mercoledì 23 aprile 2008

"Cari Onorevoli, che mi state in cagnesco..."

Questo il testo della mia lettera aperta che ho inviato a tutti i deputati di Agrigento (nazionali e regionali) neo-eletti, con cui tento di stimolarli a difendere il nostro territorio, la nostra storia e la nostra cultura, facendo leva sull'orgoglio di essere agrigentini. Conoscendo le loro "facci di basuli", dubito che si attiveranno.
Gaetano Gaziano
Testo della lettera:
“Vostra Eccellenza, che mi sta in cagnesco...”,
l' incipit della poesia di Giuseppe Giusti, una delle più note della letteratura italiana, mi dà la stura per scrivere questa mia lettera aperta alla deputazione agrigentina neo eletta al Parlamento Italiano e all'Assemblea Regionale Siciliana.
“Cari Onorevoli, che mi state in cagnesco” perché vi ho sferzato in campagna elettorale, a volte anche duramente, per essere stati tutti volutamente in silenzio in ordine al rigassificatore di Porto Empedocle, capisco che ragioni di realpolitik vi hanno consigliato di tacere per non perdere voti, ma oggi, una volta eletti, siete chiamati non solo ad esprimervi ma anche a lottare perché questa sciagura venga evitata alla nostra provincia di cui siete i rappresentanti politici.
Perché vi chiedo questo e perché ritengo il rigassificatore una sciagura per la nostra terra.
Durante la campagna elettorale è emerso chiaramente che i candidati più autorevoli della Sicilia Orientale si sono schierati tutti, di destra e di sinistra, contro il rigassificatore di Priolo e l'hanno avuto vinta. Ci preoccupa un po' la dichiarazione di Raffaele Lombardo per cui il rigassificatore di Priolo “non s'ha da fare” in quanto pericoloso mentre quello di Porto Empedocle, se sicuro, si può fare.
Siccome non siamo nati ieri, da queste dichiarazioni traspare evidente il patto di ferro tra Lombardo e Cuffaro, padrino del rigassificatore, di un placet del nuovo governatore della Sicilia sull'impianto industriale di Porto Empedocle.
Lombardo, che pure dalle pagine de “La Sicilia” il 1° ottobre del 2007 tuonava: “i lor signori non trasformeranno la nostra terra in una pattumiera dell'Europa”, oggi si mostra più morbido verso i desiderata dell'amico e sodale Totò Cuffaro. A casa mia no, sostiene Lombardo, ad Agrigento si può fare. Perché noi, ovviamente, siamo una provincia “babba”.
A questo punto mi piace qui ricordare l'efficace slogan elettoralistico di Roberto Di Mauro: “Nati per difendere la Sicilia”, che dovrebbe diventare, a rigor di logica, il programma di tutta la deputazione agrigentina, nazionale e regionale, con riferimento alla nostra provincia.
“Cari onorevoli che mi state in cagnesco”, vi aspetto all'opera in difesa del nostro territorio, della nostra storia e della nostra cultura.
Soprattutto oggi che il vile Pecoraro Scanio ci ha fatto il bel regalo, a due giorni dall'elezione, della Via al rigassificatore di Porto Empedocle, per raccattare qualche voto all'interno di Confindustria. Pecoraro Scanio è scomparso politicamente, come spero che scompaiano dalla faccia della terra tutti quegli ambientalisti come lui che sono, non per l'ambientalismo del fare, ma per l'ambientalismo degli affari.
E finiamola con la storiella che al rigassificatore non ci sono alternative di sviluppo economico e occupazionale: basterebbe realizzare nell'ex area Asi di Porto Empedocle un ipermercato, per dare occupazione a molti più lavoratori di quanti ne promette l'Enel come “compensazione” (che brutta parola!) al disastro ambientale ed economico che il rigassificatore porterebbe con sé.
“Cari Onorevoli che mi state in cagnesco”, in un arguto articolo su Agrigentoweb, il direttore, Lelio Castaldo, vi ha definiti i “nostri gladiatori” che, a vario titolo, avete consegnato la provincia di Agrigento all'ultimo posto della graduatoria nazionale.
Oggi voglio rivolgermi al vostro orgoglio di esser agrigentini per sventare questo tentativo di neo colonialismo industriale che ucciderebbe la nostra economia basata sul turismo e sullo sfruttamento delle risorse culturali. Così operando, (credo e spero) si potrà dare un consistente impulso alla rinascita della nostra terra e il giudizio che di voi stessi consegnerete alla Storia potrebbe non esser quello di “gladiatori” di battaglie perse.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Questa è una stretta di mano, un gesto solidale da una pianura lontana: conservare la storia, la bellezza, la civiltà è 'affare' di tutti.
Grazie per il vostro impegno.

colfavoredellenebbie.splinder.com

U.R. ha detto...

