venerdì 21 marzo 2008

Il mio spot in TV

La comunicazione è importante, la tv fondamentale: se non avete avuto occasione di vedere il mio video su Teleacras potete guardarlo qui o su Youtube.

12 commenti:

WillyWonka ha detto...

Due domande:

La sua proposta elettorale mi sembra più coerente con i valori della sinistra arcobaleno come mai ha scelto di candidarsi con il PD?

Come mai non ha condotto nessuna campagna contro la cementeria di Porto Empedocle il cui impatto ambientale (mi creda sono uno specialista...) è ben maggiore di un rigassificatore?

In bocca al lupo...

Doctor G ha detto...

Ho sempre pensato che "nella Valle dei Templi" fosse un'esagerazione. Immaginavo che volessero costruire il rigassificatore a dieci-venti chilometri dalla zona Caos. Lei ha perfettamente: in questo caso non si tratta di NIMBY, ma bensi' di salvaguardare uno dei piu' splendidi paesaggi/patrimoni, non solo della Sicilia, ma di tutta l'Italia. Chiunque desidera un VERO cambiamento, non puo' che votare per il PD. Auguri di successo a Lei e alla Finocchiaro.
SI PUO' FARE
Doctor G

Anonimo ha detto...

di Antonello Cherchi per Il Sole 24ore
Il record italiano di 41 realtà culturali e paesaggistiche “certificate” dall’Unesco è in discussione. A luglio l’organizzazione delle Nazioni Unite deciderà se espellere le isole Eolie, a causa di un’invasiva cava di pietra pomice a Lipari (ora chiusa), dalla lista dei patrimoni dell’umanità. Se accadrà, si tratterà comunque di una mezza bocciatura: le Eolie transiteranno, infatti, in un elenco di bellezze in pericolo, per le quali il bollino Unesco è a rischio.
Per un caso finito “sotto processo”, ci sono quelli di altri tesori dell’umanità che,pur avendo perso buona parte dello splendore che li aveva portati a conquistare il riconoscimento Unesco, continuano a far parte dell’elenco. Napoli, per esempio. Il suo centro è nella lista del patrimonio mondiale dal ‘95. Allora, però, il problema dei rifiuti non era sicuramente grave quanto oggi. Oppure la Valle dei Templi ad Agrigento, realtà ieri minacciata dall’abusivismo e ora dalla realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle. Casi che fanno riflettere sull’efficacia dei controlli.
«Non abbiamo leggi né truppe – commenta Giovanni Puglisi, presidente della Commissione italiana per l’Unesco –. Chi deve vigilare sulla corretta tutela e valorizzazione è il Paese in cui si trova il sito. Certo, anche noi, come Unesco, riceviamo tantissime segnalazioni di abusi. Sulla base delle esigue forze ci concentriamo su quelle più clamorose, che vengono verificate sul campo da un gruppo di esperti, i quali inviano poi un rapporto al comitato Unesco di Parigi, che decide il da farsi».
Finora – nonostante il più alto numero di siti riconosciuti (subito dopo viene la Spagna con 40 tesori) – il nostro Paese è finito nel mirino degli “ispettori” solo due volte: per le Eolie e per un tratto dell’autostrada A31 nella Val d’Astico, in Veneto, che sarebbe dovuta passare a poche centinaia di metri da una villa palladiana. Alla fine il progetto è stato modificato. Si è poi verificato il caso della costruzione di villette a schiera a Monticchiello, nella Val d’Orcia. L’intesa tra il ministero dei Beni culturali e le amministrazioni locali ha, però, ridimensionato i danni, senza che sia stato necessario far intervenire Parigi.
«Attenzione, però, a non sollevare problemi che non esistono – avverte Puglisi –. Come quello del rigassificatore a Porte Empedocle. Con la Valle dei Templi non c’entra nulla. Di questo passo finiremo per sentirci dire: “Perché inserire nell’elenco nuovi siti italiani, visto che non sanno proteggere quelli che hanno?”. Qualcuno già lo pensa».
Resta il fatto che i controlli sui beni inseriti nell’elenco dei tesori mondiali non sono proprio stringenti. L’unica verifica di routine è prevista ogni sette anni. Le altre ispezioni scattano solo dietro segnalazioni e denunce.
Eppure il riconoscimento Unesco può dare indubbi vantaggi (se non altro in termini di immagine internazionale; si veda a fianco il caso di Matera) anche se ottenerlo non è facile, soprattutto da quando, nel 2001, sono state modificate le regole e contingentate le candidature: ciascun Paese può avanzarne non più di due (una per i beni culturali e l’altra per quelli paesaggistici) per anno.
«Preparare il dossier – spiega Manuel Guido, responsabile dell’ufficio Unesco presso il ministero dei Beni culturali – comporta tempo, competenze e soldi. Anche centinaia di migliaia di euro. Oneri che deve sopportare chi, a livello locale, propone la candidatura».

