domenica 25 giugno 2017
AGRIGENTO: NON SIAMO NELLA TERRA DI PIRANDELLO
Circola una frase fatta, un luogo comune abusato.
Ogniqualvolta ad Agrigento accade un fatto inusuale, in qualche modo paradossale, si alza subito qualche sciocco ad affermare: “Per forza, siamo nella terra di Pirandello….”.
Tale affermazione è entrata, a buon diritto, nello sciocchezzaio universale, in quanto fatti paradossali sono accaduti e accadranno ad Agrigento come in tutto il mondo, del resto. In questo senso il mondo intero
è la terra del paradosso pirandelliano non solo Agrigento.
Quindi l'affermazione “Siamo nella terra di Pirandello” va correttamente modificata in “Agrigento è la terra di Pirandello”, essendovi nato il grande drammaturgo nella notte del 28 giugno del 1867, come ricorda lui stesso: “Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un pino solitario in una campagna d'olivi saraceni affacciata agli orli d'un altopiano d'argille azzurre sul mare africano”.
E ad Agrigento ha voluto che le sue ceneri riposassero murate dentro un masso nella stessa campagna dove era nato.
Pirandello ha voluto farvi ritorno pur “deluso e stanco”, come aveva affermato qualche tempo prima nella poesia “Casa Romita”, che resta, a mio avviso, una delle pagine più belle da lui scritte.
In effetti, anche se celebrato in tutto il mondo pure da vivo, la sua vita non fu felice. Sia per il dramma familiare della pazzia della moglie, sia per i rapporti tesi con i figli.
Basti ricordare che il figlio Fausto, acclamato pittore del Novecento, gli comunicò la nascita del nipote Pierluigi solo due anni dopo. Pirandello non la prese per niente bene e scrisse al figlio lettere di fuoco.
Ma, al di là di tutto ciò, è opportuno ricordarlo per la sua statura di letterato e drammaturgo, probabilmente il più rappresentato di sempre dopo Shakespeare, e mettere nel dimenticatoio il banale luogo comune “Siamo nella terra di Pirandello”, con riferimento ad Agrigento come unico luogo del paradosso pirandelliano.Gaetano Gaziano.
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lunedì 5 giugno 2017
MACRON SFIDA TRUMP SULL'AMBIENTE
http://video.repubblica.it/mondo/clima-macron-in-inglese-agli-scienziati-americani--trump-sbaglia-venite-a-lavorare-con-noi/277533/278130?video&ref=RHRD-BS-I0-C6-P1-S1.6-T1
FINALMENTE UNO STATISTA VERO: MACRON SFIDA TRUMP SULL'AMBIENTE E DICE AGLI SCIENZIATI AMERICANI CHE NON SONO D'ACCORDO CON IL LORO PRESIDENTE: ABBANDONATELO E VENITE A LAVORARE DA NOI. GRANDE MACRON!!!.
E questo è il resto.
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sabato 3 giugno 2017
MASSIMO D'ALEMA IN UN ATTIMO E' TORNATO AD ESSERE ANTIPATICO
Matteo Renzi era riuscito in un'impresa impossibile: far diventare simpatico agli italiani Massimo D'Alema che, di suo, aveva accumulato secoli di antipatia.
Il "lider maximo" in un colpo solo si è mangiato questo piccolo bagaglio di simpatia, regalatogli dal "ducetto" di Rignano sull'Arno.
E' successo nella trasmissione "Piazza Pulita" di giovedì scorso, quando ha dato dello STUPIDO al garbatissimo giornalista Marco Damilano che ha avuto il solo torto di avergli contestato di avere inciuciato in passato con Berlusconi, esattamente come ha fatto Renzi in questi anni. Gaetano Gaziano
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venerdì 24 marzo 2017
LETTERA APERTA AL MINISTRO FRANCESCHINI
Grazie Signor Ministro, per l'attribuzione alla Valle dei Templi del prestigioso “Premio per il più bel paesaggio italiano”. Dopo anni e anni di mistificazione dell'informazione, che dava la Valle aggredita dall'abusivismo, arriva oggi il riconoscimento ministeriale che ribalta l'indecorosa aggressione mediatica fatta massicciamente a danno del patrimonio archeologico e paesaggistico agrigentino.
E' auspicio della popolazione agrigentina che questo premio possa mettere finalmente una pietra tombale sull'ignobile progetto del rigassificatore da 8 miliardi di mc. al confine della Valle dei Templi, progetto non ancora realizzato ma che grava minaccioso come una spada di Damocle sul paesaggio appena premiato dalla S.S. come il più bello d'Italia.
Siamo certi che Ella, quale custode massimo del patrimonio artistico e paesaggistico tutelato dall'art.9 della Costituzione, saprà adoperare la propria “moral suasion” perché quell'odioso progetto venga finalmente ritirato.
