venerdì 12 agosto 2016

UN'IDEA SEMPLICE PER MIGLIORARE IL MONDO: ORGANIZZARE LE PROSSIME OLIMPIADI IN CENTRO AFRICA

Sembra un progetto irrealizzabile ma non è così. I paesi del mondo cosiddetto civile hanno sfruttato per secoli e secoli le ricchezze dell'Africa, lasciando loro solo miseria, fame, malattie e guerre civili. E' giunto il tempo di invertire la tendenza. Ecco il progetto. Oggi a volere le Olimpiadi nei paesi ricchi sono i cacciatori di affari per le ghiotte opportunità di cementificare e speculare e il Califfato dell'Isis per le ghiotte opportunità di compiere stragi con grandi numeri di vittime. Scelga, invece, l'Onu uno o più paesi poveri del centro Africa e vi programmi le prossime Olimpiadi. Organizzando tutto: dalla costruzione delle infrastrutture indispensabili (strade, ferrovie, aeroporti, acquedotti, villaggi olimpici, stadi) all'organizzazione dei giochi con la collaborazione delle federazioni dei singoli paesi. Così questi paesi poveri, spesso in guerra tra di loro e alle prese con sanguinose faide tribali, cesseranno le ostilità per l'arrivo di miliardi e miliardi di dollari necessari all'evento. In questo modo si invertirebbero anche i flussi migratori attratti dalla enorme richiesta di mano d'opera verso quelle zone destinate ad ospitare i giochi. A fermare le guerre e i flussi migratori non sono i moniti, le promesse, le minacce o alzando muri ma i massicci investimenti che danno ricchezza diffusa per molti e grandi possibilità di occupazione. A fine Olimpiade le strutture realizzate resteranno a beneficio di questi paesi in termini di viabilità, trasporti, elettricità, acqua, eccetera e gli stadi serviranno ad ospitare successive iniziative sportive tra le popolazioni africane. L'idea sembra assurda, ma anche l'idea dell'Europa unita concepita, in piena seconda guerra mondiale, da quei visionari di Ventotene dove si trovavano al confino politico come Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, autori del documento “Per un'Europa libera e unita”, sembrò enormemente assurda. Oggi l'Europa unita è una realtà, pur con tutti i suoi acciacchi. Dal 1945 non ci sono più guerre e il vero pericolo è costituito dal terrorismo. La realizzazione di un'Olimpiade in centro Africa, anche se non basterà ad eliminare il terrorismo, un contributo potrà certamente darlo.Gaetano Gaziano. Continua a leggere...

lunedì 18 luglio 2016

PERCHE' VOTERO' "NO" ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE RENZI-BOSCHI-VERDINI

Quella di Renzi-Boschi-Verdini è una riforma pasticciata e peggiora la vita istituzionale del Paese piuttosto che migliorarla (che poi dovrebbe essere lo scopo principale della riforma). Qualcuno (leggi Cacciari ed altri) ammette che la riforma non va bene per molti aspetti, ma voterà “Sì”, perché è meglio di niente. Ma che ragionamento è? Che vuol dire “meglio di niente”? La Costituzione vigente sarebbe niente? Se lo chiede uno che di diritto costituzionale s'intende. Mi sono laureato, infatti, con tesi in diritto costituzionale presso l'Università di Palermo e il mio professore è stato Franco Restivo, illustre costituzionalista, eletto all'Assemblea Costituente, che oggi si rivolta sicuramente nella tomba a leggere questa presunta riforma. E siccome mi piace fondare il mio “No” su argomenti sostanziali e non sull'aspetto collaterale di mandare a casa Renzi e la Boschi (che poi non sarebbe un guaio per gli italiani,anzi), comincio con l'argomento principe della riforma: l'abolizione del Senato (tornerò in seguito sugli altri argomenti, di tempo ne abbiamo fino a novembre). Questa è una bella bufala: il Senato non viene abolito ma solo ridotto nel numero dei suoi componenti. Da 315 passerebbe a 100 senatori. Non eletti ma nominati dai consigli regionali in contrasto con il principio fondamentale che “la sovranità appartiene al popolo”. Inoltre c'è pure una palese contraddizione tra il 2° comma del nuovo art. 55 che prevede che “Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere…..” quindi anche del Senato e il 2° comma del nuovo art. 57 che prevede che “I consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano eleggono, con metodo tradizionale, i senatori tra i propri componenti...”. Ma è impropria in questo caso l'espressione “eleggono”, avrebbero dovuto scrivere “nominano”. Delle due una: o i cosiddetti riformatori non conoscono la lingua italiana o imbrogliano. Propendo per la seconda ipotesi. E poi che ci stanno a fare in questo Senato, che doverebbe essere espressione delle realtà regionali, i senatori nominati dal Presidente della Repubblica e, soprattutto, i senatori a vita oggi in carica? Che ci azzeccano? E' stato un regalo a Giorgio Napolitano, “padre nobile” di questa riforma? Non se ne può fare proprio a meno? Un'altra chicca di questa riforma è quella di attribuire al Senato, proiezione delle Regioni, competenze in materie europee. Sarebbe come affidare la politica estera ai sindaci. Geniale. La verità è che se una riforma doveva essere fatta doveva prevedere, secondo l'opinione dei più, e tra questi anche illustri costituzionalisti, il dimezzamento dei parlamentari (deputati e senatori), il dimezzamento delle relative indennità e l'abolizione dei vitalizi. Per fortuna il popolo italiano ha ancora la grande opportunità di bocciare in autunno la rifoma Renzi-Boschi-Verdini. Gaetano Gaziano. Continua a leggere...

