martedì 24 giugno 2008

Destra forte e sinistra evaporata

Dopo le tornate elettorali di aprile e giugno le urne elettorali hanno consegnato alla storia del nostro Paese un risultato esaltante per il centro destra e impietoso per il centro sinistra. Cosa dobbiamo aspettarci noi agrigentini da questo risultato? Non è facile fare previsioni. Dalla circostanza eccezionale che alla guida del Paese, della Regione siciliana e della nostra Provincia si siano saldamente insediate contemporaneamente coalizioni di centro destra ci sarebbe da attendersi grandi cose. Ma non è cosi o, almeno, non è così semplice. Per i prossimi cinque anni sono attese per la nostra terra decisioni politiche importantissime, in qualche caso addirittura drammatiche e irreversibili. Nella passata legislatura, il governo regionale guidato da Totò Cuffaro ha programmato la realizzazione di una mega discarica ad Aragona, un termovalorizzarote (o inceneritore) a Casteletermini e un rigassificatore a Porto Empedocle. Come dire: Agrigento pattumiera d'Italia!
Questo programma, come si sa, ha trovato valida sponda nell'ambientalismo del fare (o degli affari) di D'Alema, Bersani e Consorte e, a casa nostra, in Capodicasa e nei sindacati (almeno per quanto riguarda il rigassificatore).
Molto dipenderà dal fatto se queste scelte dissennate verranno confermate dagli attuali governi.
Per la verità dalle dichiarazioni programmatiche del governatore Lombardo, che pure si è occupato di energia, sembra essere sparita l'idea di costruire 2 rigassificatori in Sicilia, mentre si dovrà procedere a nuove gare di appalto per i termovalorizzatori (o inceneritori), in quanto le precedenti sono state annullate dalla UE.
Nel governo regionale sono presenti tra l'altro tre agrigentini, come del resto abbiamo un valido esponente nel governo nazionale, che (si spera) sapranno fare la voce grossa quando saranno fatte scelte contro gli interessi non solo di Agrigento ma dell'intera Sicilia: si ricorda infatti che noi esportiamo la gran parte dell'energia che produciamo. Alfano, Cimino, Di Mauro e Gentile hanno tutto l'interesse (suppongo) di non passare alla Storia come ascari ma come difensori degli interessi della nostra terra. Penso abbiano capito che è non più il tempo di accettare supinamente decisioni che vengono prese in altre sedi, governo nazionale o Confindustria che siano.
E poi fa sorridere l'affermazione che queste strutture porterebbero occupazione dalle nostre parti. Abbracciare oggi la vocazione industriale (e che tipo di industria!) sarebbe criminale e antistorico. Proprio in questi giorni, infatti, il prof. Giorgio Ruffolo, il padre della programmazione economica degli anni Sessanta, dalle pagine regionali di Repubblica, ha affermato che puntare in Sicilia alla chimica è stato un errore. “In Sicilia sono stati creati tre o quattro poli chimici che hanno causato una dispersione di risorse, impianti che oltre a causare dissesti ambientali non hanno portato occupazione” ammette amaramente il professor Ruffolo. E pensare che oggi, nel 2008, qualcuno ci propone l'industria del gas e magari del nucleare e qualche ascaro di casa nostra corre pure ad applaudire.
Se la destra in Sicilia (come in Italia) è forte, l'opposizione si è squagliata come neve al sole, per così dire: evaporata!
Sono questi i giorni del redde rationem in casa del Partito democratico: ci si interroga sulle cause del disastro elettorale. Si chiede la testa (giustamente) degli attuali dirigenti regionali. Debbo dire che il più lucido di tutti, nell'analisi della disfatta, è stato Vladimiro Crisafulli nei confronti del quale in passato non sono stato molto tenero. Ha affermato senza mezzi termini “Il Pd siciliano dovrà avere un rapporto paritario con Roma: nessuna subordinazione. Dovremo pianificare qui le scelte per il nostro territorio” (La Repubblica- pagine regionali- del 19 giugno).
Ha sentito, on. Capodicasa? Non è più il tempo di chinare la schiena di fronte ai diktat di D'Alema, Bersani e Consorte! Abbandonate la svolta affaristica, tornate alle vostre radici! Non c'è molto da analizzare per capire le motivazioni della cocente sconfitta. Basta una sola considerazione: l'elettore piuttosto che votare per una copia sbiadita del partito di Berlusconi preferisce votare per l'originale.
E' l'ora per il Pd siciliano,se vuole avere un ruolo in futuro, di adottare una nuova strategia politico-economica non più subordinata agli interessi del Nord e di Confindustria.
E, poi, come avrebbe potuto vincere il Pd con uno stratega elettorale dalla incerta storia politica, come il Bettini del loft di Veltroni, che ha mandato in Parlamento un nugolo di famigli e portaborse?
Gaetano Gaziano

