
giovedì 28 febbraio 2013
Rigassificatore di Porto Empedocle: rinviate la discussione e la votazione all'Ars della mozione del M5S

martedì 26 febbraio 2013
Lettera aperta al Capo Delegazione FAI di Agrigento e al Direttore della Kolymbetra


sabato 23 febbraio 2013
Appello al Prof. Andrea Carandini, neo presidente Fai, per salvare la Valle dei Templi di Agrigento

venerdì 22 febbraio 2013
MARIELLA LO BELLO: CERCHIAMOLA A "CHI L'HA VISTO?"

giovedì 21 febbraio 2013
Franco Battiato risponde alla nostra lettera aperta e boccia il rigassificatore sotto la Valle dei Templi

martedì 19 febbraio 2013
BERSANI E PRODI: LA PAURA FA 90 (DEPUTATI GRILLINI IN PARLAMENTO)

domenica 17 febbraio 2013
10 domande all'ing. Carlo De Benedetti sui rigassificatori

martedì 12 febbraio 2013
CROCETTA INCONTRA IL COMITATO "NO AL RIGASSIFICATORE DI AGRIGENTO"
Un nutrito gruppo di rappresentanti del Comitato “No al rigassificatore ad Agrigento” ha incontrato ieri sera Crocetta all'Hotel dei Pini, a Porto Empedocle. All'arrivo lo ha affettuosamente accerchiato (vedi foto). Crocetta è stato disponibile, ha preso la copia della lettera che il Comitato, composto da più di 50 associazionni contrarie all'ecomostro, gli aveva inviato circa un mese fa e a cui fino a ieri non aveva dato riscontro, promettendo che l'avrebbe attenzionata.
All'interno della sala della convention alcuni rappresentanti del Comitato, sventolando cartelli, gli hanno imposto prepotentemente l' argomento "No Rigassificatore". A fine dibattito ho incontrato Crocetta, a cui ho consegnato tra l'altro copia della mozione del Movimento 5 Stelle contro il rigassificatore che sarà discussa e (speriamo) approvata il prossimo 28 febbraio. Crocetta ha anche promesso che incontrerà a Palermo il Comitato.
La serata è stata positiva per il nostro movimento, perché anche Michele Cimino ha promesso che sosterrà e e voterà all'Ars la mozione del M5S.
Ho avuto anche l'opportunità di incontrare Angelo Capodicasa, informandolo dell'iniziativa della lettera del Comitato a Crocetta e della mozione al M5S. Mi è sembrato interessato alla nostra lotta (almeno spero).
Ma lui, se vuole, può fare molto di più: può chiedere all'assessore al territorio, Mariella Lo Bello, di sospendere la Via (valutazione di impatto ambientale) regionale, nelle more che il governo Crocetta attivi e porti a conclusione l'iter dell'annullamento in autotutela dell'ignobile decreto regionale autorizzativo dell'ecomostro dell'ex governatore Lombardo, quello che disse ad Agrigento “un rigassificatore sotto la Valle dei Templi mai!” e che, tornatosene a Palermo, diede il via libera all'impianto sotto la Valle dei Templi, patrimonio Unesco. Gaetano del Comitato "No al rigassificatore ad Agrigento".
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lunedì 11 febbraio 2013
Grazie a Franco Battiato
Franco Battiato, alla mia sottostante lettera aperta, ha risposto con una mail di oggi delle ore 9,35 nel modo seguente asciutto ma preciso "GRAZIE PER L'INFORMAZIONE A PRESTISSIMO". Per cui mi sono sentito in dovere di rispondere con questa mail sempre di oggi che trascrivo: GRAZIE A LEI,CARO MAESTRO,
non potevo dubitare che una persona della sua levatura culturale e della sua sensibilità restasse indifferente all'aggressione che si vuole perpetrare in danno di uno dei luoghi simbolo dell'umanità, la Valle dei Templi di Agrigento, patrimonio Unesco.
Intellettuali, politici, opinion makers, giornalisti di varia collocazione ed estrazione hanno fatto fino ad oggi spallucce, servi come sono dei poteri forti.