Grazie per l'attenzione. Gaetano Gaziano, presidente associazione "Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento"
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lunedì 5 dicembre 2016
LA VITTORIA DEI NO: UNA LEZIONE DI DEMOCRAZIA. RENZI BOCCIATO IN POLITICA, STORIA E COMUNICAZIONE
Abramo Lincoln amava dire: “Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre”.
Ecco: Matteo Renzi ha tentato di ingannare, con il suo aborto di riforma costituzionale, tutto il popolo italiano per sempre. E ha fallito!
Quindi, data la dimensione della disfatta, è stato sonoramente bocciato in politica.
Ma è stato bocciato anche in storia.
Non sa, forse perché giovane e inesperto, che il popolo italiano ai referendum ha sempre votato contro le posizioni governative. Dal 1974 (referendum sul divorzio) a quello odierno.
Vediamo come se la cava il nostro giovane premier (pardon ex premier) in materia di comunicazione. Va ricordato, a tal proposito, che tre sono stati i grandi imbonitori dall'Unità d'Italia: Mussolini, Berlusconi e Renzi, pur con le dovute differenze.
Tutti e tre hanno fondato il loro potere sulla propaganda.
Mussolini ha avuto il compito più facile. Gli bastò controllare la radio e l'unico grande giornale del tempo, il Corriere della Sera, per ottenere il più alto consenso mai riscosso prima da altri politici, arrivando a toccare il 90% ed oltre.
Berlusconi fondò il suo partito azienda, Forza Italia, e in poco più di tre mesi riuscì nel miracolo di vincere le elezioni politiche del 94, sfruttando le reti televisive di sua proprietà e occupando militarmente, dopo la vittoria, anche le reti pubbliche.
Matteo Renzi, che sembrava il più dotato dei tre, ha occupato i media, tivù e grandi giornali (quasi tutti), per l'italica subordinazione degli stessi al potente di turno, che in molti casi è arrivata fino a un indecoroso servilismo. Ma ha perso ugualmente. Non ha considerato, il giovanotto, e messo nel dovuto conto che oggi esiste anche la comunicazione via web che, alla luce del successo clamoroso dei No, si è dimostrata molto più efficace di quella dei media tradizionali. Strano, perché Renzi sembrava molto abile a smanettare con gli strumenti digitali.
Conclusione: Renzi bocciato in politica, storia e comunicazione. Una stroncatura che, stando ai numeri, sembra definitiva.Gaetano Gaziano
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domenica 27 novembre 2016
Perché dico “No” alla riforma costituzionale Napolitano, Renzi, Boschi, Verdini
Dico No all'intero impianto della riforma costituzionale Naplitano, Renzi, Boschi e Verdini tranne che per l'abolizione del Cnel. Ma dovendo votare Sì o No rispetto all'intero pacchetto riformatorio voterò No.
In particolare voglio soffermarmi in qualità di presidente dell'associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento” che se fosse stata in vigore nove anni fa la parte della riforma che ridefinisce le competenze tra Stato e Regioni non avremmo potuto fare la lotta all'indecoroso progetto della costruzione di un rigassificatore da 8 miliardi di mc. al confine del parco archeologico agrigentino e oggi vedremmo svettare due belle cisterne da 320 mila mc. e una torre torcia alta 40 metri con fiamma perenne da sotto il tempio di Vulcano e sotto la casa natale di Luigi Pirandello, che si rivolterebbe nella tomba schifato verso i propri concittadini per l'affettuoso regalo dell'ecomostro nella zona “Caos” tanto amata dal drammaturgo agrigentino.
Infatti con la nuova riforma costituzionale lo Stato vuole mano libera in materia di grandi opere, di energia e di beni culturali, in modo che le popolazioni locali dovrebbero accettare senza fiatare strutture utili ma soprattutto inutili, come centrali nucleari, trivelle e tav solo per la felicità e il profitto illecito delle lobby che le costruiscono.
Mi piace soffermarmi pure sugli altri punti del quesito referendario che un Agcom seria avrebbe dovuto bocciare come pubblicità ingannevole.
Superamento del bicameralismo paritario. Falso! Perché per molte materie restano uguali competenze per la Camera e per il Senato. Mentre per altre un terzo dei senatori potrà chiedere di esaminare i disegni di legge varati dalla Camera, ingenerando un notevole contenzioso per conflitti di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale.
Riduzione del numero dei parlamentari. Falso! Per parlamentari si intendono sia i deputati della Camera che i senatori. Vengono ridotti solo i senatori. Non viene abolito il Senato, com'era nell'auspicio della popolazione. Di più: i cento senatori non verranno eletti dai cittadini ma nominati dai consigli regionali. Resterà in piedi tutta la struttura burocratica del Senato con la relativa spesa.
