sabato 8 novembre 2008

Cancellata la Valle dei Templi per decreto ministeriale


La Valle dei Templi di Agrigento è stata cancellata dal ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo e per di più in concerto con quel ministro che dovrebbe tutelarla, cioè il ministro ai beni culturali Sandro Bondi. E non è una boutade o un'espressione per metafora: la Valle è stata cancellata veramente in senso letterale e giuridico. Infatti sulla Gazzetta Ufficiale del 24 ottobre è stato pubblicato il decreto ministeriale che rilascia la VIA (valutazione di impatto ambientale) sul rigassificatore a Porto Empedocle sotto la casa natale di Luigi Pirandello e a ridosso della Valle dei Templi di Agrigento. E dato che i manager dell'Enel e i “solerti” funzionari della Sovrintendenza di Agrigento, che sostenevano la compatibilità dell'impianto con il paesaggio della Valle dei Templi, erano stati vivacemente contestati su questo punto nelle pubbliche conferenze di dibattito, allora l'ineffabile Prestigiacomo e il pio Bondi, con una trovata geniale, l'hanno cancellata dal testo del decreto, in cui si afferma letteralmente che il rigassificatore può essere realizzato perché “il progetto non incide su zone speciali di conservazione tutelate a livello comunitario, cosiddetti siti sic (siti di interesse comunitario)"-pag.4 del decreto-. Hanno ragione: infatti la Valle dei Templi non è un sito di interesse comunitario ma di interesse mondiale, in quanto sito UNESCO, e come tale non suscettibile di tutela...
La “svista” dei due disinvolti ministri è stata provvidenziale in quanto ha provocato una tale e inaspettata indignazione negli agrigentini che la legittima reazione non si è fatta attendere. Hanno già deciso di impugnare al Tar l'indecoroso decreto l'Ente Parco Archeologico Valle dei Templi e il Sindaco di Agrigento, mentre hanno già preannunciato ricorso Legambiente, il consorzio turistico Valle dei Templi e l'associazione degli albergatori agrigentini.
Anche l'associazione di giovani “Il Tamburino” farà ricorso, dando una palese dimostrazione di essere molto interessata alle sorti del loro territorio, smentendo clamorosamente l'opinione che vuole i giovani disillusi e scettici. Il loro annuncio è stato dato nel contesto della presentazione del libro “Roba Nostra” di Carlo Vulpio, l'inviato del Corriere della Sera, che proprio all'intrigo del gas nella Valle ha dedicato un capitolo dall'eloquente titolo “Le mani sul patrimonio dell'umanità”. La presentazione è stata curata dalla libreria Capalunga di Agrigento del dinamico Amedeo Bruccoleri che sta svolgendo, soprattuto tra i giovani, quella funzione di “comitato di salute culturale” a cui faceva cenno lo scrittore Salvatore Perriera nel contesto dell'interessantissimo dibattito che si va sviluppando in questo periodo sulle pagine regionali di Repubblica, a cui anch'io ho dato il mio piccolo contributo, sostenendo che abbiamo bisogno non solo della voce ma anche della passione civile degli intellettuali che faccia da ago di orientamento alla sopita coscienza collettiva. L'esempio di questi giovani è davvero confortante perché non si scoraggiano neppure di fronte alle difficoltà finanziare (i ricorsi al Tar costano e bisognerà contrastare con gli azzimati e celebrati legali della multinazionale dell'energia). Ci autotasseremo e, se occorre, ci autofinzieremo, dicono, con iniziative anche di piazza: mostre di pittura, concerti, recite, eccetera (molti di loro sono infatti giovani artisti). Si mettano l'animo in pace i politici (di destra e di sinistra) “amici” del rigassificatore che per anni hanno fatto affidamento sulla sonnolenza degli agrigentini. La città è viva e sveglia e lo sta dimostrando.
Gaetano Gaziano
tanogaziano@yahoo.it

20 commenti:

Anonimo ha detto...

Per il momento godetevi questo su: www.aleksfalco
.org/site/2008/10/20/berlusconi-e-prestigiacomo-crimine-contro-lumanita/
Poi ci risentiamo

Anonimo ha detto...

ERRATA CORRIGE.
L'indirizzo del sito che avevo inviato non e' completo.
E' piu' facile andare su:
www.aleksfalcone.org
Sotto "Tags", cliccare su Berlusconi. Potrete leggere un articolo intitolato: Berlusconi e Prestigiacomo: crimini contro l'umanita'

Anonimo ha detto...