Oggi, dopo il suo sostegno, sappiamo di non essere più soli.
La nostra è una lotta che può e deve essere vinta dai Siciliani tutti, non solo per noi ma in nome della Cultura Universale.
Spero di incontrarla "prestissimo", come Lei auspica e comunque prima che venga discussa all'Ars la mozione del Movimento 5 Stelle (il 28 febbraio) che impegna il governo Crocetta a revocare l'ignobile decreto regionale di autorizzazione del precedente governo Lombardo.
Con i più cordiali saluti,
Gaetano Gaziano,
presidente associazione "Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento"
tel. 3938587028.
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venerdì 8 febbraio 2013
Rigassificatore di P.Empedocle: Lettera aperta a Franco Battiato
Caro Franco Battiato,
ho letto e apprezzato la sua intervista sul Fatto Quotidiano, rilasciata a Sandra Rizza. Condivido il suo disappunto e la sua rabbia per non avere trovato un euro nel bilancio dell'assessorato regionale siciliano alla Cultura, da lei diretto. Ma cosa voleva trovare dopo 7 anni di gestione Cuffaro e dopo 5 anni di gestione Lombardo? Comunque ammiro la sua affermazione che si può promuovere l'immagine della Sicilia anche a costo zero.
Ecco, lei ha oggi una grande opportunità di promozione culturale della Sicilia,
senza oneri finanziari, appoggiando, cioé, la mozione che il gruppo dei 15 consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle ha indirizzato al governo di Crocetta, quindi anche a lei, perché venga revocato l'ignobile decreto regionale dell'ex governatore Lombardo, con cui è stata autorizzata la costruzione di un rigassificatore da 8 miliardi di mc. a Porto Empedocle, al confine della Valle dei Templi di Agrigento, patrimonio Unesco. Lei certamente saprà che è stata bloccata la costruzione di una discarica vicino a Villa Adriana, anch'essa patrimonio Unesco. A difesa di questo sito si sono mobilitati e sbracciati politici, intellettuali, opinion makers di varia estrazione e collocazione. Lorenzo Ornaghi, che fino a quel momento nessuno sapeva essere ministro dei beni culturali, ha minacciato addirittura le dimissioni. Per la difesa della Valle dei Templi di Agrigento molti hanno mostrato comprensione ma fatto sostanzialmente spallucce. Votando la mozione del M5S, lei unitamente ai 90 consiglieri regionali, avrà un'imperdibile occasione di difendere il nostro patrimonio culturale dall'aggressione dei “veri barbari”, che per Marcel Proust “non sono coloro che non hanno conosciuto mai la grandezza, ma coloro che, avendola conosciuta in passato, non sono più in grado di riconoscerla”.
Gaetano Gaziano.
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giovedì 7 febbraio 2013
Alessio Lattuca torna a scrivere a Monti per la riapertura della Via sul rigassificatore di P.Empedocle
Alessio Lattuca (a destra nella foto), presidente dell'associazione Confimpresa-Euromed, torna a scrivere a Monti e al suo governo perché riveda la procedura autorizzativa del rigassificatore di Porto Empedocle, dopo che il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha riaperto la procedura di Via per il rigassificatore di Trieste. Ecco il testo della lettera.
Ill.mo Prof. Mario Monti
Presidente Consiglio dei Ministri
Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370
00187 ROMA
Dr. Corrado Clini
Ministro Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare
Dr. Lorenzo Ornaghi
Ministro Beni e Attività Culturali
Dr. Corrado Passera Ministro Sviluppo Economico
Infrastrutture e Trasporti
Dr. Fulvio Conti AD ENEL
Sindaci di Agrigento, Porto Empedocle, Realmonte,
Siculiana, Montallegro, Cattolica Eraclea, Ribera,
Aragona, Joppolo Giancaxio, Raffadali, Favara,
Palma di Montechiaro, Licata
TV e Stampa
Ufficio Stampa ufficio_stampa@governo.it=
Si fa riferimento alla nota, rimasta priva di esito, del 06 ottobre 2012 indirizzata al Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti per le autorizzazioni (politicamente scorrette e palesemente illegittime, rilasciate a Nuove energie – Enel per la collocazione dell’impianto di rigassificazione in zona Kaòs al confine del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, sotto la casa natale di Luigi Pirandello), per segnalare che sarebbe risultato, particolarmente, significativo offrire una risposta, trattandosi di questioni attinenti a democrazia e a materia sensibile,che riguarda la vita e il futuro di centinaia di migliaia di cittadini.