Pensate che la sola segretaria di Napolitano costa alle casse dello Stato ben 850 mila euro all'anno(ivi compresa la spesa per il maggiordomo che in Italia si chiama “addetto alla persona” e per un addetto al guardaroba), oltre naturalmente la spesa di 250 mila euro per pagare l' “emerito” ex presidente.
Mi pare che questi motivi siano validi e sufficienti per dire No alla riforma della signorina Boschi.
Gaetano Gaziano
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lunedì 17 ottobre 2016
RICORDO DI DARIO FO E BOB DYLAN
Per una strana e fortunata congiunzione astrale, mentre muore Fo, nobel "anomalo" per la letteratura, un altro "non letterato" ma raffinato cantautore viene insignito dello stesso premio.
Ho assistito al "Mistero buffo" di Dario Fo ad Agrigento nel 1969, quasi 50 anni fa, con mia moglie Rina. Eravamo freschi sposini (30 luglio di quell'anno) e cantavamo "Blowin' in the wind" di Bob Dylan.
Che anni, ragazzi!!!.
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venerdì 2 settembre 2016
LILLO FIRETTO POLITICO COERENTE
Bisogna dare atto al Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, di avere dimostrato di essere persona coerente.
Appena saputo che era stato pubblicato il decreto regionale sugli espropri relativi al gasdotto di collegamento del rigassificatore di Porto Empedocle che dovrebbe attraversare la zona Caos in territorio di Agrigento, area vincolata, gli ho chiesto pubblicamente di rispettare le promesse fatte in campagna elettorale e cioé che avrebbe impugnato tutti gli atti che riguardano l'impianto gasiero al confine della Valle dei Templi di Agrigento. Firetto mi ha risposto: “Manterrò fede agli impegni presi”. E lo ha fatto. Infatti in data 27 agosto la giunta comunale di Agrigento ha adottato la delibera n.123 con la quale è stato dato mandato all'avvocatura comunale di impugnare il predetto decreto regionale. Grazie, Sindaco Firetto. Gaetano Gaziano presidente associazione "Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento".
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venerdì 12 agosto 2016
UN'IDEA SEMPLICE PER MIGLIORARE IL MONDO: ORGANIZZARE LE PROSSIME OLIMPIADI IN CENTRO AFRICA
Sembra un progetto irrealizzabile ma non è così.
I paesi del mondo cosiddetto civile hanno sfruttato per secoli e secoli le ricchezze dell'Africa, lasciando loro solo miseria, fame, malattie e guerre civili.
E' giunto il tempo di invertire la tendenza. Ecco il progetto.
Oggi a volere le Olimpiadi nei paesi ricchi sono i cacciatori di affari per le ghiotte opportunità di cementificare e speculare e il Califfato dell'Isis per le ghiotte opportunità di compiere stragi con grandi numeri di vittime.
Scelga, invece, l'Onu uno o più paesi poveri del centro Africa e vi programmi le prossime Olimpiadi.
Organizzando tutto: dalla costruzione delle infrastrutture indispensabili (strade, ferrovie, aeroporti, acquedotti, villaggi olimpici, stadi) all'organizzazione dei giochi con la collaborazione delle federazioni dei singoli paesi.
Così questi paesi poveri, spesso in guerra tra di loro e alle prese con sanguinose faide tribali, cesseranno le ostilità per l'arrivo di miliardi e miliardi di dollari necessari all'evento.
In questo modo si invertirebbero anche i flussi migratori attratti dalla enorme richiesta di mano d'opera verso quelle zone destinate ad ospitare i giochi.
A fermare le guerre e i flussi migratori non sono i moniti, le promesse, le minacce o alzando muri ma i massicci investimenti che danno ricchezza diffusa per molti e grandi possibilità di occupazione.
A fine Olimpiade le strutture realizzate resteranno a beneficio di questi paesi in termini di viabilità, trasporti, elettricità, acqua, eccetera e gli stadi serviranno ad ospitare successive iniziative sportive tra le popolazioni africane.
L'idea sembra assurda, ma anche l'idea dell'Europa unita concepita, in piena seconda guerra mondiale, da quei visionari di Ventotene dove si trovavano al confino politico come Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, autori del documento “Per un'Europa libera e unita”, sembrò enormemente assurda.
Oggi l'Europa unita è una realtà, pur con tutti i suoi acciacchi. Dal 1945 non ci sono più guerre e il vero pericolo è costituito dal terrorismo.
La realizzazione di un'Olimpiade in centro Africa, anche se non basterà ad eliminare il terrorismo, un contributo potrà certamente darlo.Gaetano Gaziano.