Sono senza parole....ma ho un chiodo fisso: come possiamo rimandare a casa loro questi INCOMPETENTI?

Piero - BS

Anonimo ha detto...

interessante! quale "esperto" in materia non esprimo un giudizio sul merito della VIA perchè non conosco i dati tecnici che hanno condotto a tale decisione. quale cittadino, chiedo, quale altro sviluppo volete per la vostra area ?
cordiali saluti e buon lavoro
paolo

Anonimo ha detto...

notizie come queste mettono davvero rabbia. soprattutto quando si vede che a deturpare i beni più preziosi che abbiamo sono le istituzioni che dovrebbero tutelarli. spero che questo crimine contro il territorio venga fermato.
michele m.

Anonimo ha detto...

Visco può avere la sua Casa abusiva nella valle dei templi, il rigassificatore no?
perchè dall'eni prendete poche tangenti? perchè vi fanno lavorare e voi volete solo essere mantenuti dall'ente turismo che vi da soldi, poi voi guadagnate e ve li tenete evadendo il 100% di tasse. siete senza faccia, fate schifo!

Anonimo ha detto...

Agrigentini,ribellatevi a questo dannoso progetto! Alle prossime elezioni,sfiduciate questo governo!

Nicola Andrucci ha detto...

le generazioni future ci malediranno per colpa di questo governo

Marco ha detto...

Avevo già scritto a proposito del rigassificatore sul mio blog. Questa notizia ci fornisce l'ennesima conferma del fatto che, nelle amministrazioni locali e nazionali, ci siamo voluti affidare a un manipolo di faccendieri. Voglio ricordare che il sito individuato, non si trova solo vicino al Patrimonio Mondiale che è la Valle dei Templi ma anche SOTTO la casa natale di Luigi Pirandello. Proprio quell'angolo di Sicilia che lui descrisse tanto bene e che potrebbe venire deturpato irrimediabilmente.
"...Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d'olivi saraceni affacciata agli orli d' un altipiano di argille azzurre sul mare africano... "

http://triskeles.wordpress.com/2007/06/26/no-al-rigassificatore/

Anonimo ha detto...

Propongo questo interessante
articolo di:
Eugenio Scalfari
Repubblica.it 11/nov.2008

