c'è più. Dice Arnone “quando muore la madre si finisce col rassegnarsi e si arriva a pensare a lei con dolcezza. Del padre invece si continua a sentire l'assenza per tutta la vita. Quando viene a mancare il padre, si avverte che da quel momento in poi noi ci troveremo soli a fronteggiare la morte dalla quale, lui prima, ci difendeva”
L'accostamento a Elio Vittorini è fin troppo facile ma mi piace farlo perché ciò che accomuna i due scrittori, oltre all'amore per la propria terra, è la volontà di raccontare vicende umane della propria famiglia contadina che diventa metafora di una famiglia siciliana alle prese con l'eterna dura fatica del vivere, vissuta con orgoglio e dignità.
Concordo con Melo Freni, che ne ha curato la prefazione, che vede nel libro di Arnone “una lunga pagina di memoria contrappuntata da una forte percezione di ciò che quella memoria contiene e stimola” e aggiungo che l'autore questa percezione trasforma in amorosa esigenza di recupero del proprio passato e delle proprie origini per non dimenticare. I ricordi della civiltà agreste data la mia età (ahimé) mi appartengono per cui ho la fortuna di condividere con Arnone le stesse emozioni quando torno indietro con la memoria alle mie estati passate in campagna nella “roba” di mio nonno Paolino che ogni giorno mi sellava l'asinello per andare al paese a prendere l'acqua con le “quartare” infilate nei “cufina” ai lati della soma. Quelli per me sono i ricordi più belli e ringrazio Arnone per avermi dato la possibilità e il piacere di riviverli attraverso la lettura delle sue opere.
Gaetano Gaziano Continua a leggere...

venerdì 24 aprile 2009

UOMINI MORTI CHE CAMMINANO


Il risultato del referendum ha dato un esito straordinario. Intanto hanno votato 7 mila elettori iscritti nelle liste di Agrigento. E data la disinformazione, in qualche caso controinformazione, dei media locali tradizionali, l'esito può essere considerato davvero soddisfacente. Alcune considerazioni statistiche: ha votato il 15% dei cittadini realmente iscritti nelle liste, ma se si considera che mediamente vanno alle urne non più di 30 mila elettori, la percentuale sale addirittura al 25%, cioè un elettore su quattro è andato a votare. E' da considerare, poi, che all'ultima consultazione referendaria nazionale si è recato il 14% degli elettori, inferiore cioè a quella agrigentina. Nettissima poi l'affermazione del No che ha riscosso il 95% dei voti, quasi un plebiscito, mentre i Sì si sono fermati a un misero 5%. Ultima, ma non meno importante, considerazione statistica è che, siccome si tratta di una fetta dell'elettorato che si è espressa in un referendum e non in un sondaggio, la percentuale va vista in “proiezione” ed esprime pertanto la volontà dell'intero corpo elettorale, come ci dicono gli istituti demoscopici, con leggero margine di scarto o “forbice” finale. Quindi la conclusione è che gli agrigentini in massa hanno detto No al rigassificatore. Come penso direbbero gli empedoclini, se solo fossero chiamati ad una consultazione popolare. Ma il “democratico” Sindaco Firetto ha negato il referendum ai suoi concittandini, compensandoli però con il referendum sul pupazzo di Montalbano. E ora? si è chiesto un giovane che lavora come guida turistica proprio nella Valle dei Templi di Agrigento. Ci sentiamo di rispondere che certo l'esito del referendum non fermerà la costruzione dell'ecomostro ma, oltre alla valenza giuridica che pure c'é, la sua valenza più importante è quella politica e mediatica: nessuno vuole il rigassificatore tranne la lobby dell'energia e i politici ascari e i sindacalisti asserviti ai loro interessi. Ciò che fermerà realmente la costruzione dell'ecomostro sono gli strumenti giudiziari attivati: cioè i tre ricorsi al Tar che non è vero che sono stati decisi; c'è stato solo il rigetto della richiesta della sospensiva per uno di essi, mentre il TAR stesso, accogliendo l'istanza dell'avvocato di Legambiente, Daniela Ciancimino, ha chiesto con ordinanza al Ministero dell'Ambiente di produrre il progetto con tutti gli allegati. Inoltre alcune associazioni, come la nostra, hanno chiesto e ottenuto per la legge della trasparenza amministrativa la copia di tutti i verbali della conferenza dei servizi tenuta dall'assessore regionale all'industria, Pippo Gianni, dai quali risulta che nella procedura autorizzativa sono state commesse macroscopiche irregolarità di natura amministrativa e penale. Le prime saranno prodotte dagli avvocati difensori all'interno dei ricorsi al Tar, le seconde sono state già segnalate agli organi competenti della magistratura per i conseguenziali provvedimenti. Sulla scorta di questi rilievi le predette associazioni hanno provveduto a diffidare il presidente della Regione Siciliana, l'assessore all'industria e l'assessore ai beni culturali dall'emettere qualsiasi provvedimento autorizzativo.
Alla data odierna non è stato ancora emesso dall'assessore regionale all'industria, Pippo Gianni, il decreto di autorizzazione e pensiamo che non lo sarà mai. Perciò a coloro che mandano a dire che il referendum è stato inutile “perché tanto tutto è stato già deciso” rispondiamo che hanno detto il falso e che si rassegnino perché questo ecomostro sotto la casa natale di Luigi Pirandello e al confine con il parco archeologico della Valle dei Templi non lo costruiranno mai.
La stessa cosa ci dissero più di due anni e mezzo fa: “è inutile che vi muovete tanto tutto è stato già deciso”. Mentivano allora e mentono oggi. Ciò che è bello, infine, constatare invece è che allora eravamo quattro donchisciotte a combattere l'ecomostro, oggi 7000 liberi cittadini si sono recati alle urne per gridare un No forte all'ignobile progetto. E tutto questo nel silenzio di quasi tutti i politici (salvo qualche coraggiosa eccezione) e dei sindacalisti. Gli uni e gli altri devono prendere atto che non rappresentano più nessuno tranne gli interessi delle lobby e che agli occhi della gente non sono altro che dei dead man walking, uomini morti che camminano.
Gaetano Gaziano
Presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi” di Agrigento
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