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lunedì 18 luglio 2016
PERCHE' VOTERO' "NO" ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE RENZI-BOSCHI-VERDINI
Quella di Renzi-Boschi-Verdini è una riforma pasticciata e peggiora la vita istituzionale del Paese piuttosto che migliorarla (che poi dovrebbe essere lo scopo principale della riforma). Qualcuno (leggi Cacciari ed altri) ammette che la riforma non va bene per molti aspetti, ma voterà “Sì”, perché è meglio di niente. Ma che ragionamento è? Che vuol dire “meglio di niente”? La Costituzione vigente sarebbe niente?
Se lo chiede uno che di diritto costituzionale s'intende. Mi sono laureato, infatti, con tesi in diritto costituzionale presso l'Università di Palermo e il mio professore è stato Franco Restivo, illustre costituzionalista, eletto all'Assemblea Costituente, che oggi si rivolta sicuramente nella tomba a leggere questa presunta riforma.
E siccome mi piace fondare il mio “No” su argomenti sostanziali e non sull'aspetto collaterale di mandare a casa Renzi e la Boschi (che poi non sarebbe un guaio per gli italiani,anzi), comincio con l'argomento principe della riforma: l'abolizione del Senato (tornerò in seguito sugli altri argomenti, di tempo ne abbiamo fino a novembre).
Questa è una bella bufala: il Senato non viene abolito ma solo ridotto nel numero dei suoi componenti. Da 315 passerebbe a 100 senatori.
Non eletti ma nominati dai consigli regionali in contrasto con il principio fondamentale che “la sovranità appartiene al popolo”. Inoltre c'è pure una palese contraddizione tra il 2° comma del nuovo art. 55 che prevede che “Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere…..” quindi anche del Senato e il 2° comma del nuovo art. 57 che prevede che “I consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano eleggono, con metodo tradizionale, i senatori tra i propri componenti...”. Ma è impropria in questo caso l'espressione “eleggono”, avrebbero dovuto scrivere “nominano”. Delle due una: o i cosiddetti riformatori non conoscono la lingua italiana o imbrogliano. Propendo per la seconda ipotesi.
E poi che ci stanno a fare in questo Senato, che doverebbe essere espressione delle realtà regionali, i senatori nominati dal Presidente della Repubblica e, soprattutto, i senatori a vita oggi in carica? Che ci azzeccano? E' stato un regalo a Giorgio Napolitano, “padre nobile” di questa riforma? Non se ne può fare proprio a meno?
Un'altra chicca di questa riforma è quella di attribuire al Senato, proiezione delle Regioni, competenze in materie europee. Sarebbe come affidare la politica estera ai sindaci. Geniale.
La verità è che se una riforma doveva essere fatta doveva prevedere, secondo l'opinione dei più, e tra questi anche illustri costituzionalisti, il dimezzamento dei parlamentari (deputati e senatori), il dimezzamento delle relative indennità e l'abolizione dei vitalizi.
Per fortuna il popolo italiano ha ancora la grande opportunità di bocciare in autunno la rifoma Renzi-Boschi-Verdini.
Gaetano Gaziano.
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lunedì 30 maggio 2016
Appello al Governo Renzi per salvare la Cattedrale di Agrigento
Abbiamo accolto volentieri l'invito ad inviare all'indirizzo di posta elettronica bellezza@governo.it una mail per salvare la cattedrale San Gerlando di Agrigento. Ecco il testo che chiediamo ai lettori del nostro sito e ai nostri amici di Fb di rilanciare:
"Chiediamo al Governo Renzi di inserire tra le opere da salvare la Cattedrale di Agrigento,che rappresenta una delle più alte testimonianze dell'architettura normanno-chiaramontana del Mezzogiorno d'Italia.
Costruita a partire dal 1088, dopo la riconquista della Sicilia, occupata dagli Arabi, effettuata da Ruggero il Normanno nel 1087. La storica decisione della costruzione venne presa da Gerlando di Besançon, cugino di Ruggero, nominato vescovo di Agrigento dopo la riconquista. La cattedrale, che all'origine fu dedicata alla Madonna Assunta, dal 1244 venne intitolata a Gerlando che, nel frattempo, era stato nominato santo e che oggi rappresenta il patrono di Agrigento. L'importante sito è chiuso al culto e alla fruizione turistica da 5 anni per frana". Gaetano Gaziano presidente associazione "Salviamo la Valle dei templi di Agrigento".
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venerdì 20 maggio 2016
“COLPIRE DURO CHI SI OPPONE AI CAMBIAMENTI” (Lettera aperta a Francesco Starace, a.d. di Enel)
“Colpire duro chi si oppone ai cambiamenti”. Questa rivoluzionaria teoria economica è stata enunciata non da un economista radicale di sinistra, ma da Francesco Starace, amministratore delegato di Enel (nella foto), di fronte ad un autorevole uditorio di docenti e studenti dell'Università Luiss. Tanto che si parla di “dottrina economica Starace” (vedi La Repubblica di oggi, pag.38).