La mancata tutela del territorio, dell'ambiente e del paesaggio
va di pari passo con la scarsa attenzione all'arte e all'archeologia.
Beni Culturali Sempre Più A Rischio.
Come porre rimedio ai disastri.
Investire nella cultura significa anche rafforzare il turismo con tutto l'indotto.
Può sembrare anacronistico occuparsi di tutela dei beni culturali e del paesaggio mentre infuria una tempesta economica senza precedenti che diffonde incertezza, paura e sfiducia e chiede risposte urgenti ed efficaci. Eppure non si tratta d'un tema peregrino, tantomeno d'un pretesto per parlar d'altro evadendo quelli che più ci riguardano. Si tratta invece d'un tema estremamente pertinente. Viviamo giorni e mesi di decisioni radicali che da un lato tendono a mettere in atto misure di tamponamento che garantiscano nell'immediato i depositi bancari, il patrimonio di banche e di imprese, il sostegno della domanda e dei redditi più deboli.
Ma dall'altro configurino nuovi assetti e nuovi equilibri nei meccanismi di produzione e di distribuzione della ricchezza. Configurino anche una società diversa da quella attuale, una maggiore trasparenza e più incisivi controlli per bilanciare il necessario rafforzarsi dei poteri rispetto ai diritti.
In questo profondo rimescolio esiste il pericolo che la cultura, cui si continua a tributare omaggio di parole, costituisca nei fatti l'anello debole e addirittura la vittima sacrificale. Cultura, ricerca, beni culturali, patrimonio pubblico, paesaggio, sono infatti considerati come altrettanti elementi opzionali dei quali si può tranquillamente fare a meno. I tagli di spesa più cocenti sono avvenuti proprio in questi settori non soltanto per eliminare sprechi ma per recuperare risorse dirottandole verso altre destinazioni. Non si è considerato che non si tratta di spese ma di investimenti che, proprio per la loro natura, non possono essere interrotti senza causare nocumento e deperimento gravissimi.
La totalità di questi beni, la loro salvaguardia e la loro valorizzazione, hanno tra l'altro effetti diretti sull'economia del Paese poiché sono connessi all'industria del turismo che rappresenta una delle maggiori risorse del nostro territorio. Il turismo, dal punto di vista della bilancia commerciale, equivale all'esportazione di beni e servizi, procura entrate di valuta nelle casse dell'erario, con una differenza: non escono merci e servizi dal territorio nazionale ma entrano persone e con esse ricchezza e sostegno della domanda interna. Una flessione del turismo comporta una flessione immediata della domanda e della ricchezza prodotta.
Fino a poco tempo fa l'alto livello dell'euro in termini di dollari scoraggiava il turismo internazionale verso l'Europa, ma è proprio qui che entrava in gioco la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici di ciascuno dei Paesi europei con spiccata vocazione turistica. Abbiamo assistito negli anni di più elevato tasso di cambio dell'euro al decadimento del turismo diretto verso l'Italia a vantaggio di quello canalizzato verso la Spagna, la Francia, la Grecia: stessa moneta, quindi stesse difficoltà per i portatori di un dollaro debole rispetto all'euro, ma diversa attrattiva dovuta alla migliore valorizzazione del paesaggio, del territorio, dei beni culturali che lo animano.
Ora il cambio euro-dollaro è tornato a livelli meno penalizzanti per il turismo europeo, anche se la crisi economica internazionale ha provocato una diminuzione del movimento turistico complessivo. Proprio a causa di questa flessione congiunturale la concorrenza è diventata ancor più severa ed è quindi tanto più necessario investire sulla cultura in tutte le sue articolazioni.
Ma questo non avviene, anzi sta avvenendo il contrario. Ho già accennato al problema d'una mentalità che considera i consumi culturale come un fatto opzionale. Si tratta d'una mentalità economicamente distorta che va denunciata e combattuta
La condizione in cui versano ormai da anni le nostre Sovrintendenze preposte alla tutela dei beni paesaggistici e culturali è quanto di più misero si possa immaginare: personale ridotto al minimo, sedi vacanti da tempo, servizi pressoché inesistenti. Il ministro competente promette di colmare almeno i vuoti più drammatici e cerca soldi che compensino i pesanti tagli effettuati dalla Finanziaria triennale varata fin dallo scorso luglio. Li cerca ma finora non li ha trovati e dubito molto che possa riuscirvi nel prossimo futuro.
Il guaio è che, risorse finanziarie a parte, il ministro tergiversa anche a compiere alcuni adempimenti che non comportano spese ma che sarebbero necessari per chiarire una normativa confusa, fonte di abusi continui che hanno devastato il nostro territorio da almeno trent'anni in qua, disseminando mostri architettonici, lasciando deperire monumenti di importanza mondiale, occultando il mare con una cortina edilizia che ne ha confiscato la visibilità e la pubblica fruizione.
Questi abusi sono il frutto di inefficienza delle istituzioni di controllo, di scarsissima sensibilità nella pubblica opinione, dell'indifferenza dei "media" e, soprattutto, di una normativa che ha disperso i poteri di controllo tra tre diversi ministeri (Beni culturali, Ambiente, Lavori pubblici) e tre diversi livelli istituzionali: Stato, Regioni, Comuni.
Aggiungete a questa dispersione dei poteri di controllo e di programmazione la scarsità delle risorse e capirete le dimensioni di un disastro che ha mostrificato l'ambiente e si prepara a peggiorarlo ulteriormente con l'avvento di un federalismo che disperderà fino al limite estremo competenze e saperi.
Il più attento conoscitore del disastro culturale e ambientale italiano è Salvatore Settis, che lotta da decenni per la tutela e la valorizzazione dell'immenso e negletto patrimonio che il Paese possiede e trascuratamente dilapida.
E' sua la definizione dell'unicità concettuale e pratica di questa nostra ricchezza, della sua manutenzione, della sua fruizione pubblica, di ciò che potrebbe e dovrebbe essere e invece non è. La definizione è questa: Esiste un "territorio" senza paesaggio e senza ambiente? Esiste un "ambiente" senza territorio e senza paesaggio? Esiste un "paesaggio" senza territorio e senza ambiente?".
Da questo triplice interrogativo, retorico perché presuppone una risposta negativa alle tre domande, nasce l'esigenza di una politica di tutela e di valorizzazione che sia unificata nei poteri e nelle competenze; tale unificazione non può avvenire che in capo allo Stato, il solo tra i vari enti istituzionali che sia depositario d'una visione generale, che viene inevitabilmente persa di vista man mano che si discende nei livelli locali, la Regione e ancora di più il Comune.
Purtroppo la situazione attuale ha già attribuito gran parte delle competenze alle Regioni consentendo ad esse di delegare ai Comuni una parte rilevante delle competenze e dei poteri propri. Le Sovrintendenze sono state in larga misura svuotate dei loro poteri di controllo e totalmente dei loro poteri di valorizzazione. La pianificazione urbanistica da tempo ha preso il sopravvento su quella paesaggistica e ambientale; a loro volta gli interessi propriamente edilizi hanno stravolto la pianificazione urbanistica; in tali condizioni anche la collusione, la corruzione e il lassismo sono stati oggettivamente incoraggiati.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il disastro ambientale, paesaggistico, urbanistico che ha deturpato il paesaggio, l'ambiente e il territorio.
Il federalismo, in mancanza d'una normativa chiara e netta che si richiami all'articolo 9 della Costituzione ("La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione") e alla giurisprudenza costituzionale che ne è seguita, porterà inevitabilmente questo triplice scempio se l'opinione pubblica non ne farà un obiettivo prioritario del proprio impegno civile.