La risposta del Governo avrebbe costituito un importantissimo elemento di riaffezione e svolto una utile azione politica alla luce dei recenti eventi e delle dichiarazioni del ministro dell’ambiente Corrado Clini sulla riapertura della procedura relativa alla costruzione del rigassificatore di Trieste: “È assolutamente ovvio che nel rispetto della direttiva europea e delle leggi nazionali la VIA in qualsiasi insediamento produttivo non possa prescindere dal contesto nel quale viene realizzato e dalla valutazione delle relazioni tra il progetto esaminato e il contesto industriale nel quale si colloca”.
“Era mio dovere riaprire la procedura”.
E’ pleonastico ricordare che tutto ciò che riguarda gli impianti di rigassificazione - che sono, come noto, a rischio elevatissimo - è materia estremamente complessa e comporta, in quanto tale, la massima prudenza e il rispetto di norme e parametri nazionali ed europei rigorosissimi, che tengono in grande considerazione le deliberazioni dei cittadini e i processi socio economici da essi posti in essere.
Le riflessioni sono confermate da quanto affermato dal Ministro tecnico Clini: “Abbiamo riaperto la procedura di VIA del progetto sulla base delle informazioni dell’autorità portuale che ha rilevato che l’eventuale realizzazione del rigassificatore nel porto avrebbe determinato una drastica riduzione delle attività portuali e avrebbe limitato lo sviluppo del porto.
E’ utile ricordare che la procedura è stata riaperta perché viziata dalla mancato rilascio della VAS (valutazione ambientale strategica), obbligatoria allorchè gli impianti gasieri (altamente pericolosi) sono collocati in aree portuali, soprattutto in relazione con il traffico marittimo.
Per evitare che le straripanti navi gasiere (oltre 350 mt di lunghezza) interdicano l’uso dello specchio d’acqua del porto e, giocoforza, confliggano con il traffico commerciale e crocieristico.
Tutte questioni poste all’attenzione del Governo Tecnico con la richiamata nota, con la quale è stato rilevato che la procedura autorizzatoria dell’impianto di rigassificazione di Porto Empedocle risultava viziata come o forse in misura maggiore di quella di Trieste. Infatti non è stata attivata la VAS, sono stati commessi atti illegittimi nelle convocazioni delle assemblee e dei componenti della commissione ministeriale, non sono stati convocati e ascoltati i cittadini e, pertanto, le irregolarità da un lato e la colpevole disattenzione ad avviso di chi scrive, rendono nulla tutta la procedura.
Per quanto attiene a eventuali informazioni della Capitaneria del Porto è sufficiente rileggere le pesanti considerazioni - in merito all’opportunità di collocare l’impianto nel porto - svolte dal Comandante, le cui registrazioni, acquisite da un giornalista, sono state trasmesse da quest’ultimo alla DIA e sembrerebbe che siano oggetto di valutazione da parte degli organi inquirenti. Per tutte le superiori considerazioni si richiede al Presidente del Consiglio, al Governo e, segnatamente, al Ministro Clini di riservare anche agli Agrigentini, le stesse deliberazioni adottate per la comunità Triestina e lo stesso “dovere di riaprire la procedura” per consentire ai cittadini di esprimersi liberamente e, possibilmente, metterli al riparo dagli effetti perversi di un ecomostro!