Tutto ciò gli fa onore e, considerato che non è un mistero che l'a.d. di Enel da tempo privilegia le fonti di energia rinnovabili alle fossili, se ne ricava l'immagine di un economista attento ai cambiamenti e, soprattutto, sensibile ai problemi dell'ambiente nel rispetto della coraggiosa enciclica di Papa Francesco “Laudato si'”.
Queste considerazioni per dire che il “nuovo corso” del management di Enel (se di vero nuovo corso si tratta) ci fa ben sperare che finalmente si decidano ad annunciare ufficialmente che Enel rinuncia all'indecoroso progetto di un rigassificatore da 8 miliardi di mc. nella buffer zone (zona di rispetto) della Valle dei Templi di Agrigento.
Conviene ad Enel, nel cui proprio Codice Etico sta scritto: “Per la nostra azienda la reputazione è il principale valore materiale essenziale”, e converrebbe, soprattutto, al Mondo della Cultura, di cui la Valle dei Templi rappresenta un bene artistico di enorme valenza, tanto da essere stata inserita nella World Heritage List dell'Unesco nel 1997, ed essere stata addirittura insignita della Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale (Devu) sempre dall'Unesco nel settembre del 2015.
Nel corso dei nove anni di lotta all'indecoroso progetto ho inviato diverse lettere aperte agli amministratori delegati di Enel (compreso l'ultimo arrivato Starace), perché facessero il doveroso passo indietro. Fino ad oggi non ho ricevuto risposta. Ma non mi arrendo! Gli invio questa nuova lettera aperta, alla luce del “nuovo corso” di Enel, se di nuovo corso si tratta veramente e non, come al solito, di belle intenzioni. Magari chissà….
Gaetano Gaziano, presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigentoo”.
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mercoledì 20 aprile 2016
IL MONACO ROMITO DI LAMPEDUSA ESEMPIO ANTE LITTERAM DI MULTICULTURALISMO
Una leggenda vuole che un monaco eremita soggiornasse nella grotta, oggi dedicata al santuario della Madonna di Portosalvo di Lampedusa, che nel periodo delle incursioni piratesche si approntava ad esporre la croce o la mezzaluna a seconda che i visitatori fossero di religione cristiana o musulmana.
Leggenda che, comunque, avrebbe anche un fondamento storico, tanto che il naturalista Gussone, che visitò l'isola nel 1828, così descrive questa emblematica figura: “Nel tempo che i nostri mari erano infestati dai legni barbareschi, risiedeva un eremita nella cennata cappella (quella della Madonna), al cui fianco trovasi il sepolcro di un Marabutto. L'eremita suddetto si accomadava a venerare la croce o la mezzaluna, secondo la diversa religione delle persone che vi approdavano. Da ciò il comune detto in Sicilia il romito di Lampedusa per dinotare una persona di doppia fede”.
L'eremita di Lampedusa: esempio di furbizia o di vigliaccheria? Né l'una né l'altra cosa. Lo ritengo, piuttosto, un pragmatico tentativo di multiculturalismo ante litteram, di incontro non traumatico di religioni. Se le diverse fedi religiose avessero seguito nella storia l'esempio del simpatico eremita di Lampedusa, molte guerre di religione non sarebbero mai state combattute. Gaetano Gaziano.
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lunedì 18 aprile 2016
NOI SEDICI MILIONI DI GUFI CONTRO LE TRIVELLE
Il referendum del 17 aprile ha sancito che in Italia ci sono (rectius ci siamo) 16 milioni di gufi che sono contro le lobby delle trivelle e dei politici loro fiancheggiatori ma ciò non è bastato a far vincere il referendum indetto per impedire la proroga sine die delle concessioni alle “sorelle” del petrolio.
Renzi dice che siamo stati sconfitti. Vi sembra una sconfitta scoprire che in Italia c'è un popolo di sedici milioni di cittadini con sensibilità ambientalista? A me non pare. E' con questo popolo che dovrà confrontarsi Renzi per le future scelte energetiche del nostro Paese, che devono necessariamente indirizzarsi verso le fonti rinnovabili.
La favoletta dei posti di lavoro non regge più.
Diceva Abramo Lincoln: “Potrete ingannare tutti per un po'. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre”.
Ecco quei 16 milioni di italiani, caro Renzi, non l'inganni più. Chiamaci pure gufi, non ci offendiamo, considerato che dalla nostra parte si è schierato pure Papa Francesco con la sua enciclica Laudato sii. E' un gufo anche lui?
Gaetano Gaziano, presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento”.
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venerdì 15 aprile 2016
TRIVELLE: IL QUORUM SI RAGGIUNGE!!!