Kasmene ha detto...

@paolo
quale altro sviluppo volete per la vostra area?
Pensi che rifiutare questo progetto sia non voler andare incotro allo sviluppo?
Ok allora dopo Agrigento, io VOGLIO che simili strutture siano costruite vicino San Pietro, gli Uffizi, il museo vaticano, le campagna Toscane, Il duomo di Milano, la Reggia di Caserta, il Colosseo, Torre di Pisa Torre degli Asinelli e gli atri patrim oni UNESCO che abbiamo in Italia...
Adesso si che è sviluppo!

Anonimo ha detto...

Mi sbaglio o il PDL ha avuto una caterva di voti nella bella Sicilia. Chissà ch l'ha votato?

roberto ha detto...

il fatto che milioni votino pdl non vuol dire che abbiano ragione. Mi fa venire in mente la battuta che dice: la cacca DEVE essere buona, milioni di mosche non possono sbagliare.
Comunque il rigassificarore lo vuole anche parte della sinistra. Quello che mi chiedo è: ma se sto rigassificatore è un bene per la collettività per quale motivo fare tutte le porcate che stanno facendo per farlo approvare? Non ce ne sarebbe bisogno, no? Se invece si fanno porcate come questa vuol dire che sotto c'è più di uma magagna.

Anonimo ha detto...

@ Roberto: bravo, hai capito tutto! Il padrino del rigassificatore è Totò Cuffaro, ex governatore della Sicilia, condannato per mafia (in primo grado) a 5 anni di reclusione e dimessosi perché scivolato su una buccia di cannolo. Oggi dovrebbe stare nelle patrie galere invece occupa uno scranno a Palazzo Madama tra le file dell'Udc di Casini

Onestà intellettuale ha detto...

In linea di massima sono favorevole ai rigassificatori...però questa volta mi trovo d'accordo con Roberto ed il Sig. Gaziano...fare le cose alla luce del sole no eh? Ma a che ...zzo serve sto rigassificatore ad Agrigento...pensiamo di riconvertire il parco termoelettrico siciliano in turbogas? No...troppo costoso in Sicilia si puà bruciare l'olio combustibile tanto siamo beduini...allora perchè tanto gas in Trinacria? Arriva l'Algerino, il Libico...pure il rigassificatore...facciamolo a Vibo Valentia....Qui gatta ci cova!!!!

maorinho(piccolo maori) ha detto...

Dove sei Papà Maori? Mi ha sempre insegnato: "quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare". Non ti vedo lottare né duramente né debolmente. O fai parte di quella schiera di "combattenti" che ama dire: "armamuni e ghitici" (armiamoci e andateci)...

Anonimo ha detto...

Il mio commento.

Anonimo ha detto...

Il mio commento

Anonimo ha detto...

tenete duro!!! lo scempio che vogliono imporvi senza alcun rispetto per un posto meraviglioso e unico al mondo come la Valle Dei Templi si ripropone, in misura forse meno appariscente, anche quaggiù al nord, con il tentativo di devastazione della val susa, corridoio di accesso delle Alpi olimpiche, ghiotta occasione di profitti. Quindi solidarietà trasversale per difendere il patrimonio del italiano

Anonimo ha detto...

tenete duro!!! lo scempio che vogliono imporvi senza alcun rispetto per un posto meraviglioso e unico al mondo come la Valle Dei Templi si ripropone, in misura forse meno appariscente, anche quaggiù al nord, con il tentativo di devastazione della val susa, corridoio di accesso delle Alpi olimpiche, ghiotta occasione di profitti. Quindi solidarietà trasversale per difendere il patrimonio del italiano