In merito poi, alle considerazioni poste all’attenzione del Governo nel corpo della stessa nota, riguardo alle questioni connesse allo sviluppo e all’occupazione, una risposta contenente i programmi del Governo e soprattutto del Senatore Monti sulle prospettive di una parte del Paese
- che registra un fortissimo ritardo, una drammatica disoccupazione e necessita di mezzi, di risorse, di infrastrutture materiali e immateriali - sarebbe risultata una utile occasione per comprendere intenzioni e convinzioni. E, soprattutto, per mettere chiarezza sull’Agenda Monti dalla quale sembrerebbe scomparsa la “Questione Meridionale”, (tranne una minima attenzione ad essa riservata con la riabilitazione del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione e dall’affidamento al suo direttore,Fabrizio Barca, dell’incarico di Ministro della Coesione Territoriale). Per capire in che misura nell’Agenda di Monti Politico siano presenti: equità e solidarietà oltre a brevi cenni sull’economia sociale.
Per capire se, davvero, sulla scena politica sia “salito un nuovo soggetto” che possa offrire speranza a un luogo geografico impantanato nelle crisi economica ed etica. Dopo tanti, troppi, anni di malgoverno e di derive causate da un ceto politico privo di senso di responsabilità, prosperato su privilegi e spreco di pubbliche risorse.
Per capire se la nuova formazione politica può contribuire a ridare all’Italia dignità e credibilità e se davvero può promuovere rinnovamento sociale, culturale e civile. Ma è bene considerare che per contrastare la “sfiducia” dei cittadini, in particolare di quelli del Sud, per convincerli che meritano una classe politica più virtuosa, dedita al bene comune, alla tutela dei più deboli, piuttosto che ai propri interessi e agli interessi dei poteri forti (vedi Enel), è necessario non solo essere trasparenti, ma apparire come tali! Per affermare che non si tratta di sterili principi enunciati. Ma che le migliori intelligenze abbiano deciso di stare insieme, non per una esigenza elettorale, ma su un programma (agenda) di riforme condivise frutto di una spinta ideale in grado di trasformare e di modernizzare il Paese. Per una terra più coesa e solidale, per sostenere la parte più debole del Paese, per ricomporre una società lacerata e incattivita dalla mala politica. Uniche leve a disposizione della buona politica, per combattere il populismo e l’antipolitica dilagante.
A questo proposito l’agenda deve essere rivisitata perché tale comportamento assume i connotati i un vero atto politico, per compensare gli effetti devastanti che ha prodotto il disinteresse e il silenzio sulle questioni del mezzogiorno d’Italia. Perché il vero nemico è l’indifferenza! E perché il disinteresse e il silenzio hanno dato luogo all’affermazione della cosìdetta “questione settentrionale” che adesso non è rappresentata solo dalle guasconate delle Lega.
Ma si modifica in una versione più sofisticata, nella quale al posto del separatismo e dei miti di fondazione, si propone come criterio-guida: efficienza e competitività del sistema. Non più maccheroni ed etilismo diffuso nelle feste padane, folklore celtico, né populismo d’antan, ma l’incisività dei conti certificati dalle Università, dalle Fondazioni, con la copertura di blasonati, governativi, economisti – ideologi.
Va da sé che i risultati deludenti delle politiche di sviluppo territoriale hanno fornito propellente per l’affermazione del “teorema meridionale”. Tuttavia oggi è urgente rimuovere l’assunto che ha ispirato l ‘ultima fase delle politiche per il Mezzogiorno: quella della sua rimozione dall’agenda politica nazionale. Il teorema è scontato perchè si basa sull’equazione: nonostante le ingenti risorse di cui il Mezzogiorno ha beneficiato, nonostante si siano sperimentate varie politiche, gli sforzi fatti per promuoverne lo sviluppo sono stati vani. Secondo questa visione, il Sud rimane un’area strutturalmente e culturalmente refrattaria allo sviluppo. Pertanto, è inutile convogliare altre risorse pubbliche verso quest’area: sarebbero risorse sprecate.
Com’è noto, sul piano politico tale rimozione è stata alimentata dall’offensiva federalista e separatista condotta dalla Lega e dalla sua capacità di influenzare le politiche del governo Berlusconi e in particolare la politica economica guidata da Tremonti, che ha dirottato ingenti risorse destinate al Mezzogiorno, all’insieme del Paese.
