giovedì 14 agosto 2008

Il balletto di Roberto Bolle specchietto per allocchi...

"Timeo Danaos et dona ferentes": questo il grido di allarme che il troiano Laocoonte urlò ai suoi sprovveduti concittadini che accettarono il dono del cavallo di Troia. La storia si ripete.
Premetto che ritengo (e non sono il solo ovviamente) Roberto Bolle uno dei più grandi ballerini classici viventi e sicuramente il ballerino italiano più famoso di tutti i tempi. La tradizione del balletto ci parla di grandi ballerine italiane etoiles dell'Ottocento e di oggi che vanno (solo per citarne alcune) sotto il nome di Carlotta Grisi e di Carla Fracci che, a sessant'anni, calca ancora le scene dei teatri classici più famosi del mondo. Bolle è il primo ballerino italiano di sempre che va ad affiancare i grandi ballerini della scuola russa da Nijinski, che fece la fortuna dei Balletti di Diaghilev, fino ad arrivare a Nureiev e a Barishinikov.
Frequento teatri di opera lirica e di balletti da quando ero ragazzo e ancora oggi (dopo sessant'anni) il balletto classico come il melodramma riescono a darmi profonde emozioni. Certo, sono un patetico pensionato che crede ancora nei valori della Cultura e ci crede veramente.
Molto più pragmaticamente c'è chi, della Cultura, si fa paravento o foglia di fico per addolcire o mascherare operazioni affaristico-commerciali che con la Cultura non hanno niente da spartire.
Se provate a scorrere l'elenco degli organizzatori e degli sponsor che ci propongono oggi lo spettacolo di Roberto Bolle nella Valle dei Templi, troverete gli stessi personaggi che la Valle vogliono irrimediabilmente deturpare e profanare. L'Enel, primo sponsor, che intende costruire un rigassificatore da 8 miliardi di metri cubi a ridosso della Valle, non vuole prendere in considerazione neppure l'ipotesi di costruirlo off-shore, come li stanno programmando a Livorno e a Rovigo: deve essere costruito sotto la Valle dei Templi e che nessuno protesti!
Lo spettacolo di Bolle ci ricorda tanto gli specchietti con cui Colombo barattò l'oro e i diamanti dei nativi americani e a coloro, che scoperto il trucco si ribellarono, diedero una più drastica alternativa: la spada!
Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente nazionale Fai che organizza lo spettacolo, è colei che, stimolata da noi, scrisse una lettera aperta a Totò Cuffaro, chiedendogli di fare un gesto d'amore verso la propria città, peccato che solo pochi mesi dopo abbia fatto "un allargamento della riflessione" o,come percepito dagli agrigentini, una clamorosa marcia indietro. Se andate a guardare nel sito del Fai, troverete l'Enel tra i suoi sponsor e, si sa, l'Enel è specialista in “folgorazioni”.
Come “folgorato” sulla via del rigassificatore è stato certamente quel Gianni Puglisi, presidente della Fondazione del Banco di Sicilia, uno degli altri sponsor dello spettacolo, che, quasi obbligato dal suo ruolo istituzionale di capo della delegazione italiana Unesco, scrisse un'analoga lettera a Cuffaro, paventando la cancellazione della Valle dalla World Heritage List dell'Unesco, per rimangiarsela a sua volta, affermando che “grazie a Dio” il rigassificatore non costituisce un problema per il mantenimento della Valle nella lista del patrimonio dell'umanità.
E ancora: fa parte del comitato organizzatore dello spettacolo quel Mario Ciancio Sanfilippo, editore del giornale “La Sicilia”, la cui pattuglia di “giornalisti” della redazione di Agrigento da più di un anno ci bombarda con argomenti a favore del rigassificatore, individuando, anzi, nella Valle un freno allo sviluppo del nostro territorio, facendo così eco a quei costruttori che, negli anni Settanta, proposero di abbattere i Templi con le ruspe per costruirvi grattacieli. Allora sorridemmo, oggi c'è poco da sorridere, anche perché i poteri forti hanno “convincenti” argomenti per fare rientrare le proteste e, in cambio, paludano i progetti indecorosi contrastanti con il nostro patrimonio archeologico sotto la veste accattivante della Cultura, come il balletto classico.
Emblematicamente questo gala è stato intitolato "Roberto Bolle and his friends". Non so se Bolle sia consapevole da quali "amici" sarà attorniato nella Valle dei Templi il 13 settembre.
Certamente, oltre ai predetti "amici", penso saranno presenti i protagonisti della nostra vita politica che hanno fortemente voluto il rigassificatore, come Cuffaro e Capodicasa, con il codazzo dei politici minori, ma ugualmente responsabili del progetto di conversione industriale della Valle dei Templi, come il sindaco di Porto Empedocle. Penso che ci sarà anche il nostro ministro guardasigilli, Angelino Alfano, con il seguito dei soliti cortigiani, che una parola sul rigassificatore non ha voluto spendere. Insomma, una bella cerchia di "amici".
In un'Italia fatta di “furbetti del quartierino”, di capitalisti impresentabili, di politici (di destra e di sinistra) che propugnano l'ambientalismo del fare (o meglio degli affari), di parlamentari siciliani “ascari”, proni agli interessi dei poteri forti, c'è fortunatamente ancora chi si ostina a credere nei valori autentici della Cultura, gridando "via i mercanti dal tempio (della Concordia)" e respingendo al mittente gli specchietti per allocchi.
Gaetano Gaziano
tanogaziano@yahoo.it