Cosa ne dice Sig.ra Busetta???

Anonimo ha detto...

In bocca al lupo e avanti con lo stesso coraggio e senza il timore di disturbare i "grandi progetti" della nostra politica

Anonimo ha detto...

Così come il mio sostegno, mi piacerebbe leggerne centinaia o migliaia tante sono le persone che verbalmente si pronunciao contro il rigassificatore

in bocca al lupo e buon lavoro

Anonimo ha detto...

Non possiamo essere indifferenti.
Per quanti leggendo sono titubanti a dare un sostegno, pur approvando la posizione della Signora Busetta, un invito a scrivere un rigo

Dio ci guardi..

Anonimo ha detto...

Per l'anonimo che ha postato l'articolo del sole: mi sa ceh siamo di fronte ad un fantastico esempio di Benaltrismo (parola geniale sentita su Radio24).
Avevo letto tale articolo riportato anche sul blog che dice sì al rigassificatore e anche leggendolo lì ho faticato a capire cosa voglia dire. Insomma, le Eolie rischiano di essere 'fatte fuori', Napoli sta nella munnezza, però ad agrigento ci piazzano un rigassificatore ma questo non è preoccupante... E' questo il senso?
Francamente anche se viene da qualcuno dell'unesco fatico a capirne il senso...
Vorrei vedere cosa diceva questa stessa persona quando magari qualcuno lanciava allarmi per le Eolie e per Napoli.
Scommetto che diceva: "nulla di preoccupante, sono benaltri i problemi".
E via così nella tradizione tipicamente italiana: quando si pone un problema si punta sempre il dito su un'altro 'benaltramente' più importante...
Spero comunque in una risposta della Signora Busetta.

Ambientalista convinto ha detto...

Mi sembra che il senso dell'articolo del Sole 24 ore sia da ricercare in quest'affermazione:

«Attenzione, però, a non sollevare problemi che non esistono – avverte Puglisi –. Come quello del rigassificatore a Porte Empedocle. Con la Valle dei Templi non c’entra nulla.>>

E' vero il rigassificatore con la Valle dei Templi non c'entra niente un discorso serio sull'opportunità di costruirlo passerebbe attraverso altri ragionamenti (ad esempio: serve? e se si a cosa?).
Pongo altre questioni: la centrale termoelettrica perchè non chiuderla dato che le ciminiere sono orrende ed al sistema elettrico isolano, vista la taglia, non serve a molto?

Perchè nessuno ha istruito campagne per "spingere" verso la bonifica del sito ex Montedison horribilis visu?

Perchè nessuno tuona contro la cementeria (come ha giustamente scritto WillyWonka) che pure di polvere ("sottili e non") ne fa?

Oppure contro il signore agrigentino dell'eolico e l'impatto ambientale delle sue pale?

O si fanno proposte alternative concrete sostenute da un serio piano industriale oppure si tratta di proposte da "uomo qualunque"...S.ra Busetta per cortesia ci risponda...Buona pasqua!!!

Anonimo ha detto...

Il benaltrismo è un neologismo italiano utilizzato nell'ambito delle scienze politiche e derivante dall'espressione "ci vuole ben altro", ovvero dall'individuare origine o soluzione di un problema in qualcos'altro rispetto all'affermazione dell'interlocutore o a quanto creduto comunemente.

fonte wikipedia

Doctor G ha detto...

Non sono d'accordo con l'ambientalista convinto. Ognuno combatte la sua battaglia. O crediamo che la Signora Busetta deve risolvere tutti i problemi ambientalisti in Sicilia?

ambientalista convinto ha detto...

Tutti quelli della Sicilia ci mancherebbe...ma almeno quelli di Agrigento!

Roberto ha detto...

per ambientalista convinto: allora il senso lo avevo capito.
E confermo che mi pare un caso di benaltrismo (grazie a chi ha citato wikipedia, non sapevo fosse così diffuso).