
“Ma che colpa abbiamo noi” sembrano stormire malinconicamente al vento i secolari eucaliptus di Agrigento a causa della loro morte decretata sconsideratamente da qualcuno o da molti. Non si capisce infatti la motivazione di questa “strage degli innocenti”. E' stato vagamente fatto cenno a un possibile male che avrebbe colpito i frondosi alberi o a una fantasiosa ipotesi di pericolo di crolli, quando si è alzata la flebile protesta di un'associazione ambientalista agrigentina. Probabilmente il “male oscuro” dei poveri eucaliptus va cercato altrove. E' di questa giorni, infatti, la notizia che è stata inaugurata in territorio di Caltanissetta una centrale elettrica a legna di eucaliptus e, se consultate la rete, troverete moltissime ditte che comprano e vendono la legna pregiata di questi alberi. Troverete anche la recente notizia che sono stati arrestati due palermitani che, forzato il lucchetto che chiudeva la recinzione di un tratto di montagna, hanno segato abusivamente sei eucaliptus. I due sono stati arrestati dai Carabinieri “per furto aggravato in concorso”.
Ad Agrigento questo non può succedere perché, ad abbattere gli alberi, non sono i privati ma gli stessi enti pubblici. Ha cominciato qualche anno fa il Parco Archeologico di Agrigento, segando una secolare cortina di eucaliptus accanto al piazzale Hardcastle che schermava l'orribile skyline della nostra città. Ha continuato l'opera di sterminio il Comune di Agrigento abbattendo, qualche anno fa, gli alberi che schermavano le anonime case popolari di Bonamorone. Oggi questo “accanimento terepeutico” è ripreso con maggiore vigore nei confronti degli eucaliptus di viale Emporium di S.Leone. C'è un collegamento tra la “strage degli innocenti” e l'interesse commerciale verso la legna di queste piante? “A pensare male- diceva il “divo” Giulio- si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina”.
Chiediamo di sapere, per la legge della trasparenza, quanto gli Enti spendono per il taglio e il trasporto di ogni singolo albero, dove viene trasportata la legna segata e a chi viene consegnata. Hanno un dovere morale (prima che giuridico) di rispondere al quesito.
Piangiamo già per la sorte degli altri eucaliptus sparsi un po' ovunque nel nostro territorio, ivi compresi quelli che sono stati messi a dimora nelle pendici di Agrigento per contrastarne il movimento franoso. In ogni caso, poiché il loro abbattimento costituisce un crimine sociale sia che venga commesso dai privati che dai rappresentanti degli enti pubblici, chiediamo al Comune di Agrigento, all'Ente Parco Archeologico e alle altre autorità che hanno competenza in materia (Anas, Forestale, eccetera) di arrestare immediatamente questa strage, perché diversamente non è difficile pronosticare che, in pochi anni, il nostro territorio sarà completamente un deserto dove fioriranno solo gli alberi-ciminiere dei termovalorizzatori, dei rigassificatori e delle centrali nucleari.
Gaetano Gaziano Continua a leggere...