Risorse finalizzate a sostenere lo sviluppo del Meridione attraverso gli investimenti pubblici e l’incentivazione di investimenti privati. Si tratta in particolare dei Fas (Fondi aree sottoutilizzate) e dei Fondi Strutturali. Invece, con queste risorse sono stati finanziati i più disparati interventi di politica economica del governo Berlusconi: ammortizzatori sociali (ovviamente la cassa integrazione è più diffusa nel Centro-Nord); ricostruzione post terremoto in abruzzo; contratto servizio Trenitalia (vantaggi per il Sud pari a zero); finanziamento lavori G8 a La Maddalena; rottamazione frigoriferi; rimborso obbligazioni Alitalia; ripianamento disavanzo Comuni.
Per non parlare delle enormi risorse (oltre 50 mld di euro) derivanti dai profitti realizzati nell’intero Paese (anche dal notevole risparmio del Sud e dai maggiori costi per interessi pagati dalle imprese del Sud), dalle maggiori banche e reinvestite dalle Fondazioni di riferimento, esclusivamente, nei territori dove quest’ultime hanno sede.
Risorse che, evidentemente, concorrono per aumentare il divario.
Non si può non considerare che non siano stati posti in essere dal Governo Monti elementi di novità rispetto al passato: a partire da una definizione più stringente delle priorità e degli obiettivi da raggiungere (occupazione, istruzione, infrastrutture per la mobilità, agenda digitale, ecc.); dalla fissazione di una gerarchia temporale che privilegia i risultati di lungo periodo; dalla necessità di attribuire un ruolo più deciso alla politica nazionale nel coordinare, controllare, ed eventualmente sanzionare, le inefficienze e gli sprechi che dovessero verificarsi sul piano locale.
C’è da sperare che questi impegni siano mantenuti dalla politica, in un quadro più ampio volto a valorizzare lo straordinario potenziale: straordinario patrimonio culturale ed ambientale, con particolare riguardo all’agricoltura di qualità e alla sostenibilità. Tenendo nel dovuto conto il dato in crescita dell’occupazione nelle imprese culturali, nella Green economy e nel turismo (quest’ultimo registra inoltre, una significativa crescita del saldo valutario di oltre 30 mld di euro, con un saldo commerciale positivo di oltre 11 mld di euro, nonostante i noti ritardi). A tale proposito risulterebbero necessari interventi diretti a rafforzare la crescente domanda potenziale, ad oggi depressa dal deficit di competitività derivante dalla mancanza di: infrastrutture materiali e immateriali, trasporti, mobilità, qualità dei servizi. Perché non è razionale non comprendere come sia un valore per l’intero paese sfruttare la naturale vocazione turistica del mezzogiorno e la forza attrattiva di investimenti esogeni che potrebbero concorrere per ridurre la disoccupazione e per attenuare il diffuso fenomeno della malavita organizzata.
In definitiva urge un’Agenda implementata da politiche indispensabili per far uscire il Mezzogiorno dal cono d’ombra in cui è precipitato e, possibilmente, per superare, davvero, la paralizzante antinomia tra centralismo e localismo. Per tenerli insieme, in un’unica visione prospettica che comprenda anche la dimensione globale, la responsabilizzazione delle classi dirigenti meridionali e le responsabilità della politica nazionale, cioè due sfere decisionali che per troppo tempo hanno giustificato se stesse nascondendosi dietro alle reciproche inadempienze. Perché sembrerebbe superfluo ricordare che senza una efficace regolazione statale,senza una forte presenza del Governo che sia in grado di ritagliarsi un ruolo sostanziale nelle politiche di sviluppo locale, mettendo in atto i necessari interventi di riequilibrio territoriale e favorendo il posizionamento dei territori nelle reti dell’economia globale, qualsiasi politica di sviluppo sarà esposta ai rischi d’insuccesso.