lunedì 30 maggio 2016

Appello al Governo Renzi per salvare la Cattedrale di Agrigento

Abbiamo accolto volentieri l'invito ad inviare all'indirizzo di posta elettronica bellezza@governo.it una mail per salvare la cattedrale San Gerlando di Agrigento. Ecco il testo che chiediamo ai lettori del nostro sito e ai nostri amici di Fb di rilanciare: "Chiediamo al Governo Renzi di inserire tra le opere da salvare la Cattedrale di Agrigento,che rappresenta una delle più alte testimonianze dell'architettura normanno-chiaramontana del Mezzogiorno d'Italia. Costruita a partire dal 1088, dopo la riconquista della Sicilia, occupata dagli Arabi, effettuata da Ruggero il Normanno nel 1087. La storica decisione della costruzione venne presa da Gerlando di Besançon, cugino di Ruggero, nominato vescovo di Agrigento dopo la riconquista. La cattedrale, che all'origine fu dedicata alla Madonna Assunta, dal 1244 venne intitolata a Gerlando che, nel frattempo, era stato nominato santo e che oggi rappresenta il patrono di Agrigento. L'importante sito è chiuso al culto e alla fruizione turistica da 5 anni per frana". Gaetano Gaziano presidente associazione "Salviamo la Valle dei templi di Agrigento". Continua a leggere...

venerdì 20 maggio 2016

“COLPIRE DURO CHI SI OPPONE AI CAMBIAMENTI” (Lettera aperta a Francesco Starace, a.d. di Enel)

Colpire duro chi si oppone ai cambiamenti”. Questa rivoluzionaria teoria economica è stata enunciata non da un economista radicale di sinistra, ma da Francesco Starace, amministratore delegato di Enel (nella foto), di fronte ad un autorevole uditorio di docenti e studenti dell'Università Luiss. Tanto che si parla di “dottrina economica Starace” (vedi La Repubblica di oggi, pag.38). Tutto ciò gli fa onore e, considerato che non è un mistero che l'a.d. di Enel da tempo privilegia le fonti di energia rinnovabili alle fossili, se ne ricava l'immagine di un economista attento ai cambiamenti e, soprattutto, sensibile ai problemi dell'ambiente nel rispetto della coraggiosa enciclica di Papa Francesco “Laudato si'”. Queste considerazioni per dire che il “nuovo corso” del management di Enel (se di vero nuovo corso si tratta) ci fa ben sperare che finalmente si decidano ad annunciare ufficialmente che Enel rinuncia all'indecoroso progetto di un rigassificatore da 8 miliardi di mc. nella buffer zone (zona di rispetto) della Valle dei Templi di Agrigento. Conviene ad Enel, nel cui proprio Codice Etico sta scritto: “Per la nostra azienda la reputazione è il principale valore materiale essenziale”, e converrebbe, soprattutto, al Mondo della Cultura, di cui la Valle dei Templi rappresenta un bene artistico di enorme valenza, tanto da essere stata inserita nella World Heritage List dell'Unesco nel 1997, ed essere stata addirittura insignita della Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale (Devu) sempre dall'Unesco nel settembre del 2015. Nel corso dei nove anni di lotta all'indecoroso progetto ho inviato diverse lettere aperte agli amministratori delegati di Enel (compreso l'ultimo arrivato Starace), perché facessero il doveroso passo indietro. Fino ad oggi non ho ricevuto risposta. Ma non mi arrendo! Gli invio questa nuova lettera aperta, alla luce del “nuovo corso” di Enel, se di nuovo corso si tratta veramente e non, come al solito, di belle intenzioni. Magari chissà…. Gaetano Gaziano, presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigentoo”. Continua a leggere...