Coraggio ragazzi: al referendum contro le trivelle il quorum sarà certamente raggiunto. Non lo dico in base a sondaggi che non ho, ma in base ad una certezza: fare scendere in campo il matusa Napolitano per invitare a disertare le urne vuol dire una cosa sola: Renzi ha consapevolezza, in base a propri sondaggi, che il quorum verrà raggiunto.
Se Napolitano, che cinque anni fa, da presidente, sosteneva che votare ai referendum è un dovere, oggi invita invece gli elettori ad astenersi, senza tema di essere tacciato di grande incoerenza, ha una sola motivazione: paura di raggiungere il quorum e vedere tramontare la stella del proprio pupillo Matteo che ha creato dal nulla e che al nulla ritornerà. Se prevarranno i “Sì” contro le trivelle, a favore delle quali sta lavorando alacremente la “ditta” Napolitano-Renzi-Prodi-Bersani vuol dire basta ai favori a petrolieri ma, soprattutto, mandare a casa i politici fiancheggiatori delle lobby
Gaetano Gaziano presidente associazione "Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento.
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sabato 2 aprile 2016
FEDERICA GUIDI MINISTRA “PRO FIDANZATO”. VOTIAMO “SI'” AL REFERENDUM DEL 17 APRILE
Non era necessario essere dei profeti per prevedere che Federica Guidi, rappresentante di Confindustria non sarebbe stata una ministra super partes ma che avrebbe finito col fare gli interessi del mondo cui appartiene.
Nel mese di marzo del 2015, commentando a pag. 103 del mio libro “Otto anni di lotta all'arroganza dei poteri forti” l'informazione del Sole 24 Ore che Francesco Starace, ad di Enel, aveva dichiarato che intendono vendere il progetto del rigassificatore al confine della Valle dei Templi ma che per far ciò devono prima ottenere la dichiarazione governativa di “opera strategica”, ebbi a scrivere: “Ma pensate che il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, esponente di punta di Confindustria, non farà questo cadeau ad Enel?”.
L'inchiesta della magistratura di oggi, che disvela le manovre della ministra Guidi per sollecitare una “norma ad fidanzatum”, ha confermato quella mia previsione, che (devo ammetterlo) non era difficile anzi scontata. Ecco spiegarsi l'impegno sospetto del governo Renzi a sabotare il referendum del 17 aprile per avvantaggiare le lobby delle trivelle. Ecco perché, invece, dobbiamo recarci numerosi alle urne per dire “NO” alle norme che distruggono il paesaggio nell'esclusivo interesse di petrolieri & company. Ricordandoci che, per fare ciò, nella scheda dobbiamo scrivere “SI'”. Gaetano Gaziano presidente associazione "Salviamo la Valle dei Templi"".
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lunedì 15 febbraio 2016
GLI INDIGENI DELL'AMAZZONIA SCONFIGGONO LE LOBBY DELLE TRIVELLE. RIUSCIRANNO GLI “INDIGENI” DELLA VALLE DEI TEMPLI A FERMARE LA LOBBY DELL'ENERGIA?
Gli indigeni delle foreste dell'Amazzonia brasiliana sconfiggono le lobby del petrolio che avevano avuto le concessioni di trivellare sul loro territorio.
C'è un giudice in Brasile. E questo giudice, che si chiama Giovanni Paolo Moretti de Souza, ha dato ragione agli indigeni della Valle dello Juruà.
La Valle dello Juruà è speciale perché restano qui le ultime tribù di persone mai contattate dal mondo moderno, lontane anni luce da quella che noi definiamo “civiltà”.
Il giudice Moretti de Souza ha parlato "di gravi illegalità nell’assegnazione dei permessi, sia da un punto di vista ambientale che sociale".
Gli “indigeni” della Valle dei Templi troveranno qualcuno che ferma la lobby dell'energia che vuole costruire un rigassificatore da 8 miliardi di mc. nella buffer zone (zona di rispetto) della Valle dei Templi di Agrigento, sito Unesco? Speriamo!
Oggi Papa Francesco ha chiesto perdono alle comunità indigene di San Cristobal de Las Casas, nel Chiapas (Messico), per le "sistematiche incomprensioni ed esclusioni subite e per le spoliazioni delle loro terre".
Perché non evitare a Papa Francesco di chiedere domani perdono per la devastazione della Valle dei Templi?
Questo il link della notizia della vittoria degli indigeni contro la lobby del petrolio:
http://www.blueplanetheart.it/2016/02/13/gli-indigeni-del-brasile-vincono-la-prima-battaglia-contro-il-fracking-eroica-lotta-per-proteggere-la-loro-terra-foto/
Gaetano Gaziano, presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento”.
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martedì 24 novembre 2015
LA SICILIA NEGLI ULTIMI POSTI PER PRODUZIONE DI ENERGIA SOLARE. VI DICO IL PERCHE'
In un'analisi di Repubblica di oggi, nelle pagine regionali di Palermo, la Sicilia risulta al quarto posto in Italia per produzione di energia solare, dietro regioni con meno insolazione come la Lombardia e l'Emilia.