Quella che mi preoccupa è la contrarietà delle Organizzazioni Sindacali, che dovrebbero rappresentare la massa dei lavoratori e dei pensionati, in pratica della società civile. Ancora una volta dimostrano d'essere attestate su posizioni verticistiche e dirigistiche, senza collegamento reale con la base. Se i vertici sindacali sono veramente democratici, dovrebbero proporre quanto meno il referendum dei cittadini di Agrigento, consultazione doverosa e democratica. Mandalo a Travaglio, ad Annozero, questo tuo post. Continua la tua battaglia. Se un giorno lo scempio produrrà i danni, l'opinione pubblica dovrà conoscere, a ludibrio della gente, i nomi e cognomi degli artefici di tale scempio per l'eternità. Bella l'idea del Giusti, ci vorrebbe anche un bel poema imitativo dell'Inferno di Dante per illustrare i dannati e le dannazioni di Agrigento.

Rosalba Ferrai ha detto...

E' un appello forte e chiaro in difesa di un patrimonio invidiabile: davvero un peccato abbandonare la possibilità di far intervenire l'UNESCO dopo aver illuso tutta l'Italia di un impegno nel rispetto del valore culturale e artistico della Valle dei Templi.
Quali vantaggi, esattamente, potrebbe arrecare il rigassificatore a Porto Empedocle, a parte i posti di lavoro? E gli eventuali benefici andrebbero veramente ad Agrigento?

No Comment! ha detto...

La candidata all’ARS Caterina Busetta non è stata eletta. Per la verità il suo è stato un vero e proprio flop.

Per una campagna improntanta sul “chiaro NO al rigassificatore” (in realtà con un grossolano errore grafico nello spot nel quale il divieto è sul NO e non sull’immagine del rigassificatore), ma soprattutto di fronte alle sollevazioni popolari paventate dai comitati, la Busetta avrebbe dovuto ottenere un plebiscito.

In realtà nei comuni più vicini al sito la sua esperienza è stata disastrosa:

Agrigento 81 voti;
Porto Empedocle 2 (due) voti;
Realmonte 0 (zero) voti.
Normalmente da una batosta si impara. Si potrebbe imparare ad ascoltare, si potrebbe imparare a comprendere le ragioni delle popolazioni. Invece la Busetta spara a zero. Se la prende con gli agrigentini, se la prende con

questa città piccolo borghese, rassegnata e direi quasi anestetizzata, incapace di ribellarsi anche nei momenti più difficili in cui uno scatto di orgoglio sarebbe indispensabile (la mancanza d’acqua docet).
Se la provincia di Agrigento è rimasta l’ultima tra le province italiane, ciò non è casuale ma implica una corresponsabilità che coinvolge i cittadini oltre che la classe politica.

La politica, infatti, non è la sola responsabile del disastro agrigentino. Assiem

e alla politica latitante c’è la responsabilità di una borghesia piccola piccola che non ha saputo assumere il ruolo di classe dirigente e ha continuato a premiare politici incapaci e assenti e, con il suo silenzio e la sua rassegnazione, si è resa corresponsabile del mancato sviluppo, nonostante le grosse potenzialità culturali e paesaggistiche dell’intera provincia.

La colpa non è quindi della classe dirigente, in atto o potenziale, incapace di interpretare i bisogni della popolazione che spingono - per alcuni paradossalmente - a volere un rigassificatore. Secondo la Busetta la colpa è della borghesia piccola piccola, che non sa capire i politici (borghesia che stranamente viene elogiata dalla stessa parte quando vota il sindaco “in modo trasversale”).

Lapidario il commento de La Sicilia ad una lettera della Busetta:

A volte basta davvero poco per comprendere il perchè di una disfatta elettorale.

Altra perdente eccellente è la Interlanti, MPA, anche lei contraria (pur con qualche contraddizione) all’ipotesi rigassificatore.