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Gaetano,
Complimenti!. Spero che il tuo articolo provochi, a tutti quelli che lo leggono, lo stesso senso di rabbia che ho provato io, e la stessa voglia di non accettare passivamente tutti i sorprusi che quasi ogni giorno ci tocca sopportare; anche se,purtroppo, la maggioranza degli Italiani sembra ormai ripiegata su se stessa, e che l’opinione e la coscienza pubblica siano ormai sparite. Roberto Bolle sembra una persona sensibile; probabilmente non conosce abbastanza la vera situazione della Valle dei Templi. Poterbbe essere una buona idea inviargli il suo articolo; almeno, dato che per contratto non potrà cancellare la “Gala Roberto Bolle & Friends, potrebbe sentirsi un pò colpevole nell’ apprendere da che tipi di “friends” sarà circondato ad Agrigento. Potrai inviarlo a: management@robertobolle.com
From New Zealand with rage

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

Caro Maori, ti ringrazio intanto per i complimenti: ti fanno capire che in questa lotta non sei solo.
Intanto ho provveduto ad eliminare il tuo secondo commento che, essendo identico al primo, penso sia dovuto a qualche errore di click (una volta si chiamavano "error calamaio").
Ho seguito immediatamente il tuo consiglio, inviando una mail a Roberto Bolle, mettendolo in guardia di come certi spregiudicati "signori" del business stanno tentando di strumentalizzare il suo nome. Attendo risposte.
Grazie e ciao, Gaetano Gaziano

Anonimo ha detto...

Caro Papà-Maori, penso proprio che, se Roberto Bolle si guarderà bene attorno il 13 settembre nella valle dei templi, più che amici si troverà vicino una numerosissima schiera di "compagni di merende"...

Anonimo ha detto...

Caro Maorinho, sei geniale.
Sono sicuro che ti riferisci alla commedia comico brillante intitolata appunto “ Compagni di merenda”, presentata il mese scorso al Teatro dei Templi di Paestum. Non credo che avevi in mente gli amici di Pacciani: a quelli le coppiette infrattate non piacevano tanto, mentre i nuovi Santi gli accoppiamenti li cercano, e come…..Sembra che questi compagni abbiano una predilezione speciale per i Templi; perchė non farli recitare anche nella Valle di Agrigento?. Immagina la locandina: “ Fai-Enel presentano: “Compagni di merenda” di S. Cuffaro, con G.M.M. Crespi, G. Puglisi, M.C. Sanfilippo; regia di A. Capodicasa, mimica di A. Alfano, e con la partecipazione speciale di Roberto Bolle che danzerà, in background, “la morte del cigno””. Così si ammazzano tutti e non ne parliamo più. Se ricordo bene tu hai dei contatti influenti tra gli organizzatori delle gale ed altri eventi culturali nella Valle dei Templi. Prova a convincerli.