In Sicilia ci sono 42 mila impianti fotovoltaici. In Lombardia, con meno della metà di insolazione della Sicilia, ci sono più del doppio di impianti fotovoltaici: 94 mila.
Si chiedono gli analisti del quotidiano fondato da Scalfari: “Nell'isola del sole sconfitta dalla Lombardia è evidente che c'è qualcosa che non torna”. Eccome se torna! Torna sì! E la spiegazione è semplice: ai “lor signori” (i poteri forti) non interessa l'energia solare, ma costruire rigassificatori con il profitto garantito sulle bollette degli italiani anche se non rigassificano un solo metro cubo di gas, e ai “loro servi” ( i nostri politici) sta bene così. Gaetano Gaziano, presidente associazione "Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento"
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lunedì 23 novembre 2015
LAMPEDUSA: LA DIFFICOLTA' DEL CAMBIAMENTO
Come ho precisato nel 2008 alla nascita di questo blog, due sono i miei luoghi del cuore: Agrigento e Lampedusa. In questi anni, però, nel blog si è parlato quasi sempre di Agrigento per via della lotta al rigassificatore che rischia di distruggere, se costruito, la Valle dei Templi- sito Unesco-, luogo di incomparabile bellezza paesaggistica e archeologica e poco di Lampedusa, dove sono nata e dove trascorro l'estate e gran parte dell'autunno, quando, come quest'anno, non è altro che un'estate che stenta a morire.
Su Lampedusa ho scritto molto negli anni passati su “Punta Sottile”, mensile cartaceo fino al 2010 e oggi on line.
Mi sono a suo tempo occupata anche della storia di Lampedusa, pubblicata in 3 puntate:
1^ puntata: http://www.puntasottile.eu/arte%20e%20cultura/3_2006/lampedusa_storia.asp
2^ puntata: http://www.puntasottile.eu/arte%20e%20cultura/4_2006/lampedusa_storia.asp
3^ puntata: http://www.puntasottile.eu/arte%20e%20cultura/5_2006/lampedusa_storia.asp
Mi sono altresì occupata del fenomeno dell'immigrazione: http://www.puntasottile.eu/prima%20pagina/3_2006/immigrazione.asp
Lampedusa, che da molti anni ormai è sotto i riflettori dei media per via del fenomeno dell'immigrazione e degli sbarchi, ha da circa 40 anni il suo core business nel turismo, con presenze rilevanti che ne fanno una località turistica molto importante nella provincia di Agrigento.
Oggi Lampedusa è alla ricerca di un'identità che le permetta di fare scelte coerenti per immaginare un futuro anche per i propri figli e nipoti.
L'immigrazione, che non è certo un fenomeno transitorio né di breve durata, continuerà sicuramente ad interessare Lampedusa, anche se si spera non più in modo così drammatico, come nella primavera del 2011, quando migliaia di giovani tunisini rimasero all'addiaccio per più di un mese a Cavallo bianco, definita collina della vergogna o, come successe il 3 ottobre 2013, quando furono recuperati più di 300 cadaveri di migranti annegati davanti alle coste lampedusane.
Anche perché oggi i flussi migratori stanno battendo altre strade di terra (Europa orientale) e di mare (Turchia e Grecia), attivando una sinergia di interventi di altri paesi europei.
Il turismo rimane fortunatamente ancora oggi l'asse portante dell'economia lampedusana, dal momento che anche quest'estate si sono registrati numeri record di presenze e che tutte le attività sono andate a gonfie vele.
Proprio per questo è arrivato finalmente il momento per la comunità lampedusana di capire cosa intende “fare da grande”, facendo una riflessione seria ed approfondita sullo stato dell'arte. Questa riflessione non può prescindere da un'autocritica che porti finalmente i più a considerare con onestà intellettuale gli errori commessi per ripartire. Spesso noi lampedusani siamo portati a criticare quanti ci amministrano, attribuendo solo alle loro manchevolezze i risultati che non arrivano per i più svariati motivi.
Oggi, che da parte dell'amministrazione si sta cercando di sbrogliare il bandolo della matassa per uscire da situazioni di illegalità incancrenitesi nel tempo, quanti lampedusani sono pronti a voltare pagina, così come avevano mostrato di volere fare eleggendo nella primavera del 2012 la sindaca Giusi Nicolini?
Guardandosi attorno, ciò che salta agli occhi è la caparbietà dei più di volere continuare a fare gli stessi errori, pensando al proprio tornaconto spicciolo a discapito del bene comune.