C’è da ricordare però che Michele Cimino, sostenitore del fronte per il NOrigassificatore, nella sola Porto Empedocle ha ottenuto 1888 preferenze, 3702 ad Agrigento e 224 a Realmonte. Difficile comprendere quanto la vicenda rigassificatore abbia influenzato il voto rispetto al successo generale del PDL, come anche rispetto al fatto che Cimino non sia alla prima esperienza all’ARS.



Meditate Gente Meditate...

Anonimo ha detto...

@"No comment", dimostri con i fatti che ad Agrigento si vota solo per interesse spicciolo e clientelare. La gente si lascia irretire atavicamente da promesse, che non potranno mai essere mantenute, con risultati miserandi. Tutti si accorgeranno presto d'aver sbagliato, non appena il Cavaliere, che cavalca la Lega Nord, non manterrà nessuna delle promesse o, se le manterrà, utlizzerà strumenti che ne annullerano (o peggioreranno) gli effetti. Lo stesso dicasi dell'altro Leghista del Sud, Lombardo. La Sicilia con Lombardo uscirà dall'Europa e Agrigento sarà sempre più emarginata. Ma che città è Agrigento e il suo centrosinistra, se l'autoreferenziale Arnone - bravo solo a parole ma inconsistente nei fatti - vuol imporre la sua candidatura a Presidente della Provincia? Cos'ha fatto, l'elemento di spicco di Legambiente, il predicatore Arnone, per opporsi alla realizzazione del rigassificatore? Cos'ha fatto per l'aeroporto di Agrigento, già affossato dalla fresca notizia che sarà Enna ad ottenere un aeroporto, grazie alla sponsorizzazione del presidente dell'Enac, Vito Riggio. Quest'ultimo è lì da una vita a fare gli interessi di Palermo e Catania, facendo da sempre la guerra ad Agrigento. Ora che ha un bel sodale nel neoeletto Presidente della Regione, nime tutelare di Catania, Vito Riggio potrà perseguire impunemente la sua politica di boicottaggio dell'aeroporto agrigentino. Palermo e Catania si faranno i baffi d'oro e ad Agrigento neanche le briciole. E in tutto questo, Arnone? Tirerà la volata al centrodestra, altro che cambiamento! Ma che dice il PD di Agrigento (Capodicasa, Messana...). Come sempre taceranno, tanto i giochi sono pronti a tavolino.

Un sinistrorso deluso

Roberto ha detto...

per No Comment
Onestamente non ho capito cosa vuoi dire: da un lato dici che la busetta ha preso pochi voti (quindi questo dimostrerebbe che alla cittadinanza non interessa il messaggio) dall'altra che altri esponenti contro il rigassificatore (leggi cimino) prendono molti voti.
Il tuo messaggio quindi non ha molto senso.
E non l'avrebbe comunque: il fatto che la busetta prenda pochi voti non vuol dire di per sé che il messaggio sia sbagliato.
Fino a non poco tempo fa nella nostra terra se qualcuno avesse portato un forte messaggio anti mafia avrebbe preso 0 (zero) voti. Questo avrebbe forse voluto dire che il messaggio anti mafia era sbagliato?
(ovviamente è solo una esemplificazione per fare capire che non sempre il conseso popolare sta dalla parte del giusto).
Casomai vuol dire che il messaggio non è stato sufficientemente convincente o non è stato sufficiente tout court.
D'altronde il NO nel messaggio era chiarissimo, mentre era meno chiaro quali fossero i SI. E in queste elezioni le forze del NO, dell'essere contro (leggi sinistra Arcobaleno, contraria praticamente a tutto, dalla tav ai rigassificatori, ai termovalorizzatori, insomma a tutto) sono state bastonate.
Quindi se un appunto si può fare è che il messaggio dovesse essere più chiaro sui SI.
Ma anche se lo fosse stato non credo che il risultato sarebbe cambiato. La signora Busetta non è appoggiata da grandi forze sebbene fosse all'interno del PD (comunque massacrato in tutta la sicilia), era alla sua prima esperienza elettorale, non usufruisce certo del voto di scambio. Insomma è una figura estranea alla politica locale che combatte una battaglia onesta, leale, pulita, sincera.
Impossibile con queste caratteristiche essere eletti.