mercoledì 20 aprile 2016

IL MONACO ROMITO DI LAMPEDUSA ESEMPIO ANTE LITTERAM DI MULTICULTURALISMO

Una leggenda vuole che un monaco eremita soggiornasse nella grotta, oggi dedicata al santuario della Madonna di Portosalvo di Lampedusa, che nel periodo delle incursioni piratesche si approntava ad esporre la croce o la mezzaluna a seconda che i visitatori fossero di religione cristiana o musulmana. Leggenda che, comunque, avrebbe anche un fondamento storico, tanto che il naturalista Gussone, che visitò l'isola nel 1828, così descrive questa emblematica figura: “Nel tempo che i nostri mari erano infestati dai legni barbareschi, risiedeva un eremita nella cennata cappella (quella della Madonna), al cui fianco trovasi il sepolcro di un Marabutto. L'eremita suddetto si accomadava a venerare la croce o la mezzaluna, secondo la diversa religione delle persone che vi approdavano. Da ciò il comune detto in Sicilia il romito di Lampedusa per dinotare una persona di doppia fede”. L'eremita di Lampedusa: esempio di furbizia o di vigliaccheria? Né l'una né l'altra cosa. Lo ritengo, piuttosto, un pragmatico tentativo di multiculturalismo ante litteram, di incontro non traumatico di religioni. Se le diverse fedi religiose avessero seguito nella storia l'esempio del simpatico eremita di Lampedusa, molte guerre di religione non sarebbero mai state combattute. Gaetano Gaziano. Continua a leggere...

lunedì 18 aprile 2016

NOI SEDICI MILIONI DI GUFI CONTRO LE TRIVELLE

Il referendum del 17 aprile ha sancito che in Italia ci sono (rectius ci siamo) 16 milioni di gufi che sono contro le lobby delle trivelle e dei politici loro fiancheggiatori ma ciò non è bastato a far vincere il referendum indetto per impedire la proroga sine die delle concessioni alle “sorelle” del petrolio. Renzi dice che siamo stati sconfitti. Vi sembra una sconfitta scoprire che in Italia c'è un popolo di sedici milioni di cittadini con sensibilità ambientalista? A me non pare. E' con questo popolo che dovrà confrontarsi Renzi per le future scelte energetiche del nostro Paese, che devono necessariamente indirizzarsi verso le fonti rinnovabili. La favoletta dei posti di lavoro non regge più. Diceva Abramo Lincoln: “Potrete ingannare tutti per un po'. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre”. Ecco quei 16 milioni di italiani, caro Renzi, non l'inganni più. Chiamaci pure gufi, non ci offendiamo, considerato che dalla nostra parte si è schierato pure Papa Francesco con la sua enciclica Laudato sii. E' un gufo anche lui? Gaetano Gaziano, presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento. Continua a leggere...

venerdì 15 aprile 2016

TRIVELLE: IL QUORUM SI RAGGIUNGE!!!

Coraggio ragazzi: al referendum contro le trivelle il quorum sarà certamente raggiunto. Non lo dico in base a sondaggi che non ho, ma in base ad una certezza: fare scendere in campo il matusa Napolitano per invitare a disertare le urne vuol dire una cosa sola: Renzi ha consapevolezza, in base a propri sondaggi, che il quorum verrà raggiunto. Se Napolitano, che cinque anni fa, da presidente, sosteneva che votare ai referendum è un dovere, oggi invita invece gli elettori ad astenersi, senza tema di essere tacciato di grande incoerenza, ha una sola motivazione: paura di raggiungere il quorum e vedere tramontare la stella del proprio pupillo Matteo che ha creato dal nulla e che al nulla ritornerà. Se prevarranno i “Sì” contro le trivelle, a favore delle quali sta lavorando alacremente la “ditta” Napolitano-Renzi-Prodi-Bersani vuol dire basta ai favori a petrolieri ma, soprattutto, mandare a casa i politici fiancheggiatori delle lobby Gaetano Gaziano presidente associazione "Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento. Continua a leggere...