Tuttavia, al di là delle richiamate politiche attivate dal governo Monti rispetto al passato e al di là delle riconosciute competenze del ministro Barca in tema di politiche di coesione, è lecito nutrire qualche dubbio sul fatto che il “Politico” Monti sia interessato a condividere, davvero, un politica di sviluppo solidale per il Sud. Emerge, purtroppo, una contraddizione tra gli interventi che sarebbero necessari per il rilancio del Mezzogiorno e l’orientamento complessivo dell’Agenda Monti a concentrarsi su interventi selettivi mirati a sostenere le aree forti del Paese in una competizione globale che diventa sempre più aspra.
Nel ringraziare per l’attenzione,cordiali saluti.
Alessio Lattuca.
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lunedì 4 febbraio 2013
Posizione "morbida" di Corradino Mineo sul rigassificatore "Valle dei Templi"
Appreso che sarebbe venuto ad Agrigento Corradino Mineo, noto giornalista televisivo e candidato al Senato nelle liste del Pd, ho pensato di incontrarlo per chiedergli cosa ne pensasse di un rigassificatore da 8 miliardi di mc. al confine del parco archeologico di Agrigento, patrimonio Unesco.
Ieri mi sono recato, quindi, presso l'albergo agrigentino che ospitava la convention organizzata dal Pd, che si trova proprio al confine sud-occidentale del parco.
Mineo è uno di quei candidati “paracadutati” da Bersani in Sicilia, in virtù della legge elettorale chiamata “porcellum”.
Ma siccome è un intellettuale e per di più siciliano mi interessava conoscere la sua opinione al riguardo. Quindi benvenuto. Meglio lui in Parlamento di tanti politici siciliani ascari.
Al primo incontro nella hall dell'albergo, Mineo ha mostrato interesse e comprensione nei confronti della lotta al rigassificatore. Probabilmente non ricordava o non sapeva che il rigassificatore in zona archeologica sta molto a cuore a Bersani, come gli stanno a cuore gli altri 13 rigassificatori programmati quand'era ministro del governo Prodi, come gli stanno a cuore le banche e le infrastrutture inutili, come la Tav Torino Lione.
Probabilmente non sapeva neppure che l'assessore regionale dell'ambiente (dell'ambiente, non dell'industria) è l'agrigentina Mariella Lo Bello, espressione del Pd agrigentino, rigassificatorista convinta.
Incoraggiato dal primo approccio con Mineo, sono entrato nella sala dove si svolgeva la convention per assistere al dibattito, che è stato articolato secondo la formula delle domande provenienti da alcuni rappresentanti della società civile.
Le domande sono state formulate da Beniamino Biondi, Nello Hamel, Giovanna Lauricella e Rossalda Passarello. Gli argomenti proposti amabilmente dagli interlocutori spaziavano dalla globalizzazione allo spread, da Obama alla Cina, dal debito pubblico alla riforma Gelmini, sui massimi sistemi insomma. Di argomenti, che interessassero il nostro territorio, i cortesi interroganti sembravano non prendersi cura, fino a quando irruppe nel dibattito la riflessione perentoria di Giovanna Lauricella che ha ricordato la situazione disastrosa, economicamente parlando, della nostra provincia, pur avendo avuto “illustri” agrigentini assurti, nel corso degli anni, alla più alte cariche istituzionali, quali ministri, vice ministri, sottosegretari, presidenti della regione siciliana, presidenti dell' assemblea regionale, assessori vari, senza contare le decine e decine di deputati nazionali e regionali. Giovanna Lauricella ha anche accennato “al nostro Angelino”. Non è dato sapere se si riferisse ad Angelino Alfano o ad Angelo Capodicasa che, tra l'altro, era seduto in prima fila ad ascoltare.
Bisogna dire, con onestà, che all'interno del Pd un dibattito reale almeno si porta avanti a differenza che in altri partiti, dove non c'è alcuna dialettica interna, dove prevale l'oligarchia verticistica o addirittura il pensiero unico del padre-padrone, come nel caso del Pdl.
Dopo gli interventi si è aperto un pubblico dibattito e mi è stato consentito di intervenire dal gentilissimo segretario, Emilio Messana, che svolgeva le funzioni di moderatore.