Se si guarda, ad esempio, ad uno dei mali peggiori di Lampedusa, l'abusivismo edilizio, che negli anni ha compromesso irrimediabilmente il centro storico senza con ciò risparmiare né le coste né l'interno dell'isola, ci si accorge che non esiste la percezione in chi costruisce abusivamente del reato e, oserei dire, del peccato che si compie.
Ciò che preoccupa e inquieta, poi, è il fatto che tale mancanza di consapevolezza e disprezzo per le regole accomuna quasi tutti a prescindere anche dall'età e dalla cultura, non lasciando spazio neanche alla speranza del cambiamento generazionale. In tale contesto riportare la legalità diventa quasi eversivo e suscita spesso reazioni scomposte anche perché gli addetti a far rispettare le regole a volte usano la strategia del laissez faire per comodità, conformismo e altro.
Ho voluto, a mo' di esemplificazione, citare l'illegalità più odiosa, qual è l'abusivismo, che poi porta ad altre illegalità, quali l'affitto in nero o la mancanza di contributi versati all'erario e così via in un'escalation di inadempienze senza fine.
Ecco, penso che sia arrivato il momento, per noi lampedusani, di fare una riflessione sulle nostre manchevolezze di cittadini che rischiano di compromettere per sempre lo sviluppo ordinato del nostro territorio che abbiamo avuto in eredità dai nostri padri non per dissiparlo, ma per lasciarlo in eredità ai nostri figli e nipoti.
Caterina Busetta .
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domenica 22 novembre 2015
Rigassificatore nella Valle dei Templi: disastro ambientale e "disastro culturale"
Ha fatto scalpore il recente fatto di cronaca del furto al museo civico di Castelvecchio di Verona di 17 tele che raffigurano alcuni autentici capolavori dell'arte universale, dal Mategna a Pisanello dal Tintoretto a Rubens e altri ancora.
E' stato correttamente osservato che per la tutela dal patrimonio artistico non esistono norme speciali: per chi ruba un Mantegna è prevista la stessa pena per chi ruba una bicicletta. A tal proposito il magistrato Paolo Maddalena suggerì, in passato, la creazione del reato di “disastro culturale”, alla stregua del reato disastro ambientale, contemplato nel codice dei beni culturali.
Intanto il mondo della cultura, quella dei talk show e quella dei salotti, tace sul tentativo di “disastro culturale” operato con la progettazione di un rigassificatore da 8 miliardi di mc. al confine della Valle dei Templi di Agrigento, sito Unesco.
Se questo “reato” non è stato consumato non lo si deve alla cosiddetta cultura istituzionale (del ministero e della soprintendenza ai bb.cc.) che anzi ha avallato con i propri indecorosi nulla osta la costruzione di un ecomostro in zona archeologica, lo si deve a qualche coraggioso donchisciotte agrigentino che ha messo il proprio impegno e le proprie risorse per fare i ricorsi giurisdizionali che hanno sospeso i lavori del rigassificatore, ma non li hanno bloccati.
Per quanto riguarda maîtres à penser di casa nostra: silenzio tombale. Mutu cu sapi 'u iocu, diciamo in Sicilia. C'era stata per la verità qualche timida presa di posizione contraria da parte del cosiddetto mondo della cultura e dell'ambientalismo, quello con l'aureola, subito rientrata: folgorazione sulla strada del rigassificatore! Del resto Enel, che dovrebbe costruire il rigassificatore al confine del parco archeologico di Agrigento, è specialista in “folgorazioni”, come si sa.
Questo non è il primo tentativo di “disastro culturale” perpetrato in danno della Valle dei Templi di Agrigento. Già negli anni Cinquanta fu predisposto il progetto di costruire i capannoni della Fiat sotto il tempio della Concordia, quelli che saranno costruiti poi nella piana di Termini Imerese, anch'essa ricca di storia e di archeologia, oggi trasformata in cimitero industriale.
Quell'ignobile tentativo di aggressione alla Valle dei Templi fu sventato da Pietro Griffo, il soprintendente (con gli attributi) ai bb.cc. di Agrigento del tempo. Questo episodio ho raccontato nel mio libro “La Valle dei Templi 'cancellata' per decreto-Otto anni di lotta all'arroganza dei poteri forti” e l'ho ricordato in una mia relazione tenuta nell'aula magna del rettorato dell'Università di Palermo, ubicati negli splendidi locali dello Steri Chiaramonte, nel contesto di un convegno sulla tutela dei beni culturali. Il testo della relazione può essere letto nel mio blog. Questo il link http://busetta.blogspot.it/2013/12/mia-relazione-su-il-paesaggio-della.html
La proposta della creazione del reato di “disastro culturale” è interessante ma poi chi lo applica, se il fattaccio viene commesso dalle cosiddette istituzioni culturali ufficiali nel silenzio degli intellettuali salonniers?
Gaetano Gaziano
presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento”
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