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Dopo Crisafulli, anche il dirigente regionale del Pd siciliano e capogruppo all'Ars, Antonello Cracolici, ha ribadito che bisogna avere un rapporto di indipendenza con il Pd nazionale, pensare ad una forma di Pd siciliano federato a quello romano, ma che prenda qui da noi le scelte che riguardano la nostra terra. Quando si deciderà Angelo Capodicasa a fare dichiarazioni altrettanto coraggiose?

mari ha detto...

Caro Gaetano,
Quello che piu’ colpisce leggendo le sue osservazioni e’ la domanda: “cosa dobbiamo aspettarci noi Agrigentini da questo risultato?”. Chi, oltre ad Agrigento, ha affidato le sorti della Sicilia intera alla destra, dovrebbe rispondere: “quello che ci hanno promesso”. Prima e mentre si votava per le regionali, la diarrea verbale di Berlusconi, con il solito refrain “io vi daro’ di piu’, sempre di piu’”, sembrava aver perso lo stimolo; Tremonti aveva gia’ esaurito il suo colbertismo astratto, con provvedimenti di apparenza piu’ che di sostanza, giocando con Robin Hood e rifugiandosi dietro la crisi “subprime” come aveva fatto con le torri gemelle. Maroni era gia pronto con il suo decreto sicurezza. Se poi il Pdl si era dimenticato dell’aumento delle pensioni e dei salari, se Brunetta minacciava i “fannulloni pubblici”, si deve dedurre che i pensionati ed i lavoratori Siciliani non hanno bisogno di aiuti finanziari, e che di “fannulloni pubblici” in Sicilia proprio non esistono, essendo quasi tutti dipendenti privati. E l’Alitalia?: eccuminghia e’!!. Che cosa allora, quali promesse avranno spinto i Siciliani a votare in massa per la destra?. Piu’ acqua?, migliore sanita’?, lotta alla mafia?, piu’ occupazione?…..Non ho sentito ne letto dichiarazioni del genere, ma posso sbagliarmi. Credo comunque che i Siciliani dovrebbero essere gia’ vaccinati contro bufale del genere. Cosa in realta’ prometteva la destra, e Berlusconi in particolare, durante le elezioni regionali?, quale era il tormentone giornaliero di giornali e telegiornali di quei giorni?. Se ricordo bene altro non era che la legge salva-premier con l’abolizione di centinaia di migliaia di processi (inclusi quelli a tanti mafiosi); con un attacco violento all’imparzialita’ e all’indipendenza della magistratura che poneva l’Italia allo stesso livello dello Zimbabwe, con Angelino volato via con i suoi sigilli, con una opposizione che, come dice Di Pietro, fa da ruota di scorta a Silvio, quello che, come Mugabe, ”meno male” c’e’. Ed ecco che nasce spontaneo un sospetto, forse infondato ma plausibile. Ecco la ragione di tanti voti. O sara’ stato il ponte sullo stretto…….?

Maori ha detto...

No confusion please. Mugabe e' stato sempre Mugabe e per questo sempre piu' odiato. Silvio e' stato sempre Silvio e per questo sempre piu' amato, in modo particolare dai Si-culi.

Anonimo ha detto...

E' questo il guaio che i Si-culi si innamorano sempre delle persone sbagliate...

Associazione "Città Antica", Napoli ha detto...

Caro Gaetano, seguiamo attentamente il vostro blog. Capisco quanto sia difficile combattere per la tutela della nostra storia. Se da voi l'opposizione è evaporata dalle nostre parti è diventata unica cosa con la maggioranza. La nostra splendida Napoli è ormai completamente rovinata oltre che dal malgoverno e dai rifiuti da una profonda depressione che ha preso tutti coloro che non si rassegnano al degrado nel quale viviamo. Incredibili le dichiarazioni della Crespi! Bisogerebbe renderle pubbliche e se confermate chiedere di rimettere le tessere del FAI a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro patrimonio millenario. Noi per il momento non ci siamo arresi e speriamo che l'UNESCO (i suoi rappresentanti internazionali)possano aiutarci a spingere il governo a intervenire sulle istituzioni locali per la tutela e la valorizzazione del nostro centro storico unico.
Cordialità e buon lavoro.