Ho ripercorso i sei anni di lotta, che conduciamo alcune associazioni agrigentine contro l'ecomostro in zona archeologica, e ho ricordato soprattutto che esistono oggi le condizioni perché venga revocato l'ignobile decreto regionale che lo ha autorizzato.
Recentemente è stata bloccata la realizzazione di una discarica che doveva sorgere vicino a Villa Adriana, anch'essa patrimonio Unesco, perché per essa si erano mobilitati e sbracciati intellettuali e opinion-makers di tutta Italia. Lorenzo Ornaghi, che fino ad allora nessuno sapeva che fosse ministro ai beni culturali, ha minacciato addirittura di dare le dimissioni. Per la Valle dei Templi, invece, hanno fatto tutti spallucce, complici ovviamente i nostri politici siciliani ascari (di destra e di sinistra).
Corradino Mineo, che suppongo abbia preso informazioni, prima dell'inizio del dibattito, sulla vicenda del rigassificatore autorizzato quando Capodicasa era vice ministro alle infrastrutture, mi ha dato una cortese risposta in perfetto stile diplomatico, dorateo quasi, che in Italia c'è bisogno di un mix energetico, di gas, di petrolio, di fonti alternative, glissando in pratica l'argomento rigassificatore.
Penso, comunque, che Mineo, essendo persona intelligente, quando sarà senatore, dimostrando (spero) autonomia di pensiero rispetto al suo gruppo parlamentare, possa ricordarsi della vicenda rigassificatore “Valle dei Templi di Agrigento”
Il mio intervento aveva in realtà anche un altro scopo: dire ai dirigenti del Pd che i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, i 15 deputati regionali al completo, hanno presentato una mozione all'assemblea regionale siciliana, invitando il presidente Crocetta a revocare l'autorizzazione dell'ecomostro. L'establishment del Pd potrà dare, se vuole, indicazioni ai propri deputati regionali di votare a favore della mozione del M5S. Lo farà? Ne dubito!
Un'ultima notazione: le televisioni locali, con la “libertà” di pensiero che le contraddistingue, non hanno dato conto del mio intervento. Non hanno capito, poverini, che loro non contano più niente, che la vera comunicazione la facciamo noi bloggers. Il mio intervento filmato può essere visto sul giornale on line di Elio Di Bella: bellaciaoag.it.
Gaetano Gaziano
Presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento” tanogaziano@yahoo.it.
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venerdì 1 febbraio 2013
Omaggio a Gigi Casesa, fondatore del gruppo "Val d'Akragas" di Agrigento
Nel contesto della “travagliata” 68^ Sagra del Mandorlo in Fiore, sarà presentato, al teatro Pirandello di Agrigento, lo spettacolo “I 5 continenti del Val d'Akragas- 60 anni di cultura popolare”, giovedì prossimo alle ore 21, con ingresso gratuito.
Si tratta di un excursus storico-culturale del gruppo folklorico “Val d'Akragas”, fondato dall'indimenticabile e indimenticato Gigi Casesa, che, oltre ad averlo fondato, lo ha portato in giro per il mondo quale ambasciatore della cultura e delle tradizioni popolari della nostra terra.
Lo spettacolo è organizzato dal figlio Lello, erede e continuatore del bagaglio culturale tramandato dal padre Gigi, e costituisce un tangibile e meritato omaggio alla memoria del padre.
Due generazioni, quindi, di persone perbene, i Casesa, che hanno fatto della ricerca e della diffusione della cultura popolare agrigentina uno degli scopi più importanti della loro vita.
A me piace ricordare che il papà Gigi è stato grande amico di mio padre Francesco, di cui era collega al Comune di Agrigento, e che con il figlio Lello, mio caro amico, siamo stati colleghi alla Provincia di Agrigento.
Gigi Casesa nella foto in alto è piegato al centro. Lello è il secondo da sinistra, mentre il quarto è Giovanni Moscato, altro agrigentino illustre, culture-maker e fondatore e gestore del teatro della “Posta Vecchia” di Agrigento. Gaetano Gaziano, tanogaziano@yahoo.it.
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